Categorie

Guide

In Blog/ Guide

Blogger o WordPress: qual è il migliore? Guida alla scelta.

Blogger o Wordpress

Ho deciso di scrivere questo articolo per tutti coloro che vogliono aprire un blog di successo senza commettere errori. Come me, anche tu ti sarai ritrovato a fare milioni di ricerche sul web per capire qual è il migliore tra Blogger e WordPress. In questa guida ti aiuto a scoprirlo analizzando pro e contro di entrambi, raccontandoti la mia esperienza e facendo chiarezza su alcuni punti.

Da Blogger a WordPress: la mia esperienza

Ho aperto Elven Library nel 2018 e l’ho fatto su Blogger. All’inizio era un semplice blog letterario come tanti, che utilizzavo per scrivere le mie recensioni di libri. Blogger era gratuito, mi permetteva di mettere mano al codice HTML ed era integrato con AdSense e tutti gli altri servizi di Google. Da neofita mi era sembrata la scelta migliore per me a quel tempo, non avendo ancora le idee ben chiare. Con il tempo e tanto studio, il blog è cresciuto: ho acquistato un nome di dominio e ho iniziato a parlare di diversi argomenti oltre ai libri. Mi sono quindi resa conto che Blogger non era più il luogo adatto a me. Dopo tantissime ricerche, ho deciso quindi di far le valigie e di spostarmi su WordPress. Adesso Elven Library è diventato a tutti gli effetti il mio angolino personale nello sconfinato marasma del web, grazie al quale riesco anche a mettere in tasca qualche soldino alla fine del mese.

Prima di proseguire con i pro e i contro di Blogger e WordPress, credo sia opportuno fare delle precisazioni su dei punti che non sono a conoscenza di tutti.

Che cos’è un CMS?

Blogger e WordPress non sono altro che due CMS, tra i più famosi e utilizzati da chi decide di aprire un proprio spazio web. Un CMS (Content Managment System o sistema di gestione dei contenuti in italiano) è uno strumento software che, installato su un server per il web hosting, permette di gestirne i contenuti, come testi, immagini e video, svincolando il webmaster da approfondite conoscenze tecniche. In pratica, sono come dei programmi preinstallati su un sito, che offrono gratuitamente delle funzioni facilitate e spazi personalizzati accessibili da un dominio di terzo livello (ad esempio www.tuonome.blogspot.com oppure www.tuonome.wordpress.com).

Ma Blogger e WordPress non sono gli unici CMS esistenti. Altri esempi, molto utilizzati, sono Magento, Joomla e Drupal. La scelta dell’uno piuttosto che dell’alto varia sempre in base alle esigenze, a quello che hai in mente di realizzare e ai tuoi obiettivi. Prossimamente analizzeremo nel dettaglio anche questi.

Magento, Joomla, Drupal

Differenza tra hosted e self-hosted

All’interno dei discorsi su blog e spazi web, spesso si parla di siti hosted o self-hosted. Ma cosa significa e qual è la differenza?

Uno spazio web hosted, cioè ospitato, si appoggia a una piattaforma di pubblicazione. In genere si tratta di piattaforme che offrono ai propri utenti un servizio gratuito e di facile utilizzo a discapito però di controllo e personalizzazione. Blogger e WordPress rientrano all’interno questa categoria, ma quando dico WordPress intendo WordPress.com (più avanti vedremo la differenza con il .org). Queste piattaforme rappresentano un’ottima soluzione per chi non ha troppe competenze informatiche e vuole iniziare a creare contenuti senza preoccuparsi di trovare un servizio di hosting, acquistare un nome di dominio o installare un CMS via FTP.

Un sito self-hosted, invece, è gestito in prima persona e senza alcuna limitazione. Per creare un blog di questo tipo dovrai acquistare uno spazio su un server da un provider (come ad esempio Aruba, SiteGround, Netsons o GoDaddy), acquistare un nome di dominio (spesso compreso nei pacchetti di hosting), scaricare il software che hai scelto per la gestione dei tuoi contenuti e installarlo da solo sul tuo spazio web. Capirai che questa è una soluzione più dispendiosa in termini di tempo e soldi, ma che soprattutto richiede delle competenze avanzate.

