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Guida completa a LinkedIn

Linkedin

Qualche anno fa, magari ascoltando il consiglio di un amico, hai deciso di iscriverti a LinkedIn. Ma non avendo capito bene come utilizzarlo, il tuo profilo è rimasto inattivo o incompleto. Niente paura: questa guida ti aiuterà a capire come funziona LinkedIn per utilizzarlo al massimo delle sue potenzialità e scoprire nuove opportunità professionali!

Che cos’è LinkedIn

LinkedIn è un social network site, cioè un servizio web di rete sociale gratuito lanciato nel maggio del 2003 da Reid Hoffman. Il suo obiettivo è lo sviluppo di contatti professionali e la diffusione di contenuti relativi al mercato del lavoro. È l’unico social finalizzato alla strutturazione di relazioni di tipo professionale. I rapporti tra i vari utenti sono di tipo simmetrico perché, come le richieste di amicizia di Facebook, il contatto va ricambiato (diversamente da Twitter e Instagram dove si possono seguire gli altri utenti senza reciprocità).

LinkedIn guida completa

Diamo un po’ i numeri

Al momento LinkedIn conta circa 630 milioni di utenti registrati (dato aggiornato a giugno 2019), di cui il 40% afferma di usarlo regolarmente ogni giorno. L’azienda ha dichiarato che attualmente l’engagement rate del social network è in costante aumento (+60% ogni anno).

Secondo la fonte AxiCom, in Italia l’82% degli intervistati ha un profilo LinkedIn, di cui il 60% lo usa regolarmente. Il 66% lo utilizza come fonte di contenuti e per trovare spunti per la propria attività, il 39% lo usa per fare networking e avere visibilità dai propri contatti professionali, mentre il 28% lo utilizza per cercare lavoro.

Registrazione e accesso

Il primo passo per ottimizzare al meglio il tuo profilo è effettuare l’accesso a LinkedIn. Ti basterà effettuare il login con la tua email e la password. Probabilmente è da tanto che non ci entri, vero? Non preoccuparti se non ricordi la password, la procedura per il recupero è semplice e immediata.

Nel caso in cui non ti fossi ancora iscritto, puoi effettuare la registrazione a LinkedIn gratuitamente. Inserisci nome, cognome, email e una password sicura e quando ti viene chiesto inserisci anche il tuo paese e la tua città e scegli se attivare o meno le notifiche per le offerte di lavoro. LinkedIn, infatti, non è solo un social network per professionisti, ma anche un portale per cercare nuove opportunità lavorative o crearne di nuove se hai un’azienda!

Iscrizione a LinkedIn

Collegamenti

A questo punto LinkedIn ti chiederà di aggiungere le persone che già conosci e che sono iscritte sulla piattaforma (tramite l’email che hai utilizzato per l’iscrizione). Non si chiamano Amici come nel caso di Facebook, bensì Collegamenti. Questi possono essere di 3 tipologie:

  • 1° grado: tutte le persone con le quali ti sei collegato direttamente, tramite invito mandato o ricevuto.
  • 2° grado: tutte le persone collegate ai tuoi collegamenti di primo grado, ma non ancora collegate con te.
  • 3° grado: tutte le persone collegate ai tuoi collegamenti di terzo grado e non ancora collegate con te. Prima era possibile aggiungere queste persone solo grazie all’intermediazione di un collegamento in comune, ma adesso non è più così.
Collegamenti LinkedIn

Qual è il numero di collegamenti ottimale?

Uno dei parametri utilizzati da LinkedIn per verificare che un profilo sia completo al 100% è l’aggiunta di almeno 50 collegamenti. Ovviamente più il numero è alto, più aumentano le opportunità lavorative e di collaborazione, nonché la percezione di un’autorevolezza maggiore da parte delle persone che visitano il tuo profilo. Ma, diversamente da Instagram e dai suoi 10.000 followers per ottenere l’ambito Swipe up, qui non esiste uno scalino per accedere a nuove funzionalità (se non passare al piano Premium a pagamento, ma lo vedremo più avanti). L’unica cosa possibile è raggiungere e superare i 500 collegamenti perché a quel punto verranno sempre e comunque visualizzati sul profilo come 500+. Questo è tutto.

Quali sono i parametri necessari affinché un profilo risulti completo al 100%?

LinkedIn raccomanda di completare tutte le sezioni del profilo e in particolare:

  • Foto del profilo;
  • Nome e cognome;
  • Paese/Area geografica, CAP e località;
  • Formazione e titoli posseduti;
  • Ultima posizione lavorativa ricoperta;
  • Esperienze lavorative passate;
  • Settore di competenza;
  • Avere almeno 50 collegamenti;
  • Inserire un Sommario;
  • Aggiungere almeno 5 Competenze.

Sezioni

La pagina principale di LinkedIn è la Home e, proprio come Facebook, in questa sezione potrai vedere e interagire con gli aggiornamenti di stato dei tuoi collegamenti, scrivere un post e rimanere aggiornato sulle notizie delle pagine o degli hashtag che scegli di seguire.

Nella sezione Rete puoi vedere tutti i tuoi collegamenti e quelli suggeriti, le persone che segui (ma che non sono tra i tuoi collegamenti), le pagine e gli hashtag seguiti e le richieste di contatto inviate e ricevute. Cliccando sul pulsante “Collegati” hai la possibilità di aggiungere persone alla tua rete inviando una richiesta di contatto. Da qui puoi anche nascondere persone suggerite (cliccando sulla X in alto a destra sulla scheda del contatto) o rimuovere collegamenti dalla tua rete.

La sezione Lavoro è dedicata alla ricerca di offerte di lavoro, filtrate in base alla città. Da qui è possibile anche gestire le offerte di lavoro salvate, le candidature inviate e i cosiddetti “Interessi di carriera”, cioè le tue qualifiche professionali, le località in cui sei disponibile a lavorare o a spostarti e i tipi di contratto. Se hai un’azienda puoi anche pubblicare un’offerta di lavoro da qui, per cercare dipendenti o collaboratori.

