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Nosferatu: una sinfonia di splendore attraverso i disegni di Paolo D’Onofrio

Nosferatu

Grazie alla Nicola Pesce Editore, ad agosto ho avuto il piacere di leggere questo splendido volume illustrato da Paolo D’Onofrio. La figura del vampiro ha sempre suscitato il mio interesse, dal Dracula di Bram Stoker al Lestat di Anne Rice, ma stavolta ho potuto approfondire Nosferatu, personaggio di cui non sapevo molto.


Scheda del libro

Nosferatu

Titolo: Nosferatu
Autore: Paolo D’Onofrio
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Dicembre 2018
Genere: Fumetto, Horror
Pagine: 79
Prezzo: Cartaceo 19,90€

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La figura del vampiro nella storia

Nel cinema il vampiro ha sempre avuto un rapporto molto particolare con la cinepresa, alla quale si è mostrato per quello che è, nelle sue innumerevoli sfaccettature. Ce lo illustra molto bene Ornella Balsamo del blog Horror Vacui, che nella prefazione di questo volume traccia un quadro schematico ma completo dell’evoluzione della figura del vampiro, dai romanzi di fine Ottocento alla cultura contemporanea.

I perni inorno ai quali girano queste rappresentazioni sono due: il libro Dracula di Bram Stoker (1897) e il film muto Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau (1922), considerato uno dei capisaldi del cinema horror ed espressionista, di cui consiglio la visione per poter apprezzare a pieno i disegni di questo fumetto.

Dracula
Copertina della prima edizione di Dracula di Bram Stoker (1897)

La storia di questi prodotti artistici eterogenei si intreccia in modo indissolubile quando, per il suo film, Murnau decise di ispirarsi liberamente al libro di Stoker, modificando titolo, luoghi e nomi dei personaggi. Ecco allora che il Conte Vlad diventa il Conte Olok, che Van Helsing diventa il professor Bulwer e Mina diventa Ellen, tanto per citare i più importanti. Tuttavia, il regista fu comunque denunciato dagli eredi di Stoker e perse la causa mandando sul lastrico la casa di produzione del film, la Prana-Film che era stata creata ad hoc per il lancio della pellicola. Oltre al pagamento del contenzioso sui diritti d’autore, il film venne anche condannato alla cosiddetta “damnatio memoriae“, con la distruzione di tutte le copie fisiche della pellicola. Ma per fortuna una copia è arrivata fino ai giorni nostri, salvata illegalmente dal regista.

Nosferatu
Una pellicola che sembra dannata quanto il suo protagonista.

Ma dove finisce Dracula e inizia Nosferatu?

Tra il libro e la pellicola, ci sono in realtà parecchie differenze. Partiamo proprio con la figura del Conte Olok il cui nome, Nosferatu, significa “non spirato” o anche “portatore di peste” proprio come la malattia che porta con se sulla nave assieme ai topi, contrariamente al libro. Ellen viene elevata fin da subito al ruolo di moglie e la storia di Lucy non viene lontanamente accennata. Ma la pellicola di Murnau risente soprattutto del suo tempo: la guerra, la paura dell’invasore straniero e un certo antisemitismo che si concentra nella rappresentazione del Conte Olok come caricatura estrema di peculiarità fisiche tipiche degli ebrei (come ad esempio un grosso naso acquilino). Totalmente assente è invece l’aspetto sessuale che ruota intorno alla figura del vampiro, su cui pone invece l’accento il Dracula di Stoker, con il suo aspetto affascinante e le sue numerose mogli. Nosferatu è invece calvo, curvo, con occhiaie profonde e denti aguzzi, non ha consorte e, anzi, la solitudine sembra essergli preziosa: per tutte queste caratteristiche, il personaggio è diventato uno dei più iconici della cultura dell’orrore, così terrificante che difficilmente riuscirete a sbarazzarvi della sua visione!