WordPress.com e WordPress.org sono la stessa cosa?

Assolutamente no: come accennavo nel paragrafo precedente, WordPress.com è il sito di riferimento per creare un blog in modalità hosted (gratuito ma molto limitato), mentre su WordPress.org è possibile scaricare il software open source da installare sul proprio sito self-hosted.

Nel confronto che faremo adesso con Blogger, mi riferirò a WordPress esclusivamente nella sua forma hosted, fruibile quindi gratuitamente su WordPress.com. Tieni sempre presente che si tratta di un confronto a parità di gratuità.

Analisi: Blogger

Blogger è il servizio di blogging creato nel 1999 da una piccola società di San Francisco, la Pyra Labs, acquistata da Google nel 2003. Oggi si stima che i blog ospitati da questa piattaforma siano circa 20 milioni. Chiunque può aprire un blog su Blogger, a patto che abbia già un account Google e Gmail.

Pro:

  • Semplice da utilizzare, con un menù laterale chiaro e sintetico;
  • Non ci sono banner pubblicitari, se non quelli che decidi di inserire tu con AdSense per monetizzare;
  • I template sono gratuiti, semplici e responsive;
  • Pieno accesso al codice HTML;
  • Possibilità di acquistare o configurare un nome di dominio di terze parti;
  • Pienamente integrato con tutti gli altri servizi di Google.

Contro:

  • Solo 1 GB di spazio a disposizione;
  • Nessun tema premium;
  • Non si possono aggiungere altri widget a quelli esistenti;
  • Nessuna ottimizzazione SEO;
  • Google diventa proprietario di ciò che pubblichi;
  • Probabilmente gli aspetta la stessa fine di Google+.

Analisi: WordPress

WordPress.com è una piattaforma di blogging lanciata nel 2005 dalla società Automatic di Matt Mullenweg. Nel 2003, invece, era stata rilasciata la primissima versione del software open source di WordPress.org. Al momento l’ultima versione è la 5.2 disponibile da maggio 2019.

Pro:

  • È il CMS più utilizzato al mondo;
  • Ricca community di supporto;
  • Temi premium e plugin sempre nuovi (con i piani a pagamento);
  • Ottimizzazione SEO;
  • Aspetto e funzionalità più professionali.

Contro:

  • Presenza di banner pubblicitari se non si effettua l’upgrade a un piano a pagamento;
  • Dominio modificabile solo con un piano personale;
  • Non si può modificare il codice HTML;
  • È possibile installare altri plugin solo con un piano business;
  • Con la sola versione gratuita non è possibile fare praticamente nulla se non scrivere e pubblicare.

Per iniziare

Se vuoi entrare a far parte del mondo del blogging, ma non hai alcun budget a disposizione né particolari competenze informatiche, il mio consiglio è quello di scegliere Blogger. Più avanti, se il tuo progetto continuerà e si svilupperà, probabilmente sentirai l’esigenza di passare a qualcosa di più professionale. A quel punto ti consiglio di registrarti su WordPress.com e di fare pratica per un po’ con il nuovo CMS. Sia Blogger che WordPress offrono delle funzioni per Importare/Esportare contenuti, quindi non temere, non perderai nulla nel passaggio!

Infine, con qualche soldino da parte, ti consiglio di passare a un piano mensile a pagamento su WordPress.com. Oppure (meglio ancora) ti consiglio di passare alla soluzione seguente, che considero la migliore.

La soluzione migliore

Per me, la soluzione migliore, è acquistare uno spazio web con nome di dominio e caricarci sopra la versione open source di WordPress. Con una piccola spesa economica e un po’ di tempo in più da dedicare all’installazione e ai successivi aggiornamenti, sarai ricompensato con una personalizzazione completa e funzionalità potenzialmente infinite.