Le ultime sezioni sono dedicate ai Messaggi privati, alle Notifiche e alla visualizzazione del Profilo.

Foto profilo

Foto profilo LinkedIn

Per ottenere il massimo dal tuo profilo, è importante utilizzare una fotografia nitida e professionale, come quella che utilizzeresti per un curriculum. Meglio evitare di usare la stessa foto che hai su Facebook! Lo sfondo deve essere omogeneo, magari bianco o di un colore chiaro. Non occorre farsi fare una foto da un fotografo professionista, va bene anche un muro casalingo, ricordandosi di curare bene anche l’illuminazione. Scegli degli abiti consoni, ma non troppo seriosi, e assumi una posizione naturale. Niente di troppo artefatto, un bel sorriso e una semplice t-shirt nera andranno più che bene!

Formazione ed esperienza

Compila tutti i campi relativi alla tua Formazione, cercando di inserire più dettagli possibili. Dai maggiore risalto alla più recente o alla più importante per il tuo percorso e se vuoi aggiungi anche una foto dei tuoi attestati e certificati, nonché il titolo di studio conseguito e gli anni in cui hai frequentato la scuola/università.

Aggiungi poi la tua Posizione lavorativa attuale o l’ultima che hai ricoperto. Molto importante è l’aggiunta di due o più esperienze pregresse, con le date di inizio e fine e un breve riepilogo delle principali mansioni svolte.

Infine aggiungi 5 o più Competenze (per un massimo di 28), che possono essere di tipo generico (es. scrittura, comunicazione) o più specifiche e legate all’utilizzo di programmi come Microsoft Word, Power Point, Photoshop, ecc.

Se vuoi puoi continuare ad aggiungere nuove sezioni, cliccando sul pulsante a destra nel tuo profilo. Potrai ad esempio aggiungere le lingue che conosci, eventuali certificazioni, esperienze di volontariato, pubblicazioni e traguardi professionali raggiunti.

Riepilogo

Il Riepilogo è una sorta di abstract che funziona come una lettera di presentazione. Sul tuo profilo viene indicato come la sezione Informazioni subito sotto i tuoi dati principali e la foto profilo. In questa parte del profilo devi presentarti in maniera sintetica, come una sorta di biografia, riassumendo le tue esperienze e skills principali, cercando di attirare l’attenzione di chi legge.

Ti consiglio di prendere carta e penna e di pensare e ripensare a una presentazione di 6-7 righe. Leggi, rileggi e appallottola il foglio se non ti convince. Quando sarai pienamente soddisfatto, potrai passare alla tastiera e digitare il tuo riepilogo perfetto!

Nella stesura del Sommario puoi utilizzare la SEO inserendo delle keywords che permettano al profilo di essere trovato più facilmente sia su LinkedIn che su Google. Utilizza parole chiave conosciute e semplici, coerenti con il settore in cui lavori o in cui vorresti lavorare.

Sommario

Il Sommario, o headline, è quella piccola porzione di testo sotto la tua foto profilo. Appare praticamente ovunque su LinkedIn, soprattutto nelle ricerche, e per questo capirai la sua importanza.

Esempio di sommario su LinkedIn

La maggior parte delle persone, utilizza la headline per descrivere la propria posizione lavorativa. Un’ottima idea, invece, è quella di vedere la headline come una sorta di annuncio pubblicitario: inserisci il tuo ruolo, ma descrivendo cosa puoi fare concretamente per chi guarda il tuo profilo, perché un’azienda dovrebbe scegliere proprio te e inserisci qualche tuo risultato degno di nota.

Roberto Verde su LinkedIn
Un ottimo esempio: Roberto Verde, insieme a Luca Barboni, è l’autore del libro How to be a LinkedIn hero. Puoi partecipare gratuitamente alla MasterClass con 5 ore di lezione estrapolate dal libro.

Contenuti

Dopo aver messo a punto tutte le varie sezioni del tuo profilo, è ora di pensare ai contenuti. Ma cosa condividere su un social network così particolare?

Puoi postare messaggi di testo, link, video, foto e anche documenti, proprio come su Facebook. Ma diversamente da quest’ultimo, su LinkedIn è meglio condividere contenuti attinenti al proprio settore lavorativo, che possano interessare la nostra rete di collegamenti.

Cerca di variare sempre i tipi di contenuto e di formato per rendere la tua esperienza sulla piattaforma il più multimediale possibile. Ti consiglio di fare qualche esperimento con il formato PDF, molto apprezzato dall’algoritmo di LinkedIn, le cui pagine si trasformano in comode slide.

Quando scrivi un contenuto testuale, invece, scrivi in blocchi di testo di 1 o massimo 2 righe e intervalla i paragrafi con un spazio. In questo modo renderai molto più piacevole la lettura per i tuoi collegamenti. Alla fine del post, puoi inserire anche degli hashtag, ma ti sconsiglio di usarne più di 3 alla volta.

Se vuoi condividere un link, ti consiglio di inserirlo sotto al post, nel primo commento. Ma evita categoricamente di inserire link esterni al altri social!

Come funziona l’algoritmo di LinkedIn?

I post di LinkedIn possono essere ricondivisi dagli utenti oppure “consigliati”. L’azione Consiglia corrisponde al classico Mi piace su Facebook, ma l’algoritmo di LinkedIn funziona in modo eccentrico. Quanto un tuo collegamento consiglia o commenta un tuo contenuto, questa piccolissima azione ne moltiplica esponenzialmente la visibilità, mostrando il tuo contenuto anche a tutta la rete del tuo collegamento.

Pensa che al momento LinkedIn gode di una possibilità di reach organica superiore rispetto a quella di qualsiasi altra piattaforma. Un’ottima occasione, vero?