Cardine di tutta la storia diventa Ellen, l’eroina che compie il sacrificio finale attirando il vampiro con il proprio sangue e distraendolo per tutta la notte, fino al primo canto del gallo e al sorgere del sole, letale per i vampiri e anche per il mitico Nosferatu. Il vampiro in grado di trasformarsi in qualsiasi cosa, rappresenta il male dilagante nel suo aspetto più insidioso, sconfitto solo dall’amore: ad esso si abbandona nel Dracula di Stoker e sempre dall’amore viene ingannato nel Nosferatu di Murnau.

Nosferatu
La celebre ombra di Nosferatu nel film di Murnau.

I disegni

Le tavole di questo volume, con cui Paolo D’Onofrio ha esordito come fumettista, rappresentano scena per scena il film del 1922, didascalie incluse. Il gioco di luci e ombre realizzato da Murnau con la pellicola e gli effetti anche difficili da realizzare per quegli anni (come le dissolvenze) sono ben resi dal disegnatore, che sceglie di rielaborare il montaggio sincopato del regista attraverso l’alternanza di un tratto leggermente abbozzato e di uno più marcato. I protagonisti sono immortalati nei loro tratti distintivi ed è onnipresente l’ombra, quella di Nosferatu, nelle scene più iconiche ma anche in quelle meno conosciute, sempre con il tocco personale dell’autore.

Il volume pubblicato dalla NPE, in una splendida edizione cartonata, è impreziosito da numerosi dettagli, come il lettering tipico delle pellicole mute e una carta color seppia ingiallita e invecchiata ad hoc, che sembra essere giunta a noi direttamente dalla Transilvania! Ne consiglio l’acquisto agli amanti dei fumetti e a tutti gli appassionati del genere horror che abbiano voglia di approfondire la storia dei vampiri e il personaggio di Nosferatu. Consiglio vivamente anche la visione del film di Murnau, obbligatoria se volete gustare a pieno i disegni di questo volume! Potete guardare il film completo su YouTube cliccando qui (legalmente perché stavolta i diritti d’autore sono decaduti!)

Nosferatu

Nosferatu

Non pronunciatelo mai forte.
La sua figura si insinua nelle strade,
tra geometrie di costruzioni fredde e desolanti,
in cerca di una cosa sola: sangue.
È come una lenta minaccia fiorita dal buio,
trascinata dalle acque, trasformata in un morbo… la peste!
Una presenza infestante nella vita di Hutter,
un’ombra che si allunga fino alla sua adorata Ellen.
Non pronunciatelo, Nosferatu.
Non pronunciatelo mai forte.

L’ombra di Nosferatu, dal cinema degli anni Venti si è allungata fino al fumetto contemporaneo, facendo così diventare il vampiro veramente immortale! 


L’autore

Paolo D’Onofrio vive a Cassino, dove ha frequentato i primi corsi sui linguaggi del fumetto e sul disegno. Stimolato da alcune letture di estetica, si laurea in filosofia. Negli ultimi anni lavora ad una ricerca espressiva tra segno grafico e letteratura. Si avvicina così al minimalismo, espandendo le proprie possibilità espressive, mentre lavora a progetti di design. Ha stretto collaborazioni come disegnatore freelance per storie brevi e per il web (e-book). Affascinato da sempre dai personaggi dei fumetti, ha da sempre coltivato il sogno di lavorare per la nona delle arti. Nosferatu è la sua prima opera edita in Italia.


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Stefania
In Approfondimenti/ Articoli

Gli Incubi di H. P. Lovecraft prendono vita nei disegni di Michele Penco

Incubi

Incubi di Michele Penco.

Come riporta il vocabolario Treccani, l’incubo può essere inteso sia come un sogno spaventoso e terrificante, particolarmente intenso, caratterizzato da sensazioni negative, sia come un essere demoniaco o un genio malefico che opprime la persona nel sonno, dandole un senso di soffocamento e congiungendosi carnalmente con lei. E tu, sei pronto ad affrontare i tuoi incubi?


