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Anteprima: Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon

Il priorato dell'albero delle arance

Un emozionante epic fantasy che narra di draghi, di un mondo sull’orlo della rovina, e delle donne che lottano per salvarlo. Da quando The Priory of the Orange Tree è stato pubblicato per la prima volta in lingua originale nel febbraio di quest’anno, sui social non si parla d’altro. Già amatissimo a livello internazionale, Il priorato dell’albero delle arance verrà pubblicato anche in Italia per Mondadori, all’interno della collana Oscar Fantastica. Ma vale davvero la pena acquistare e leggere questo bestione?


Scheda del libro

Titolo: Il priorato dell’albero delle arance
Autore: Samantha Shannon
Editore: Mondadori
Prima pubblicazione: 26 Novembre 2019
Genere: Fantasy
Pagine: 816
Prezzo: Cartaceo 26 € | eBook 10,99 €

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Giove onnipotente! Questo libro è fantastico. (Jay Kristoff)

Un’autentica scorribanda narrativa. Il mio nuovo epic fantasy favorito. (Laini Taylor)

Ipnotico! (The Washington Post)

Un world building ricchissimo e affascinante. Un sontuoso epic fantasy femminile che apre nuovi sentieri della narrativa. (The New York Review of Books)


Trama

Un mondo diviso. Un regno senza eredi. Un antico nemico che si risveglia.

La Casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini.

A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà un’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana.

Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys.

Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita.

In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Tra draghi, lotte per il potere e indimenticabili protagoniste femminili, un romanzo sontuoso e inarrestabile, rivelazione epic fantasy del nuovo millennio.


Parere personale

Definito un Game of Thrones tutto al femminile, questo romanzo è un high fantasy autoconclusivo dalla mole consistente (800 e più pagine) e dal prezzo ovviamente più elevato. Vorrei quindi fare degli appunti personali per tutti coloro che stanno cercando di decidere se acquistarlo o meno.

Si tratta di un’opera sicuramente molto complessa: nonostante la prosa scorrevole dell’autrice, la prima parte del romanzo risulta molto lenta perché densa di descrizioni e particolari, i personaggi sono molto numerosi e sono presenti 8 diverse casate. Il world building è davvero ricchissimo, un mondo diviso dall’eterna lotta tra Oriente e Occidente, e la storia è raccontata dal punto di vista di 4 personaggi: Ead, dama di compagnia della regina Sabran, Tanè, aspirante cavalcatrice di draghi, Loth, un nobile della corte della regina Sabran e suo amico, e il vecchio alchimista Niclays.

Sono presenti tutti gli elementi tipici del genere, come la lotta contro il male, un mondo disciplinato da precise regole magiche, fitte trame politiche, alleanze e tradimenti. Ma l’elemento che ha destato maggiormente la mia curiosità è stata la presenza dei draghi, la mia creatura fantastica preferita, che è qui presente in un modo davvero speciale e fuori dal comune. Un punto a favore anche per l’importante presenza femminile in questo romanzo, tanto da essere stato definito un “fantasy femminista”.

Personalmente mi sta piacendo tantissimo e lo considero una ventata di novità come poche all’interno del genere. Superate le prime 100 pagine circa, è un romanzo che rapisce ed emoziona. Lo consiglio in particolare a tutti coloro che hanno apprezzato i libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin, ma anche a tutti coloro che non hanno mai letto libri high fantasy. Essendo un volume unico e non una serie composta da settordici libri, credo che rappresenti un ottimo primo approccio.


L’autrice

La stella nascente del fantasy inglese.

Giovanissima eppure già affermata (è nata a Londra l’8 novembre del 1991), Samantha Shannon è uno degli autori di punta della casa editrice Bloomsbury, per la quale ha già scritto cinque romanzi. Ha esordito nel 2013, all’età di ventidue anni, con The Bone Season, primo episodio di una serie distopica ambientata a Oxford che si svilupperò in sette romanzi: i primi tre sono già stati pubblicati, il quarto uscirà nel settembre del 2020. Con Il priorato dell’albero delle arance Samantha Shannon esordisce nel fantasy raccogliendo un plauso unanime tanto in patria quanto all’estero.


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Stefania
In Articoli/ Recensioni

Recensione: La Quinta Stagione di N. K. Jemisin

La Quinta Stagione

Reduci da questo lunedì in cui abbiamo dato l’addio a Game of Thrones (alla serie, almeno), cerco di consolarmi e di consolarvi con una nuova saga che personalmente spero possa essere presto adattata in una serie TV: sto parlando de La Quinta Stagione di N. K. Jemisin, primo capitolo della trilogia della Terra Spezzata edita in Italia da Mondadori.