Potrai avere accesso al codice HTML, installare temi premium, plugin, fare ottimizzazione SEO e tanto altro. Niente di più professionale e stimolante per la creatività di qualsiasi blogger!

Soluzioni intermedie

Accanto alla precedente, ho individuato un paio di soluzioni intermedie, dai costi meno elevati e di più facile utilizzo per chi non è molto pratico.

La prima è quella che utilizzo anche io: un blog in WordPress su Altervista, la piattaforma di blogging di proprietà della Mondadori. Ho scelto questa soluzione per i seguenti motivi: il blog è gratuito, è facile monetizzare grazie al “pilota automatico”, si può fare ottimizzazione SEO, c’è un tool molto comodo e semplice per la Privacy e Cookie Policy, tantissimi temi professionali e possibilità di caricarne di nuovi, nessuna limitazione per i plugin, possibilità di personalizzazione del dominio, massima integrazione con i social, aggiornamenti, backup e statistiche.

La seconda soluzione intermedia che ho individuato è l’acquisto di uno spazio web su Aruba con CMS preinstallato. Potrai scegliere tra WordPress, Magento, Joomla, Drupal e altri. Il servizio con WordPress ha un costo di 24,99€ + Iva annui, ma comprende la registrazione di un dominio, 5 caselle email e spazio su disco illimitato.


Fammi sapere nei commenti se questo articolo ti è stato utile! ★

Se hai bisogno di aiuto o vuoi saperne di più, scrivimi utilizzando la pagina Contatti qui sul blog.

Stefania
In Guide/ Social media

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica

aumentare i followers su instagram

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica.

Instagram è un social network che negli ultimi anni sta crescendo tantissimo. Con il numero di utenti e di contenuti, aumentano anche le possibilità di guadagno. Ma come fare per emergere e farsi notare tra la miriade di account apparentemente tutti uguali?

In questa guida troverai 10 consigli utili ed affidabili, che personalmente utilizzo sul mio profilo (@elvenlibrary), per aumentare i followers su Instagram in maniera organica.

Ma cosa si intende per crescita organica? La crescita organica di un profilo su un social network consiste in una crescita di tipo numerico che avviene in modo sano, senza l’utilizzo di scorciatoie (bot e follow/unfollow per intenderci). In questo modo, i followers guadagnati saranno utenti reali e attivi, interessati ai contenuti pubblicati e che interagiranno con essi portando a un’ulteriore crescita futura.

Come faccio ad avviare questo tipo di crescita? Sarò subito molto chiara: non esiste un’unica ricetta che vada bene per tutti e soprattutto diffidate sempre da coloro che vi promettono numeri da capogiro in poco tempo (ovviamente a pagamento). Impegno, costanza e qualità dei contenuti sono un must, ma oltre a questo c’è tanto altro su cui riflettere e lavorare.

Vediamo quindi insieme 10 metodi affidabili che ho individuato e che personalmente utilizzo per crescere su Instagram in maniera organica.


1. Organizzazione e pianificazione

Se porti avanti un progetto sul web utilizzando anche Instagram, oppure stai pensando di farlo, tieni presente che l’organizzazione e la pianificazione sono dei fattori importantissimi. Prima di tutto devi scegliere il settore di riferimento, la tua nicchia, e identificare il pubblico a cui ti rivolgerai, cioè le persone, studiandone i bisogni e indovinandone i desideri.

Di cosa vuoi parlare? Che cosa vuoi offrire?
A quali persone vuoi rivolgerti (genere, età, luogo)?
A cosa sono interessate quelle persone? In che modo tu puoi essergli utile?

Una volta che avrai risposto a tutte queste domande, potrai iniziare a realizzare un piano editoriale, cioè la programmazione dei contenuti che pubblicherai nel tempo. Un’ottima strategia è quella di adottare un piano editoriale generale mensile e al suo interno piccoli piani editoriali settimanali: post diversi per tipologia in base al giorno della settimana, rubriche mensili o settimanali, come ad esempio booktag, bookhaul, TBR, ecc. nel caso di un profilo dedicato ai libri.