Scheda del libro

Titolo: Incubi
Autore: Michele Penco
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Aprile 2019
Genere: Graphic novel, Horror
Pagine: 80
Prezzo: Cartaceo 19,90€

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Il terrore cosmico di H. P. Lovecraft

Howard Phillips Lovecraft, meglio conosciuto come H. P. Lovecraft (1890-1937), scrittore, poeta, saggista nonché critico letterario statunitense, insieme ad Edgar Allan Poe è oggi universalmente riconosciuto come uno dei maggiori scrittori di letteratura horror. E “universalmente” non vuole essere un termine casuale perché un altro dei grandi meriti dello scrittore è anche quello di aver concepito la filosofia letteraria del cosmicismo o terrore cosmico. Secondo i principi di questa filosofia, l’uomo rappresenta una presenza insignificante nell’universo ed è destinato a scomparire da un momento all’altro, senza essere neppure notato. Gli esseri umani sono visti come una specie senza scopo alcuno e dall’indole arrogante, che si illude di avere un ruolo di spicco nello schema dell’universo. Una concezione, questa, che ha parecchi punti di contatto con il nichilismo, ma con la sostanziale differenza che l’accento viene posto sull’insignificanza piuttosto che sulla mancanza di significato.

Con questa terrificante filosofia, Lovecraft è conosciuto per le sue opere caratterizzate da una brillante commistione tra fantasy, fantascienza e horror. Queste sono state fonte d’ispirazione per artisti di tutto il mondo, dalla letteratura al cinema e alla musica. Come non citare John Carpenter tra i registi (HalloweenFogLa cosa) e Alberto Breccia per il mondo del fumetto, con le sue storie ispirate a I Miti di Cthulhu.

Gli Incubi di Michele Penco

Proprio all’interno di quest’ultima categoria rientra Incubi, la graphic novel di Michele Penco realizzata in puro stile lovecraftiano e pubblicata dalla Edizioni NPE nell’aprile del 2019. Lo splendido volume cartonato ospita una piccola introduzione a cura di Patricio Valladares, regista e sceneggiatore cileno, e quattro storie brevi realizzate con tecnica mista (in bianco e nero, a china e pennello e anche a trattopen).

Mossi da un sentimento perenne di terrore e angoscia, faremo la conoscenza di un pittore impegnato nella realizzazione del proprio Autoritratto, un viaggiatore che si ritrova per caso in una Città sull’oceano, troveremo per caso una fotografia con un Modello davvero fuori dal comune e infine ci ritroveremo a pensare all’orribile Essere del sogno dell’ultimo protagonista.

Il tratto dell’autore è sempre estremamente evocativo e molto preciso: gli esseri, i personaggi e le atmosfere sembrano davvero provenire da terribili incubi fin troppo realistici. Se sei un amante del genere non puoi lasciarti sfuggire questo volume, ma ti consiglio di non leggerlo a tarda notte. Non si sa mai…


L’autore

Michele Penco

Michele Penco nasce a Pisa nel 1982. Si forma artisticamente disegnando dal vero, frequentando un corso di disegno tenuto da Gipi, tra i più grandi autori della storia recente del fumetto italiano. Ha disegnato per Lo Scarabeo Editore di Torino due mazzi di tarocchi, di cui uno ispirato al mondo di Lovecraft, e illustrato due libri per Purple Press. Incubi (2009), il suo primo libro come autore unico, viene pubblicato per la prima volta da Associazione Culturale Double Shot: in pochi mesi la tiratura è esaurita, ricevendo numerosi riconoscimenti da parte della critica e del pubblico. Seguirà l’anno dopo, per lo stesso editore, Racconti Azzurri, una raccolta di storie brevi che bisserà il successo della sua opera prima. Artista a tutto tondo, dal tratto meticoloso e naturalistico, oltre ad essere autore di fumetti è prima ancora pittore e illustratore, riuscendo a padroneggiare i pennelli con la delicatezza dei grandi maestri e una freschezza unica nel suo genere.


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Stefania
In Articoli/ Recensioni

Recensione: The Black Cat di Edgar Allan Poe illustrato da Nino Cammarata

The Black Cat

The Black Cat è una delle ultimissime uscite della NPE, la casa editrice del fumetto d’autore di cui ultimamente sto scoprendo il catalogo ricco e variegato. Stavolta ho particolarmente apprezzato questa graphic novel ad opera di Nino Cammarata, adattamento di un celebre racconto di Edgar Allan Poe.