LinkedIn Premium

LinkedIn offre anche la possibilità di passare a un piano a pagamento, con offerte dedicate a disoccupati, aziende o recruiter. I piani Premium sono di 4 tipologie:

  • Career: permette di inviare messaggi diretti ai recruiter, essere visualizzato come candidato in primo piano per le offerte di lavoro, acquisire competenze con videocorsi online, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni e confrontare le proprie competenze con quelle degli altri candidati. Il costo di questo piano è di 30,23€ al mese.
  • Business: permette di inviare fino a 15 messaggi InMail al giorno (anche a persone che non sono tra i collegamenti), ottenere informazioni dettagliate sui trend dell’azienda, acquisire competenze con videocorsi online, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni e una ricerca dei profili illimitata. Il costo di questo piano è di 45,36€ al mese.
  • Sales: permette di inviare fino a 20 messaggi InMail al giorno, ottenere informazioni dettagliate sulle vendite, ricerca con filtri avanzati, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni, ricerca dei profili illimitata e segnalazione di lead. Il costo di questo piano è di 60,49€ al mese.
  • Recruiter Lite: permette di inviare fino a 30 messaggi InMail al giorno, ricerca avanzata con suggerimenti intelligenti, sezione dedicata per la gestione dei candidati, ricerca profili illimitata, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni e ottimizzazione del design per la selezione del personale. Il costo di questo piano è di 90,73€ al mese.
LinkedIn Premium

Quando ti iscrivi a LinkedIn, hai la possibilità di provare Premium gratis per 30 giorni. Puoi scegliere di disattivarlo in qualsiasi momento, anche prima della scadenza, senza perdere alcun dato. Per disattivare LinkedIn Premium ti basterà cliccare in alto nella Home sull’icona con la tua foto, selezionare Impostazioni dell’abbonamento Premium dal menù a tendina, in Gestisci account Premium a destra cliccare su Annulla abbonamento e poi su Continua per annullare. Premium rimarrà comunque attivo fino alla data di scadenza, ma il rinnovo automatico non verrà effettuato.

Consigli extra

URL personalizzato

Sul tuo profilo, sulla destra, troverai un’opzione per modificare il link e creare un URL personalizzato che rimandi univocamente al tuo profilo. È importante che sia chiaro e semplice, quindi ti consiglio di modificarlo in questo modo: www.linkedin.com/in/nomecognome

Monitora gli insight

LinkedIn mette a disposizione dei dati statistici sulle visualizzazioni del tuo profilo negli ultimi 90 giorni. È importante analizzarle periodicamente per capire se il tuo profilo rende bene e che tipo di persone ti trovano.

Insight profilo LinkedIn

Conferma le competenze

Le competenze che hai inserito possono essere confermate dai tuoi collegamenti. Invita i tuoi amici a confermare le abilità in cui sanno che sei bravo e ricambia! È un ottimo modo per aumentare la percezione di autorevolezza che possono avere gli altri guardando il tuo profilo.

Puoi anche provare a sostenere un quiz per confermare le tue competenze. Si tratta di domande a risposta multipla che ti faranno ottenere dei badge da mostrare sul profilo. Allettante, ma non credere che sia facile superarli! Se fallisci un quiz, puoi sostenerlo nuovamente dopo 90 giorni.

Ricevi e scrivi segnalazioni

Come per le competenze, puoi invitare amici e colleghi a scrivere una segnalazione per te, ovviamente ricambiando il favore! Si tratta di brevi descrizioni di un lavoro svolto insieme, che magari facciano cenno a particolari doti organizzative o di leadership, ecc.

Segui aziende e hashtag di settore

Lo scopo di LinkedIn è quello di fare networking, creare reti di professionisti. Sii attivo in questo senso e inizia a seguire le aziende che ti piacciono, le aziende situate nel tuo territorio e gli hashtag di settore grazie ai quali trovare nuovi contenuti interessanti. Puoi anche entrare a far parte di Gruppi di discussione, sempre in relazione al tuo settore professionale.

Stampa il CV

LinkedIn mette a disposizione una comoda funzionalità per stampare il proprio curriculum vitae. Vai sul tuo profilo, clicca su Altro a destra della tua foto profilo e poi su Salva come PDF.

Stampa il CV da LinkedIn

LinkedIn per studenti

Sono uno studente, ha senso aprire un profilo su LinkedIn?

Se sei uno studente, un neodiplomato o un neolaureato, puoi iniziare ad aprire un profilo LinkedIn per dare un’occhiata in giro e iniziare a farti notare. Metti a punto tutte le sezioni del profilo e, non potendo ancora puntare sull’esperienza, enfatizza le tue doti, le tue capacità e i tuoi interessi.

Inizia a sperimentare con i contenuti e crea qualcosa che possa essere interessante per il settore in cui hai scelto di lavorare per essere notato dai recruiter!

Le app LinkedIn per mobile

LinkedIn ha sviluppato delle applicazioni, disponibili sia per Android che per iOS, per sfruttare anche su mobile tutte le funzioni della versione desktop. Puoi effettuare il download cliccando sui seguenti pulsanti:

Scarica dal Play Store
Scarica dal Play Store
Scarica da App Store
Scarica da App Store

Cancellarsi da LinkedIn

E se nulla di tutto questo dovesse funzionare o se non hai più interesse a rimanere sulla piattaforma, ti spiego brevemente come cancellare l’account LinkedIn.

Nella Home, clicca sulla tua foto profilo in alto a destra e apri il menù a tendina. Clicca su Impostazioni e privacy e seleziona la scheda Account. Clicca su Gestione account dal menù a sinistra e poi su Chiusura dell’account LinkedIn in fondo alla pagina.


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Stefania
In Blog/ Guide

Blogger o WordPress: qual è il migliore? Guida alla scelta.

Blogger o Wordpress

Ho deciso di scrivere questo articolo per tutti coloro che vogliono aprire un blog di successo senza commettere errori. Come me, anche tu ti sarai ritrovato a fare milioni di ricerche sul web per capire se scegliere Blogger o WordPress. In questa guida ti aiuto a scoprirlo analizzando pro e contro di entrambi, raccontandoti la mia esperienza e facendo chiarezza su alcuni punti.