2. Utilizzare tutti gli strumenti a disposizione

Instagram mette a disposizione dei propri utenti diversi strumenti per poter comunicare principalmente con un pubblico giovane e dinamico. Tra questi, quello di maggior immediatezza e impatto, che purtroppo in molti trascurano, sono le storie: utilizzarle quotidianamente, inserendo domande, adesivi cliccabili e informazioni utili, aiuterà a creare fidelizzazione, aspettativa e partecipazione tra i followers.

Molto utile è anche il passaggio all’account aziendale: passando da un profilo di tipo personale a un profilo aziendale, potrai beneficiare di numerosi vantaggi tra cui i pulsanti “Email”, “Chiama” e “Indirizzo”, nel tuo profilo, e l’accesso ai famosi Insight, i dati statistici relativi alla nostra attività sul social network e al nostro bacino di utenza.

3. Analisi degli Insight

Analizzare periodicamente i dati statistici del tuo profilo ti aiuterà a capire meglio il pubblico al quale ti stai rivolgendo: quali sono gli orari e i giorni di maggior affluenza, il genere, l’età, il paese di provenienza, i post più apprezzati e quelli meno interessanti. In questo modo avrai la possibilità di tenere sotto controllo il pubblico,  estremamente volubile nel tempo, e di migliorare i contenuti futuri in base anche alle preferenze dei followers.

Per esempio, parleresti di romanzi rosa ad un pubblico prettamente maschile di un età compresa tra i 55-64 anni? Magari utilizzando emoji floreali e cuoricini rosa? Se l’obiettivo è quello di distruggere il profilo, allora la risposta è ovviamente sì.

4. Scattare belle foto

Instagram è il social network fotografico per eccellenza. Di conseguenza le foto pubblicate dovrebbero essere particolarmente belle e accattivanti o almeno decenti. Da evitare assolutamente foto e immagini prese da Internet. Perché una persona dovrebbe seguire il tuo profilo se al suo interno trova le stesse foto che troverebbe anche su Google?

Non occorre però avere una macchina fotografica professionale, basta un semplice smartphone e prestare attenzione ad alcune variabili: luci e ombre, colori, sfondo e composizione.

Di vitale importanza per avere successo è trovare il proprio stile: uno specifico angolo di visuale, un stesso filtro, una cornice colorata. In questo modo creerai un feed armonico e le tue foto saranno immediatamente riconoscibili.

Un ultimo consiglio: evita la firma sulle foto, perché da fastidio e può essere eliminata in ogni caso.

5. Contenuti interessanti

Non tutti leggono le cosiddette caption, cioè le didascalie delle foto, ma questo non vuol dire che puoi trascurarle. Delle caption brevi e interessanti, graficamente ordinate e rilassanti per l’occhio, suddivise ad esempio in piccoli paragrafi, possono fare la differenza.

6. Attenzione alla lingua

Questa attenzione non riguarda solo l’uso della corretta grammatica e ortografia, ma anche la scelta della lingua. Se ti rivolgi ad un pubblico italiano, sarebbe bene scegliere la maggior parte degli hashtag in italiano e scrivere bio del profilo e caption delle foto nella stessa lingua. Diversamente, se ti senti in grado di ampliare il tuo pubblico, potresti fare un mix sintetico di italiano e inglese.

7. Cura dei dettagli

Perché le persone dovrebbero seguirti?
Qual è il tuo tratto distintivo? Cosa ti distingue dalla massa?

Di solito tutti puntano sui propri pregi e qualità, ma sarebbe bene prestare attenzione anche ai difetti e a tutti quei tratti distintivi e peculiari che ti rendono diverso da tanti profili tutti uguali. Approfondire un argomento specifico di una determinata nicchia e rapportarsi con i followers come persone e non numeri, potrebbe essere già un buon inizio, che spingerà in futuro le persone a tornare sul tuo profilo e a interagire con i tuoi contenuti.