Scheda del libro

The Black Cat

Titolo: The Black Cat
Autore: Nino Cammarata
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Giugno 2019
Genere: Graphic novel, Horror
Pagine: 96
Prezzo: Cartaceo 19,90€

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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Il racconto di Edgar Allan Poe

Il gatto nero è uno dei più celebri racconti di Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849), pubblicato per la prima volta nel 1843 sul The Sunday Even Post. Come spesso accade nella produzione dell’autore, anche in questo racconto le vicende sono narrate dal punto di vista dell’assassino, in una sorta di confessione prima della condanna a morte. L’uomo, pur sapendo che non verrà mai creduto, decide di alleggerirsi la coscienza raccontando una serie di “eventi domestici” che lo hanno terrorizzato, torturato e distrutto, portandolo a compiere i gesti disumani per i quali è stato condannato.

Il protagonista inizia il suo racconto partendo dalla propria infanzia e affermando di aver sempre avuto una grande passione per gli animali, fin da bambino. Passione condivisa poi anche dalla moglie, la quale era solita recuperane di tutti i tipi: uccelli, pesci, conigli, cani e un gatto nero di nome Pluto.  Inizialmente felice e affabile, il comportamento del protagonista inizierà a mutare ritrovandosi ad affogare nell’oscura spirale dell’abuso di alcol.

Temi trattati

L’intero racconto si configura come una metafora del senso di colpa, ma tratta anche di temi quali la solitudine e il femminicidio, sempre tristemente attuali. Anche qui, proprio come nel racconto originale, troviamo sparpagliati qua e la stralci della sfortunata biografia di Poe: l’assenza della madre, il distacco del padre, la condanna nell’alcol e il destino avverso.

Considerato come il titano iniziatico della letteratura gotica, del terrore, dell’inverosimile e, per alcuni, anche della psicoanalisi (essendo nato prima di Freud), Edgar Allan Poe non aveva filtri con i suoi lettori, proprio come la mente umana non ha filtri con noi stessi. La sua prosa è puro realismo psichico e onirico, e attraverso di essa egli racconta la psiche umana nelle sue mostruose fragilità e nella sua potenza di libero arbitrio.

I disegni di Nino Cammarata

Indubbiamente, occorre una certa abilità nel saper riprodurre, soprattutto nel formato del fumetto, l’aspetto introspettivo psicologico tipico delle opere di Poe. Ma credo che Nino Cammarata ne sia stato perfettamente all’altezza, confezionando un’opera grafica realizzata con un’attenzione minuziosa ai dettagli, arricchita da uno straordinario lettering e da una palette di colori tetra ma al contempo estremamente vivida, tipica del maestro dell’horror.

Consiglio questo volume sia ai fan dell’autore, sia a chi si avvicina per la prima volta ai suoi racconti: vi ritroverete in ogni caso con un gioiellino tra le mani e la voglia di leggere altri racconti di Edgar Allan Poe.


L’autore

Nino Cammarata

Nino Cammarata, classe 1983, è un artista, illustratore e visual designer siciliano. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte ed una breve parentesi all’Accademia di Belle Arti di Catania lascia gli studi per dedicarsi alla pittura e parallelamente inizia il lavoro di grafico in tipografia. Intorno al 2009, completamente da autodidatta, muove i primi passi nell’editoria disegnando le prime copertine di libri per piccoli editori. Nel 2017 l’editore inglese SST Publications pubblica la sua graphic novel The Black Cat, adattamento del celebre racconto di Edgar Allan Poe. Dallo stesso anno collabora attivamente con Edizioni NPE come colorista, illustratore di numerose copertine e disegnatore e autore di graphic novel. In questi anni, oltre a realizzare svariate copertine di libri per editori italiani ed esteri, ha curato l’artwork delle copertine dei dischi di artisti del panorama musicale nazionale e internazionale. Nino è anche pittore: dipinge da quasi vent’anni e le sue opere sono state acquistate da collezionisti privati di tutto il mondo.


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Stefania