Da Blogger a WordPress: la mia esperienza

Ho aperto Elven Library nel 2018 e l’ho fatto su Blogger. All’inizio era un semplice blog letterario come tanti, che utilizzavo per scrivere le mie recensioni di libri. Blogger era gratuito, mi permetteva di mettere mano al codice HTML ed era integrato con AdSense e tutti gli altri servizi di Google. Da neofita mi era sembrata la scelta migliore per me a quel tempo, non avendo ancora le idee ben chiare. Con il tempo e tanto studio, il blog è cresciuto: ho acquistato un nome di dominio e ho iniziato a parlare di diversi argomenti oltre ai libri. Mi sono quindi resa conto che Blogger non era più il luogo adatto a me. Dopo tantissime ricerche, ho deciso quindi di far le valigie e di spostarmi su WordPress. Adesso Elven Library è diventato a tutti gli effetti il mio angolino personale nello sconfinato marasma del web, grazie al quale riesco anche a mettere in tasca qualche soldino alla fine del mese.

Prima di proseguire nell’epico scontro di Blogger vs WordPress, credo sia opportuno fare delle precisazioni su dei punti che non sono a conoscenza di tutti.

Che cos’è un CMS?

Blogger e WordPress non sono altro che due CMS, tra i più famosi e utilizzati da chi decide di aprire un proprio spazio web. Un CMS (Content Managment System o sistema di gestione dei contenuti in italiano) è uno strumento software che, installato su un server per il web hosting, permette di gestirne i contenuti, come testi, immagini e video, svincolando il webmaster da approfondite conoscenze tecniche. In pratica, sono come dei programmi preinstallati su un sito, che offrono gratuitamente delle funzioni facilitate e spazi personalizzati accessibili da un dominio di terzo livello (ad esempio www.tuonome.blogspot.com oppure www.tuonome.wordpress.com).

Ma Blogger e WordPress non sono gli unici CMS esistenti. Altri esempi, molto utilizzati, sono Magento, Joomla e Drupal. La scelta dell’uno piuttosto che dell’alto varia sempre in base alle esigenze, a quello che hai in mente di realizzare e ai tuoi obiettivi. Prossimamente analizzeremo nel dettaglio anche questi.

Magento, Joomla, Drupal

Differenza tra hosted e self-hosted

All’interno dei discorsi su blog e spazi web, spesso si parla di siti hosted o self-hosted. Ma cosa significa e qual è la differenza?

Uno spazio web hosted, cioè ospitato, si appoggia a una piattaforma di pubblicazione. In genere si tratta di piattaforme che offrono ai propri utenti un servizio gratuito e di facile utilizzo a discapito però di controllo e personalizzazione. Blogger e WordPress rientrano all’interno questa categoria, ma quando dico WordPress intendo WordPress.com (più avanti vedremo la differenza con il .org). Queste piattaforme rappresentano un’ottima soluzione per chi non ha troppe competenze informatiche e vuole iniziare a creare contenuti senza preoccuparsi di trovare un servizio di hosting, acquistare un nome di dominio o installare un CMS via FTP.

Un sito self-hosted, invece, è gestito in prima persona e senza alcuna limitazione. Per creare un blog di questo tipo dovrai acquistare uno spazio su un server da un provider (come ad esempio Aruba, SiteGround, Netsons o GoDaddy), acquistare un nome di dominio (spesso compreso nei pacchetti di hosting), scaricare il software che hai scelto per la gestione dei tuoi contenuti e installarlo da solo sul tuo spazio web. Capirai che questa è una soluzione più dispendiosa in termini di tempo e soldi, ma che soprattutto richiede delle competenze avanzate.

WordPress.com e WordPress.org sono la stessa cosa?

Assolutamente no: come accennavo nel paragrafo precedente, WordPress.com è il sito di riferimento per creare un blog in modalità hosted (gratuito ma molto limitato), mentre su WordPress.org è possibile scaricare il software open source da installare sul proprio sito self-hosted.

Nel confronto che faremo adesso con Blogger, mi riferirò a WordPress esclusivamente nella sua forma hosted, fruibile quindi gratuitamente su WordPress.com. Tieni sempre presente che si tratta di un confronto a parità di gratuità.

Analisi: Blogger

Blogger è il servizio di blogging creato nel 1999 da una piccola società di San Francisco, la Pyra Labs, acquistata da Google nel 2003. Oggi si stima che i blog ospitati da questa piattaforma siano circa 20 milioni. Chiunque può aprire un blog su Blogger, a patto che abbia già un account Google e Gmail.

Pro

  • Semplice da utilizzare, con un menù laterale chiaro e sintetico;
  • Non ci sono banner pubblicitari, se non quelli che decidi di inserire tu con AdSense per monetizzare;
  • I template sono gratuiti, semplici e responsive;
  • Pieno accesso al codice HTML;
  • Possibilità di acquistare o configurare un nome di dominio di terze parti;
  • Pienamente integrato con tutti gli altri servizi di Google.

Contro

  • Solo 1 GB di spazio a disposizione;
  • Nessun tema premium;
  • Non si possono aggiungere altri widget a quelli esistenti;
  • Nessuna ottimizzazione SEO;
  • Google diventa proprietario di ciò che pubblichi;
  • Probabilmente gli aspetta la stessa fine di Google+.

Analisi: WordPress

WordPress.com è una piattaforma di blogging lanciata nel 2005 dalla società Automatic di Matt Mullenweg. Nel 2003, invece, era stata rilasciata la primissima versione del software open source di WordPress.org. Al momento l’ultima versione è la 5.2 disponibile da maggio 2019.

Pro

  • È il CMS più utilizzato al mondo;
  • Ricca community di supporto;
  • Temi premium e plugin sempre nuovi (con i piani a pagamento);
  • Ottimizzazione SEO;
  • Aspetto e funzionalità più professionali.

Contro

  • Presenza di banner pubblicitari se non si effettua l’upgrade a un piano a pagamento;
  • Dominio modificabile solo con un piano personale;
  • Non si può modificare il codice HTML;
  • È possibile installare altri plugin solo con un piano business;
  • Con la sola versione gratuita non è possibile fare praticamente nulla se non scrivere e pubblicare.