La cura dei dettagli è importantissima: feed ordinato, caption sintetiche, foto profilo ben visibile, bio simpatica ma sintetica, storie in evidenza ordinate e con copertine uguali, la presenza di almeno un pulsante per le Email. Questi sono tutti segnali di un profilo curato e aggiornato che salteranno subito all’occhio delle persone e di eventuali aziende interessate a una collaborazione.

8. Fare community

Per avere successo sui social, bisogna davvero essere social! Questo vuol dire anche entrare nell’ottica del dare e non solo del ricevere.

Perché dovresti ottenere followers dal nulla se tu per primo non ti interessi agli altri profili?
Perché dovresti volere like e commenti come se piovesse se tu per primo non ne lasci mai?

Spulciare i profili simili tuo, appartenenti alla tua stessa nicchia, e lasciare like e commenti rappresenta un doppio vantaggio: da un lato ti fai conoscere e interagisci, dall’altro lato permetti all’algoritmo di Instagram di capire quali profili ti interessano e a quali profili puoi interessare tu. In pratica, targettizzi il profilo.

Del resto, non si tratta del tuo profilo personale e talvolta bisogna anche “sforzarsi” e lasciare qualche like e commento in più, sempre coerenti e attinenti con i contenuti degli altri. Da evitare assolutamente frasi preimpostate del tipo “Ehi bella foto” o messaggi in Direct come “Complimenti, bel profilo! Ti va se ci seguiamo a vicenda?”. In questo modo otterrai l’effetto opposto e magari anche una segnalazione per spam, garantito.

9. Collegare il profilo ad altri account

Collegare il profilo Instagram ad altri account social come Facebook e Twitter non è indispensabile, ma di certo potrà aiutarti ad ampliare il tuo pubblico, soprattutto all’inizio.

10. Evitare scorciatoie

Scorciatoie e trucchetti come il famoso follow/unfollow, l’utilizzo di bot o entrare a far parte dei cosiddetti Instagram Pods (gruppi di scambio like e follow), non solo non ti sarà di alcun aiuto sul lungo periodo, ma anzi potrebbe danneggiarti.

Senza contare le ovvie motivazioni di tipo etico, i rischi principali sono un drastico calo dell’ER (Engagement Rate, tasso di coinvolgimento) se non addirittura lo shadowban.


Fammi sapere nei commenti se questo articolo ti è stato utile! ★

Se hai bisogno di aiuto o vuoi saperne di più, scrivimi utilizzando la pagina Contatti qui sul blog.

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica
In Guide

2 app per ricevere buoni Amazon gratis

Buoni Amazon gratis

Oggi voglio suggerirvi due utilissime applicazioni per riscattare buoni Amazon gratis, che personalmente utilizzo per leggere gratuitamente. Esistono tantissime applicazioni di questo tipo, ma credo che le seguenti siano le più affidabili e oneste in termini di guadagno effettivo. Si tratta di applicazioni molto utili per tutti coloro che trascorrono tanto tempo sui social, per lavoro o per semplice divertimento. È possibile così monetizzare questo tempo trasformandolo in crediti virtuali da convertire poi in buoni e ricariche telefoniche.


Friendz

La prima app è anche la più famosa: Friendz è una startup italiana fondata nel 2016 da un gruppo di studenti. L’obiettivo è quello di risolvere uno dei problemi principali per le aziende, ovvero quello di mettere in contatto i brand con i clienti. Tramite il cosiddetto influence marketing tutti possono creare contenuti e diventare veri e propri ambassador di un marchio, generando un “guadagno” per entrambe le parti. 

Per iniziare a guadagnare crediti, basta scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegarsi con i propri account Facebook e Instagram. Una volta scaricata l’app, puoi inserire il mio codice amico e guadagnare 100 crediti extrastefaniapadmecaliendo467324

Scarica dal Play Store

Scarica da App Store

Nella home dell’app saranno visibili le cosiddette Campagne, ovvero le missioni di volta in volta disponibili. Cliccando su quella di tuo interesse, potrai leggerne le regole, visualizzare delle foto di esempio e ovviamente partecipare.