Scheda del libro

Titolo: La Quinta Stagione (La Terra Spezzata #1)
Autore: N. K. Jemisin
Editore: Mondadori
Prima pubblicazione: Aprile 2019
Genere: Fantascienza
Pagine: 490
Prezzo: Cartaceo 15€ | eBook 7,99 €

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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A quanti devono combattere
per ottenere quel rispetto
che agli altri è garantito. 

Trama

Nel mondo immaginato da N. K. Jemisin esiste un unico grande continente, l’Immoto, percorso da una lunga frattura al centro che periodicamente provoca una cosiddetta Quinta Stagione, o anche Stagione della Morte. Questo perché le Stagioni sono caratterizzate da violenti cataclismi, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Non abbiamo una madre Terra feconda e accogliente, bensì un Padre Terra violento e rancoroso, che rende l’ambiente circostante ostile. Ad arricchire l’aria di mistero ci pensano gli obelischi, colossi di pietra rossastra che volano in cielo senza alcuna apparente direzione.

Questo continente è abitato da esseri umani, gli Immoti, e dai cosiddetti Orogeni (o rogga, per utilizzare un termine dispregiativo), esseri umani con l’abilità di sentire, anzi sensire, la terra, placare scosse o addirittura provocare eruzioni. Per questo motivo, gli orogeni sono evitati e temuti dagli immoti, ma anche utilizzati come vere e proprie armi per contenere ed evitare le Stagioni. Individuati fin da piccolini dai Custodi, vengono reclutati dal Fulcro, un centro di addestramento speciale situato nella capitale Yumenes. Qui, dopo anni di duro allenamento quasi militare, possono diventare degli Orogeni Imperiali suddivisi in classi in base agli Anelli che gli vengono assegnati e che vanno da 1 a 10 in base alla grandezza del loro potere e all’abilità di controllarlo. Infine, ci sono i temibili Mangiapietra, esseri terribili e spietati in grado non solo di mangiare la pietra ma anche di spostarsi al suo interno.

La società è strutturata in Com (più simili a dei villaggi piuttosto che a delle vere e proprie città) e secondo un sistema di caste: Ferrigni, Resistenti, Innovatori, Riproduttori, Elite. Al vertice di tutto c’è l’Imperatore, discendente dell’antica famiglia dei Sanzi.

A chi manca qualcosa che non ha mai e poi mai nemmeno immaginato? Non è nella natura umana. Che fortuna, dunque, che al mondo ci siano persone che non appartengono alla specie umana.

Personaggi

Ci siete fin qui? Era importante chiarire questi punti perché, lo avrete capito, il worldbuilding strutturato dalla Jemisin è imponente, complesso e pazzesco! La prima parte del romanzo è sicuramente più lenta perché molto descrittiva, ma vi assicuro che le ultime 300 pagine si divorano nel giro di poche ore e alla fine vorreste leggerne ancora e ancora… Il ritmo è ansioso, l’ambiente ostile fa perennemente da sfondo e l’Apocalisse sembra essere all’ordine del giorno, ma lo stile estremamente scorrevole riuscirà a non farvelo pesare più di tanto. Il tempo è scandito dalla storia delle 3 protagoniste:

Damaya una giovanissima rogga scovata in un villaggio sperduto da Schaffa, un Custode. Attraverso i suoi occhi avremo modo di capire come si svolgono la vita e le lezioni all’interno del Fulcro;

Syenite, un’orogena imperiale Quattroanelli, inviata in missione con Alabaster, l’unico Diecianelli vivente. Il loro scopo non sarà solo quello di abbattere la barriera corallina che ostruisce il porto di Allia, ma anche quello di procreare, non importa se in maniera rude e asettica, per poter sfornare altri potenti bambini orogeni.

Infine, c’è Essun, un’orogena adulta sposata e con due figli che vive nel villaggio di Tirimo. Con lei e la sua disperazione facciamo la conoscenza quasi subito: suo marito, Jija, ha scoperto che il figlio Uche è un orogeno e lo ha ucciso a colpi di botte per poi fuggire con Nassun, l’altra figlia.

Casa sono le persone. Casa è ciò che porti con te, non ciò che ti lasci alle spalle.

Temi trattati e parere personale

La storia si andrà sviluppando proprio intorno alla disperata ricerca di Essun, che spera di trovare ancora viva sua figlia e che riesce a farsi forza unicamente sul desiderio di vendetta nei confronti di Jija. Tanti i temi importanti affrontati: prigionia, libertà, senso di appartenenza, dovere, ribellione, cambiamenti climatici e famiglia. Non manca un parallelismo di tipo religioso, nel culto di un Padre Terra infuriato con l’umanità per aver ucciso il proprio figlio. La Quinta Stagione è un romanzo profondo, a tratti anche pesante, ma che sicuramente si fa specchio di tante difficoltà e vicissitudini subite in primis dalla scrittrice: non dimentichiamo che N. K. Jemisin è stata la prima autrice afroamericana a vincere il Premio Hugo per il miglior romanzo, non una volta sola, ma per ben tre volte (nel 2016, nel 2017 e nel 2018) per tutti e tre i capitoli de La Terra Spezzata.