Per iniziare

Se vuoi entrare a far parte del mondo del blogging, ma non hai alcun budget a disposizione né particolari competenze informatiche, il mio consiglio è quello di scegliere Blogger. Più avanti, se il tuo progetto continuerà e si svilupperà, probabilmente sentirai l’esigenza di passare a qualcosa di più professionale. A quel punto ti consiglio di registrarti su WordPress.com e di fare pratica per un po’ con il nuovo CMS. Sia Blogger che WordPress offrono delle funzioni per Importare/Esportare contenuti, quindi non temere, non perderai nulla nel passaggio!

Infine, con qualche soldino da parte, ti consiglio di passare a un piano mensile a pagamento su WordPress.com. Oppure (meglio ancora) ti consiglio di passare alla soluzione seguente, che considero la migliore.

La soluzione migliore

Per me, la soluzione migliore, è acquistare uno spazio web con nome di dominio e caricarci sopra la versione open source di WordPress. Con una piccola spesa economica e un po’ di tempo in più da dedicare all’installazione e ai successivi aggiornamenti, sarai ricompensato con una personalizzazione completa e funzionalità potenzialmente infinite.

Potrai avere accesso al codice HTML, installare temi premium, plugin, fare ottimizzazione SEO e tanto altro. Niente di più professionale e stimolante per la creatività di qualsiasi blogger!

Soluzioni intermedie

Accanto alla precedente, ho individuato un paio di soluzioni intermedie, dai costi meno elevati e di più facile utilizzo per chi non è molto pratico.

La prima è quella che utilizzo anche io: un blog in WordPress su Altervista, la piattaforma di blogging di proprietà della Mondadori. Ho scelto questa soluzione per i seguenti motivi: il blog è gratuito, è facile monetizzare grazie al “pilota automatico”, si può fare ottimizzazione SEO, c’è un tool molto comodo e semplice per la Privacy e Cookie Policy, tantissimi temi professionali e possibilità di caricarne di nuovi, nessuna limitazione per i plugin, possibilità di personalizzazione del dominio, massima integrazione con i social, aggiornamenti, backup e statistiche.

La seconda soluzione intermedia che ho individuato è l’acquisto di uno spazio web su Aruba con CMS preinstallato. Potrai scegliere tra WordPress, Magento, Joomla, Drupal e altri. Il servizio con WordPress ha un costo di 24,99€ + Iva annui, ma comprende la registrazione di un dominio, 5 caselle email e spazio su disco illimitato.


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Stefania
In Guide/ Social media

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica

aumentare i followers su instagram

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica.

Instagram è un social network che negli ultimi anni sta crescendo tantissimo. Con il numero di utenti e di contenuti, aumentano anche le possibilità di guadagno. Ma come fare per emergere e farsi notare tra la miriade di account apparentemente tutti uguali?

In questa guida troverai 10 consigli utili ed affidabili, che personalmente utilizzo sul mio profilo (@elvenlibrary), per aumentare i followers su Instagram in maniera organica.

Ma cosa si intende per crescita organica? La crescita organica di un profilo su un social network consiste in una crescita di tipo numerico che avviene in modo sano, senza l’utilizzo di scorciatoie (bot e follow/unfollow per intenderci). In questo modo, i followers guadagnati saranno utenti reali e attivi, interessati ai contenuti pubblicati e che interagiranno con essi portando a un’ulteriore crescita futura.

Come faccio ad avviare questo tipo di crescita? Sarò subito molto chiara: non esiste un’unica ricetta che vada bene per tutti e soprattutto diffidate sempre da coloro che vi promettono numeri da capogiro in poco tempo (ovviamente a pagamento). Impegno, costanza e qualità dei contenuti sono un must, ma oltre a questo c’è tanto altro su cui riflettere e lavorare.

Vediamo quindi insieme 10 metodi affidabili che ho individuato e che personalmente utilizzo per crescere su Instagram in maniera organica.


1. Organizzazione e pianificazione

Se porti avanti un progetto sul web utilizzando anche Instagram, oppure stai pensando di farlo, tieni presente che l’organizzazione e la pianificazione sono dei fattori importantissimi. Prima di tutto devi scegliere il settore di riferimento, la tua nicchia, e identificare il pubblico a cui ti rivolgerai, cioè le persone, studiandone i bisogni e indovinandone i desideri.

Di cosa vuoi parlare? Che cosa vuoi offrire?
A quali persone vuoi rivolgerti (genere, età, luogo)?
A cosa sono interessate quelle persone? In che modo tu puoi essergli utile?

Una volta che avrai risposto a tutte queste domande, potrai iniziare a realizzare un piano editoriale, cioè la programmazione dei contenuti che pubblicherai nel tempo. Un’ottima strategia è quella di adottare un piano editoriale generale mensile e al suo interno piccoli piani editoriali settimanali: post diversi per tipologia in base al giorno della settimana, rubriche mensili o settimanali, come ad esempio booktag, bookhaul, TBR, ecc. nel caso di un profilo dedicato ai libri.

2. Utilizzare tutti gli strumenti a disposizione

Instagram mette a disposizione dei propri utenti diversi strumenti per poter comunicare principalmente con un pubblico giovane e dinamico. Tra questi, quello di maggior immediatezza e impatto, che purtroppo in molti trascurano, sono le storie: utilizzarle quotidianamente, inserendo domande, adesivi cliccabili e informazioni utili, aiuterà a creare fidelizzazione, aspettativa e partecipazione tra i followers.

Molto utile è anche il passaggio all’account aziendale: passando da un profilo di tipo personale a un profilo aziendale, potrai beneficiare di numerosi vantaggi tra cui i pulsanti “Email”, “Chiama” e “Indirizzo”, nel tuo profilo, e l’accesso ai famosi Insight, i dati statistici relativi alla nostra attività sul social network e al nostro bacino di utenza.