Nella pagina dedicata al nostro Profilo è possibile visualizzare alcune informazioni personali, le campagne a cui abbiamo partecipato (ma è possibile anche renderle private), il numero di Crediti raccolti e i Trofei che abbiamo guadagnato. Le Stelline possono essere assegnate dagli altri membri della community quando apprezzano una foto. La Qualità è invece assegnata dal team di Friendz a ogni foto con cui si partecipa a una determinata campagna. Raggiungendo il livello 5 vincerai un apposito trofeo e la schermata del profilo diventerà color arcobaleno.

Friendz
Friendz

Le campagne possono essere di diverso tipo:
– Fun, prettamente fotografiche;
– Brand, promosse appunto dai brand e con un numero di crediti di solito più alto;
– Boost, di solito prevedono di compiere un’azione come mettere mi piace, condividere un video o una storia;
– Survey, le campagne questionario;
– Special, campagne speciali attivate in occasioni particolari.

Nell’apposita sezione dell’app è possibile convertire i crediti guadagnati in buoni spendibili in negozio e su diverse piattaforme online. In linea di massima, 900 crediti corrispondono a 5€, ma più si risparmia più il cambio diventa conveniente e 45€ corrisponderanno a 5800 crediti invece che 8100. È possibile anche convertire i crediti in Friendz Coin e ottenere delle agevolazioni come lo sblocco anticipato di una campagna o la prenotazione di un posto.

Friendz
Friendz

Per ulteriori informazioni su Friendz e sul suo funzionamento, ti rimando all’apposita sezione che puoi trovare sul sito ufficiale.


LovBY

La seconda applicazione che utilizzo è molto simile alla prima, ma con delle piccole differenze. Anche LovBY è una piattaforma italiana di influence marketing nata nel 2016 per mettere in contatto aziende e creatori di contenuti, trasformando concretamente in denaro il tempo che passiamo sui social.

Come per Friendz, anche in questo caso basterà scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegare i propri account Facebook e Instagram, ma anche Twitter e Youtube. Inserendo il mio codice amico in fase di registrazione potrai ottenere subito 40 crediti2a3qc

Scarica dal Play Store
Scarica da App Store

Nella home sono presenti tutte le missioni che è possibile svolgere, diverse per tipologia e dal numero di crediti variabile. Le più importanti sono le Training Mission che vanno a costituire il nostro curriculum da brand lover, visualizzabile all’interno del profilo. Questa è la sezione sulla quale i brand fanno affidamento per decidere a chi affidare le campagne future, in base alla qualità delle foto e alla capacità di fare un minimo storytelling. Inoltre, per ogni Training Mission c’è la possibilità di guadagnare crediti extra: il martedì e il giovedì sul gruppo Facebook di LovBY viene organizzata una premiazione con 1°, 2° e 3° posto sul podio più alcuni premi di consolazione.

LovBY
LovBY

Molto simpatica la presenza di numerosi Trofei da sbloccare, suddivisi per categoria, che offrono anche un premio in Lovies, cioè crediti da convertire in buoni: 1€ corrisponde a 125 lovies.

Nella sezione dedicata alla conversione dei crediti in buoni, ci sono tantissime opzioni tra cui scegliere: ricariche telefoniche, buoni utilizzabili sia nei negozi fisici che sui relativi store online (Coin, Zara, Feltrinelli, Mondadori, Zalando, Chicco e tantissimi altri). Ma il più ambito è sicuramente il buono Amazon digitale con importo a scelta da 1€ a 500€.

LovBY
LovBY

Queste app funzionano davvero?

Utilizzo queste due applicazioni ormai da qualche mese e posso affermare che, se il tempo che passi sui social è tanto, se hai tanti amici/followers e sei abbastanza bravo a scattare foto, le ricompense sono reali e anche abbastanza soddisfacenti.

In questi mesi sono riuscita ad acquistare diversi libri, un cd, un film in blu-ray e una cassa bluetooth, utilizzando solo i buoni e aggiungendoci al massimo qualche euro quando ad esempio generavo un buono da 15€ per un importo da 17€. Un esempio concreto? L’ultimo libro che ho acquistato, La Corte di Nebbia e Furia, l’ho pagato solo 0.21 centesimi.