Personalmente non ho nessun dubbio nell’affermare che questo libro rientra tra i migliori libri mai letti nella mia vita. Ve lo stra-consiglio e non vedo assolutamente l’ora di leggerne il seguito. Anzi, per la qualità della storia e per la ricchezza dei dettagli, non ho timore nell’affermare che ne gradirei follemente l’adattamento in una serie TV!


L’autrice

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de La Terra Spezzata nel 2016, 2017 e 2018.


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Stefania
In Articoli/ Collezionismo

Il mattino dei maghi di Jacques Bergier e Louis Pauwels nelle sue principali edizioni italiane

Il mattino dei maghi

La bibbia esoterica, come da molti è conosciuto Il mattino dei maghi, è il volume che ha dato inizio al filone del cosiddetto realismo fantastico. Ma non si tratta né di un romanzo, né di una narrazione fantascientifica, né di un documentario o della divulgazione di insegnamenti ermetici, nonostante presenti un po’ tutte queste cose. È bensì un inno alla speranza umana, che si ricollega a fatti e leggende ormai ben radicate nella cultura popolare.

Il realismo fantastico è la variante letteraria del realismo magico annoverato nelle arti visive. È un filone del quale fanno parte quelle opere di letteratura in cui gli elementi magici sono inseriti in un contesto altrimenti realistico. Il boom del genere è avvenuto alla metà del XX secolo in America Latina con il romanzo Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcìa Màrquez.

Questo famoso e altrettanto misterioso libro, quindi, è stato pubblicato per la prima volta in Francia nel 1960 dall’editore Librairie Gallimard. La primissima tiratura era numerata e composta da soli 36 esemplari. Di questi, un paio possono oggi essere acquistati a un prezzo che si aggira tra i 3.000 euro per l’esemplare numero 8, e i 4.500 euro per l’esemplare numero 1.

Sergio Solmi (1899-1981), scrittore, poeta e saggista italiano, nella sua introduzione a Il mattino dei maghi ricorda come i primi editori francesi del testo ne avessero paragonato la lettura al cavalcare una cometa. La fantasia ha sempre un duplice volto ed aspetto, come afferma Solmi. In effetti in questo caso siamo di fronte a un libro veramente singolare quanto eterogeneo, nonché contraddittorio per forza di cose. Per avventurarci nella sua lettura, occorre aprire al massimo il compasso della nostra mente nel passaggio fra ipotesi fantastiche e coscienza critica.

Edizioni italiane

L’edizione italiana più recente è quella del 2013, con successive ristampe, della collana Oscar Nuovi Misteri della Mondadori, che riprende le precedenti edizioni del 1997 (con copertine leggermente diverse).

Il mattino dei maghi (2013)
Il mattino dei maghi (1997)

Sempre per Mondadori abbiamo poi l’edizione del 1999 della collana Saggi. Successivamente c’è l’edizione del 1971. Infine c’è quella del 1984 della collana Oscar Arcana, con lo stesso disegno in copertina.

Il mattino dei maghi (1999)
Il mattino dei maghi (1971)
Il mattino dei maghi (1984)

Arriviamo infine alla primissima edizione italiana, quella del 1963, sempre per Arnoldo Mondadori editore. Stavolta la copertina è rigida, con una sovraccoperta dal sognante disegno colorato.

Il mattino dei maghi (1963)
Il mattino dei maghi (1963)

È questa l’edizione che sono riuscita a reperire per pochi euro e che ha attualmente un valore di circa 150-170 euro, a seconda delle condizioni. Ho cercato questo libro per tanto tempo, ma ultimamente sembrava essere sparito dalla circolazione. E proprio nel momento in cui avevo smesso di cercarlo, è venuto da me con tutto il fascino e il mistero che da sempre lo circondano.

Gli autori

Louis Powels e Jacques Bergier

Louis Pauwels (1920-1997) è stato un giornalista e scrittore francese, ex occultista ed ex surrealista, allievo di Gurdjieff.

Jacques Bergier (Jakov Michajlovic Berger, 1912-1978) è stato un giornalista, scrittore e ingegnere francese, nato in una famiglia sovietica di origine ebraica. Scienziato e mitografo, in tempo di guerra fu anche agente del controspionaggio alleato e prese parte al raid per la distruzione della base di razzi a Peenemunde, sopravvivendo all’internato a Mauthausen.


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Stefania