3. Analisi degli Insight

Analizzare periodicamente i dati statistici del tuo profilo ti aiuterà a capire meglio il pubblico al quale ti stai rivolgendo: quali sono gli orari e i giorni di maggior affluenza, il genere, l’età, il paese di provenienza, i post più apprezzati e quelli meno interessanti. In questo modo avrai la possibilità di tenere sotto controllo il pubblico,  estremamente volubile nel tempo, e di migliorare i contenuti futuri in base anche alle preferenze dei followers.

Per esempio, parleresti di romanzi rosa ad un pubblico prettamente maschile di un età compresa tra i 55-64 anni? Magari utilizzando emoji floreali e cuoricini rosa? Se l’obiettivo è quello di distruggere il profilo, allora la risposta è ovviamente sì.

4. Scattare belle foto

Instagram è il social network fotografico per eccellenza. Di conseguenza le foto pubblicate dovrebbero essere particolarmente belle e accattivanti o almeno decenti. Da evitare assolutamente foto e immagini prese da Internet. Perché una persona dovrebbe seguire il tuo profilo se al suo interno trova le stesse foto che troverebbe anche su Google?

Non occorre però avere una macchina fotografica professionale, basta un semplice smartphone e prestare attenzione ad alcune variabili: luci e ombre, colori, sfondo e composizione.

Di vitale importanza per avere successo è trovare il proprio stile: uno specifico angolo di visuale, un stesso filtro, una cornice colorata. In questo modo creerai un feed armonico e le tue foto saranno immediatamente riconoscibili.

Un ultimo consiglio: evita la firma sulle foto, perché da fastidio e può essere eliminata in ogni caso.

5. Contenuti interessanti

Non tutti leggono le cosiddette caption, cioè le didascalie delle foto, ma questo non vuol dire che puoi trascurarle. Delle caption brevi e interessanti, graficamente ordinate e rilassanti per l’occhio, suddivise ad esempio in piccoli paragrafi, possono fare la differenza.

6. Attenzione alla lingua

Questa attenzione non riguarda solo l’uso della corretta grammatica e ortografia, ma anche la scelta della lingua. Se ti rivolgi ad un pubblico italiano, sarebbe bene scegliere la maggior parte degli hashtag in italiano e scrivere bio del profilo e caption delle foto nella stessa lingua. Diversamente, se ti senti in grado di ampliare il tuo pubblico, potresti fare un mix sintetico di italiano e inglese.

7. Cura dei dettagli

Perché le persone dovrebbero seguirti?
Qual è il tuo tratto distintivo? Cosa ti distingue dalla massa?

Di solito tutti puntano sui propri pregi e qualità, ma sarebbe bene prestare attenzione anche ai difetti e a tutti quei tratti distintivi e peculiari che ti rendono diverso da tanti profili tutti uguali. Approfondire un argomento specifico di una determinata nicchia e rapportarsi con i followers come persone e non numeri, potrebbe essere già un buon inizio, che spingerà in futuro le persone a tornare sul tuo profilo e a interagire con i tuoi contenuti.

La cura dei dettagli è importantissima: feed ordinato, caption sintetiche, foto profilo ben visibile, bio simpatica ma sintetica, storie in evidenza ordinate e con copertine uguali, la presenza di almeno un pulsante per le Email. Questi sono tutti segnali di un profilo curato e aggiornato che salteranno subito all’occhio delle persone e di eventuali aziende interessate a una collaborazione.

8. Fare community

Per avere successo sui social, bisogna davvero essere social! Questo vuol dire anche entrare nell’ottica del dare e non solo del ricevere.

Perché dovresti ottenere followers dal nulla se tu per primo non ti interessi agli altri profili?
Perché dovresti volere like e commenti come se piovesse se tu per primo non ne lasci mai?

Spulciare i profili simili tuo, appartenenti alla tua stessa nicchia, e lasciare like e commenti rappresenta un doppio vantaggio: da un lato ti fai conoscere e interagisci, dall’altro lato permetti all’algoritmo di Instagram di capire quali profili ti interessano e a quali profili puoi interessare tu. In pratica, targettizzi il profilo.

Del resto, non si tratta del tuo profilo personale e talvolta bisogna anche “sforzarsi” e lasciare qualche like e commento in più, sempre coerenti e attinenti con i contenuti degli altri. Da evitare assolutamente frasi preimpostate del tipo “Ehi bella foto” o messaggi in Direct come “Complimenti, bel profilo! Ti va se ci seguiamo a vicenda?”. In questo modo otterrai l’effetto opposto e magari anche una segnalazione per spam, garantito.

9. Collegare il profilo ad altri account

Collegare il profilo Instagram ad altri account social come Facebook e Twitter non è indispensabile, ma di certo potrà aiutarti ad ampliare il tuo pubblico, soprattutto all’inizio.

10. Evitare scorciatoie

Scorciatoie e trucchetti come il famoso follow/unfollow, l’utilizzo di bot o entrare a far parte dei cosiddetti Instagram Pods (gruppi di scambio like e follow), non solo non ti sarà di alcun aiuto sul lungo periodo, ma anzi potrebbe danneggiarti.

Senza contare le ovvie motivazioni di tipo etico, i rischi principali sono un drastico calo dell’ER (Engagement Rate, tasso di coinvolgimento) se non addirittura lo shadowban.


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Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica
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Oggi voglio suggerirvi due utilissime applicazioni per riscattare buoni Amazon gratis, che personalmente utilizzo per leggere gratuitamente. Esistono tantissime applicazioni di questo tipo, ma credo che le seguenti siano le più affidabili e oneste in termini di guadagno effettivo. Si tratta di applicazioni molto utili per tutti coloro che trascorrono tanto tempo sui social, per lavoro o per semplice divertimento. È possibile così monetizzare questo tempo trasformandolo in crediti virtuali da convertire poi in buoni e ricariche telefoniche.


Friendz

La prima app è anche la più famosa: Friendz è una startup italiana fondata nel 2016 da un gruppo di studenti. L’obiettivo è quello di risolvere uno dei problemi principali per le aziende, ovvero quello di mettere in contatto i brand con i clienti. Tramite il cosiddetto influence marketing tutti possono creare contenuti e diventare veri e propri ambassador di un marchio, generando un “guadagno” per entrambe le parti. 