Ma non è tutto: sempre più aziende ormai iniziano ad accettare pagamenti tramite i cosiddetti wallet elettronici, come quelli Apple o Samsung e anche l’Amazon Pay. Si tratta di un vero e proprio portafoglio digitale che consiste nel nostro saldo Amazon, ricaricabile tramite carta, sportelli SisalPay e buoni regalo, per l’appunto. Un esempio è il sito di Trenitalia sul quale si possono acquistare biglietti del treno usufruendo dei buoni regalo guadagnati. Comodo, no?

La Corte di Nebbia e Furia a 0.21 centesimi
Trenitalia con Amazon Pay

Fammi sapere nei commenti se questo articolo ti è stato utile! ★

Se hai bisogno di aiuto o vuoi saperne di più, scrivimi utilizzando la pagina Contatti qui sul blog.

Stefania
In Guide/ Social media

Instagram: 12 applicazioni per un feed da paura!

Applicazioni per Instagram

Instagram applicazioni.

In questo articolo ho stilato una lista di 12 applicazioni indispensabili e che personalmente utilizzo per Instagram. Dall’editing delle foto e la grafica delle stories, all’organizzazione e progettazione del feed, fino alla pianificazione dei post e l’analisi dei dati.


Editing foto

Per me, lo scatto delle fotografie è sempre direttamente collegato al piano editoriale. Adoro pianificare e scegliere un giorno della settimana da dedicare allo shooting fotografico. Utilizzo sia una fotocamera reflex che lo smartphone, a seconda delle esigenze. Successivamente modifico le foto al computer con Photoshop CC per regolare parametri come colore, esposizione e luminosità. Infine, ripasso le foto sullo smartphone per passare all’ultima fase dell’editing con le seguenti app:

VSCO – La utilizzo nella sua versione free con 10 preset e la possibilità di correggere impostazioni come contrasto, saturazione, nitidezza. La versione a pagamento offre 160 preset al costo di 21,99€ all’anno ( quindi 1,83€ al mese).

Snapseed – È un editor fotografico professionale e gratuito sviluppato da Google che offre 29 strumenti e filtri, con supporto anche al formato RAW. 

Afterlight – Valida alternativa gratuita alle precedenti soluzioni, che offre una valanga di filtri ed effetti davvero per tutti i gusti.

Lightroom – È un’app gratuita e completa che mi è utilissima quando sono in giro e ho necessità di scattare e modificare foto in maniera professionale, ma non ho a portata di mano il PC con Photoshop. 


Grafica stories

Delle grafiche sempre nuove e curate possono fare davvero la differenza nel nostro tipo di comunicazione. Ecco perché sono spesso alla ricerca di app valide che offrano un’ampia scelta di template che poi andrò a personalizzare ulteriormente.

Canva – È la mia preferita e offre numerosi modelli preimpostati per post e storie Instagram, ma anche per Facebook, Twitter, blog e quant’altro. Dopo aver selezionato una grafica, sarà possibile personalizzarne le immagini, i colori e il testo. La versione di prova è già molto completa, ma è possibile acquistare la versione Pro a 4,49€ al mese.

Unfold – Applicazione molto leggera per creare storie dallo stile curato ma estremamente minimalista. Il pacchetto di layout di base è gratuito, mentre gli altri sono a pagamento al costo di 1/2€ al pacchetto.

InShot – Questa è l’app che utilizzo per i video di unboxing perché mi permette di inserire una clip musicale e di aggiungere degli effetti oppure una cornice. Offre tante altre funzioni per tagliare i video, aggiungere testo, sticker, filtri e modificare la velocità. Si possono anche modificare foto e creare dei collage.


Progettazione feed, pianificazione post e analisi dati

Nella cartella delle app indispensabili per Instagram non possono mancare delle applicazioni specifiche per la cura e la gestione del feed sotto diversi aspetti.

Layout – È l’applicazione ufficiale di Instagram per creare dei collage di foto con layout preimpostati, da un minmo di 2 a un massimo di 9 foto. Una volta scelta la composizione, è possibile modificare la proporzione delle foto, capovolgerle o invertirle e aggiungere dei bordi.

Repost – Applicazione che consente il repost di foto da altri account, mantenendone i crediti con un watermark nell’angolo. Basterà copiare il link della foto o del video scelto, aprire l’app Repost e seguire le istruzioni.

Later – Applicazione per la pianificazione e la pubblicazione automatica dei post. La notizia fantastica è che di recente è diventata partner ufficiale Instagram, quindi potete star tranquilli sul fatto che se ne fate uso non verrete boicottati dal temibile algoritmo.

Preview – Anche questa è una delle app approvate da Instagram ed è molto utile soprattutto per vedere in anteprima “come ci starà” la nuova foto all’interno del feed! Con la versione di base è anche possibile modificare le foto con due set di filtri e analizzare alcuni dati, mentre con gli abbonamenti Pro e Premium è possibile avere dei benefici in più.

Reports+ – Un’app che uso per monitorare gli unfollow, ma della quale potrei fare volentieri a meno… Meglio dare importanza alle persone che rimangono.


Fammi sapere nei commenti se questo articolo ti è stato utile! ★

Se hai bisogno di aiuto o vuoi saperne di più, scrivimi utilizzando la pagina Contatti qui sul blog.

Stefania
In Fai da te/ Guide

Come creare una book jar per le tue prossime letture

Book jar

Come creare una book jar per le tue prossime letture.

Cos’è una book jar?

Letteralmente, si tratta di un “barattolo di libri”. In pratica, consiste in un barattolo, un vaso o una piccola giara che andrà a contenere tanti piccoli bigliettini con sopra scritti i titoli di tutti i libri che possediamo, ma che non abbiamo ancora letto.

Questa pratica, molto creativa e che sta spopolando all’estero già da molti anni, può rivelarsi un validissimo strumento quando ci ritroviamo invasi dai libri, ma non sappiamo decidere quale sarà la nostra prossima lettura! Perché non affidarsi al caso, allora?

Occorrente

  • Un barattolo, un vasetto, una piccola giara o qualsiasi tipo di contenitore con tappo;
  • Pezzetti o striscioline di carta bianca o colorata;
  • Penne, pennarelli, pastelli o altro per scrivere;
  • La lista di libri da leggere.

Puoi inserire nella book jar sia libri in formato cartaceo che eBook, l’importante è possederli altrimenti rischi di fare confusione con la wishlist, che è invece la lista dei desideri con i libri da acquistare in futuro (ma quanto sarebbe figo farli apparire magicamente in libreria semplicemente sbagliando lista?).

Procedimento

  1. Scegli un barattolo appropriato (anche quello della marmellata può andar bene!);
  2. Con la tua lista dei libri a portata di mano, inizia a trascrivere un titolo su ogni bigliettino (questo sarà il procedimento più lungo);
  3. Inserisci i bigliettini nel barattolo mano a mano, magari variando i colori o piegando la carta in modo particolare a seconda dell’effetto che desideri ottenere;
  4. Per non disperdere i tuoi preziosi bigliettini, scegli un contenitore richiudibile o con tappo;
  5. Et voilà, la tua book jar è pronta (ma ti svelo un ultimo trucchetto: se il libro pescato non ti garba, assicurati di non essere visto e procedi con una nuova estrazione!).

Infine, un’ottima idea è anche quella di inserire nel barattolo i titoli di libri che hai già letto, ma che vorresti rileggere prossimamente. Con un pizzico di creatività si possono creare davvero book jar simpaticissime e di tutti i tipi, variando il tipo di contenitore, la carta utilizzata o i colori!


Fammi sapere nei commenti se questo articolo ti è stato utile! ★

Se hai bisogno di aiuto o vuoi saperne di più, scrivimi utilizzando la pagina Contatti qui sul blog.

Stefania