Per iniziare a guadagnare crediti, basta scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegarsi con i propri account Facebook e Instagram. Una volta scaricata l’app, puoi inserire il mio codice amico e guadagnare 100 crediti extrastefaniapadmecaliendo467324

Scarica dal Play Store

Scarica da App Store

Nella home dell’app saranno visibili le cosiddette Campagne, ovvero le missioni di volta in volta disponibili. Cliccando su quella di tuo interesse, potrai leggerne le regole, visualizzare delle foto di esempio e ovviamente partecipare.

Nella pagina dedicata al nostro Profilo è possibile visualizzare alcune informazioni personali, le campagne a cui abbiamo partecipato (ma è possibile anche renderle private), il numero di Crediti raccolti e i Trofei che abbiamo guadagnato. Le Stelline possono essere assegnate dagli altri membri della community quando apprezzano una foto. La Qualità è invece assegnata dal team di Friendz a ogni foto con cui si partecipa a una determinata campagna. Raggiungendo il livello 5 vincerai un apposito trofeo e la schermata del profilo diventerà color arcobaleno.

Friendz
Friendz

Le campagne possono essere di diverso tipo:
– Fun, prettamente fotografiche;
– Brand, promosse appunto dai brand e con un numero di crediti di solito più alto;
– Boost, di solito prevedono di compiere un’azione come mettere mi piace, condividere un video o una storia;
– Survey, le campagne questionario;
– Special, campagne speciali attivate in occasioni particolari.

Nell’apposita sezione dell’app è possibile convertire i crediti guadagnati in buoni spendibili in negozio e su diverse piattaforme online. In linea di massima, 900 crediti corrispondono a 5€, ma più si risparmia più il cambio diventa conveniente e 45€ corrisponderanno a 5800 crediti invece che 8100. È possibile anche convertire i crediti in Friendz Coin e ottenere delle agevolazioni come lo sblocco anticipato di una campagna o la prenotazione di un posto.

Friendz
Friendz

Per ulteriori informazioni su Friendz e sul suo funzionamento, ti rimando all’apposita sezione che puoi trovare sul sito ufficiale.


LovBY

La seconda applicazione che utilizzo è molto simile alla prima, ma con delle piccole differenze. Anche LovBY è una piattaforma italiana di influence marketing nata nel 2016 per mettere in contatto aziende e creatori di contenuti, trasformando concretamente in denaro il tempo che passiamo sui social.

Come per Friendz, anche in questo caso basterà scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegare i propri account Facebook e Instagram, ma anche Twitter e Youtube. Inserendo il mio codice amico in fase di registrazione potrai ottenere subito 40 crediti2a3qc

Scarica dal Play Store
Scarica da App Store

Nella home sono presenti tutte le missioni che è possibile svolgere, diverse per tipologia e dal numero di crediti variabile. Le più importanti sono le Training Mission che vanno a costituire il nostro curriculum da brand lover, visualizzabile all’interno del profilo. Questa è la sezione sulla quale i brand fanno affidamento per decidere a chi affidare le campagne future, in base alla qualità delle foto e alla capacità di fare un minimo storytelling. Inoltre, per ogni Training Mission c’è la possibilità di guadagnare crediti extra: il martedì e il giovedì sul gruppo Facebook di LovBY viene organizzata una premiazione con 1°, 2° e 3° posto sul podio più alcuni premi di consolazione.

LovBY
LovBY

Molto simpatica la presenza di numerosi Trofei da sbloccare, suddivisi per categoria, che offrono anche un premio in Lovies, cioè crediti da convertire in buoni: 1€ corrisponde a 125 lovies.

Nella sezione dedicata alla conversione dei crediti in buoni, ci sono tantissime opzioni tra cui scegliere: ricariche telefoniche, buoni utilizzabili sia nei negozi fisici che sui relativi store online (Coin, Zara, Feltrinelli, Mondadori, Zalando, Chicco e tantissimi altri). Ma il più ambito è sicuramente il buono Amazon digitale con importo a scelta da 1€ a 500€.

LovBY
LovBY

Queste app funzionano davvero?

Utilizzo queste due applicazioni ormai da qualche mese e posso affermare che, se il tempo che passi sui social è tanto, se hai tanti amici/followers e sei abbastanza bravo a scattare foto, le ricompense sono reali e anche abbastanza soddisfacenti.

In questi mesi sono riuscita ad acquistare diversi libri, un cd, un film in blu-ray e una cassa bluetooth, utilizzando solo i buoni e aggiungendoci al massimo qualche euro quando ad esempio generavo un buono da 15€ per un importo da 17€. Un esempio concreto? L’ultimo libro che ho acquistato, La Corte di Nebbia e Furia, l’ho pagato solo 0.21 centesimi.

Ma non è tutto: sempre più aziende ormai iniziano ad accettare pagamenti tramite i cosiddetti wallet elettronici, come quelli Apple o Samsung e anche l’Amazon Pay. Si tratta di un vero e proprio portafoglio digitale che consiste nel nostro saldo Amazon, ricaricabile tramite carta, sportelli SisalPay e buoni regalo, per l’appunto. Un esempio è il sito di Trenitalia sul quale si possono acquistare biglietti del treno usufruendo dei buoni regalo guadagnati. Comodo, no?

La Corte di Nebbia e Furia a 0.21 centesimi
Trenitalia con Amazon Pay

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Stefania
In Guide/ Social media

Instagram: 12 applicazioni per un feed da paura!

Applicazioni per Instagram

Instagram applicazioni.

In questo articolo ho stilato una lista di 12 applicazioni indispensabili e che personalmente utilizzo per Instagram. Dall’editing delle foto e la grafica delle stories, all’organizzazione e progettazione del feed, fino alla pianificazione dei post e l’analisi dei dati.


Editing foto

Per me, lo scatto delle fotografie è sempre direttamente collegato al piano editoriale. Adoro pianificare e scegliere un giorno della settimana da dedicare allo shooting fotografico. Utilizzo sia una fotocamera reflex che lo smartphone, a seconda delle esigenze. Successivamente modifico le foto al computer con Photoshop CC per regolare parametri come colore, esposizione e luminosità. Infine, ripasso le foto sullo smartphone per passare all’ultima fase dell’editing con le seguenti app:

VSCO – La utilizzo nella sua versione free con 10 preset e la possibilità di correggere impostazioni come contrasto, saturazione, nitidezza. La versione a pagamento offre 160 preset al costo di 21,99€ all’anno ( quindi 1,83€ al mese).

Snapseed – È un editor fotografico professionale e gratuito sviluppato da Google che offre 29 strumenti e filtri, con supporto anche al formato RAW. 

Afterlight – Valida alternativa gratuita alle precedenti soluzioni, che offre una valanga di filtri ed effetti davvero per tutti i gusti.

Lightroom – È un’app gratuita e completa che mi è utilissima quando sono in giro e ho necessità di scattare e modificare foto in maniera professionale, ma non ho a portata di mano il PC con Photoshop. 


Grafica stories

Delle grafiche sempre nuove e curate possono fare davvero la differenza nel nostro tipo di comunicazione. Ecco perché sono spesso alla ricerca di app valide che offrano un’ampia scelta di template che poi andrò a personalizzare ulteriormente.

Canva – È la mia preferita e offre numerosi modelli preimpostati per post e storie Instagram, ma anche per Facebook, Twitter, blog e quant’altro. Dopo aver selezionato una grafica, sarà possibile personalizzarne le immagini, i colori e il testo. La versione di prova è già molto completa, ma è possibile acquistare la versione Pro a 4,49€ al mese.

Unfold – Applicazione molto leggera per creare storie dallo stile curato ma estremamente minimalista. Il pacchetto di layout di base è gratuito, mentre gli altri sono a pagamento al costo di 1/2€ al pacchetto.

InShot – Questa è l’app che utilizzo per i video di unboxing perché mi permette di inserire una clip musicale e di aggiungere degli effetti oppure una cornice. Offre tante altre funzioni per tagliare i video, aggiungere testo, sticker, filtri e modificare la velocità. Si possono anche modificare foto e creare dei collage.


Progettazione feed, pianificazione post e analisi dati

Nella cartella delle app indispensabili per Instagram non possono mancare delle applicazioni specifiche per la cura e la gestione del feed sotto diversi aspetti.

Layout – È l’applicazione ufficiale di Instagram per creare dei collage di foto con layout preimpostati, da un minmo di 2 a un massimo di 9 foto. Una volta scelta la composizione, è possibile modificare la proporzione delle foto, capovolgerle o invertirle e aggiungere dei bordi.

Repost – Applicazione che consente il repost di foto da altri account, mantenendone i crediti con un watermark nell’angolo. Basterà copiare il link della foto o del video scelto, aprire l’app Repost e seguire le istruzioni.

Later – Applicazione per la pianificazione e la pubblicazione automatica dei post. La notizia fantastica è che di recente è diventata partner ufficiale Instagram, quindi potete star tranquilli sul fatto che se ne fate uso non verrete boicottati dal temibile algoritmo.

Preview – Anche questa è una delle app approvate da Instagram ed è molto utile soprattutto per vedere in anteprima “come ci starà” la nuova foto all’interno del feed! Con la versione di base è anche possibile modificare le foto con due set di filtri e analizzare alcuni dati, mentre con gli abbonamenti Pro e Premium è possibile avere dei benefici in più.

Reports+ – Un’app che uso per monitorare gli unfollow, ma della quale potrei fare volentieri a meno… Meglio dare importanza alle persone che rimangono.


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Stefania
In Fai da te/ Guide

Come creare una book jar per le tue prossime letture

Book jar

Come creare una book jar per le tue prossime letture.

Cos’è una book jar?

Letteralmente, si tratta di un “barattolo di libri”. In pratica, consiste in un barattolo, un vaso o una piccola giara che andrà a contenere tanti piccoli bigliettini con sopra scritti i titoli di tutti i libri che possediamo, ma che non abbiamo ancora letto.

Questa pratica, molto creativa e che sta spopolando all’estero già da molti anni, può rivelarsi un validissimo strumento quando ci ritroviamo invasi dai libri, ma non sappiamo decidere quale sarà la nostra prossima lettura! Perché non affidarsi al caso, allora?

Occorrente

  • Un barattolo, un vasetto, una piccola giara o qualsiasi tipo di contenitore con tappo;
  • Pezzetti o striscioline di carta bianca o colorata;
  • Penne, pennarelli, pastelli o altro per scrivere;
  • La lista di libri da leggere.

Puoi inserire nella book jar sia libri in formato cartaceo che eBook, l’importante è possederli altrimenti rischi di fare confusione con la wishlist, che è invece la lista dei desideri con i libri da acquistare in futuro (ma quanto sarebbe figo farli apparire magicamente in libreria semplicemente sbagliando lista?).

Procedimento

  1. Scegli un barattolo appropriato (anche quello della marmellata può andar bene!);
  2. Con la tua lista dei libri a portata di mano, inizia a trascrivere un titolo su ogni bigliettino (questo sarà il procedimento più lungo);
  3. Inserisci i bigliettini nel barattolo mano a mano, magari variando i colori o piegando la carta in modo particolare a seconda dell’effetto che desideri ottenere;
  4. Per non disperdere i tuoi preziosi bigliettini, scegli un contenitore richiudibile o con tappo;
  5. Et voilà, la tua book jar è pronta (ma ti svelo un ultimo trucchetto: se il libro pescato non ti garba, assicurati di non essere visto e procedi con una nuova estrazione!).

Infine, un’ottima idea è anche quella di inserire nel barattolo i titoli di libri che hai già letto, ma che vorresti rileggere prossimamente. Con un pizzico di creatività si possono creare davvero book jar simpaticissime e di tutti i tipi, variando il tipo di contenitore, la carta utilizzata o i colori!


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Stefania