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Recensione: The Black Cat di Edgar Allan Poe illustrato da Nino Cammarata

The Black Cat

The Black Cat è una delle ultimissime uscite della NPE, la casa editrice del fumetto d’autore di cui ultimamente sto scoprendo il catalogo ricco e variegato. Stavolta ho particolarmente apprezzato questa graphic novel ad opera di Nino Cammarata, adattamento di un celebre racconto di Edgar Allan Poe.


Scheda del libro

The Black Cat

Titolo: The Black Cat
Autore: Nino Cammarata
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Giugno 2019
Genere: Graphic novel, Horror
Pagine: 96
Prezzo: Cartaceo 19,90€

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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Il racconto di Edgar Allan Poe

Il gatto nero è uno dei più celebri racconti di Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849), pubblicato per la prima volta nel 1843 sul The Sunday Even Post. Come spesso accade nella produzione dell’autore, anche in questo racconto le vicende sono narrate dal punto di vista dell’assassino, in una sorta di confessione prima della condanna a morte. L’uomo, pur sapendo che non verrà mai creduto, decide di alleggerirsi la coscienza raccontando una serie di “eventi domestici” che lo hanno terrorizzato, torturato e distrutto, portandolo a compiere i gesti disumani per i quali è stato condannato.

Il protagonista inizia il suo racconto partendo dalla propria infanzia e affermando di aver sempre avuto una grande passione per gli animali, fin da bambino. Passione condivisa poi anche dalla moglie, la quale era solita recuperane di tutti i tipi: uccelli, pesci, conigli, cani e un gatto nero di nome Pluto.  Inizialmente felice e affabile, il comportamento del protagonista inizierà a mutare ritrovandosi ad affogare nell’oscura spirale dell’abuso di alcol.

Temi trattati

L’intero racconto si configura come una metafora del senso di colpa, ma tratta anche di temi quali la solitudine e il femminicidio, sempre tristemente attuali. Anche qui, proprio come nel racconto originale, troviamo sparpagliati qua e la stralci della sfortunata biografia di Poe: l’assenza della madre, il distacco del padre, la condanna nell’alcol e il destino avverso.

Considerato come il titano iniziatico della letteratura gotica, del terrore, dell’inverosimile e, per alcuni, anche della psicoanalisi (essendo nato prima di Freud), Edgar Allan Poe non aveva filtri con i suoi lettori, proprio come la mente umana non ha filtri con noi stessi. La sua prosa è puro realismo psichico e onirico, e attraverso di essa egli racconta la psiche umana nelle sue mostruose fragilità e nella sua potenza di libero arbitrio.

I disegni di Nino Cammarata

Indubbiamente, occorre una certa abilità nel saper riprodurre, soprattutto nel formato del fumetto, l’aspetto introspettivo psicologico tipico delle opere di Poe. Ma credo che Nino Cammarata ne sia stato perfettamente all’altezza, confezionando un’opera grafica realizzata con un’attenzione minuziosa ai dettagli, arricchita da uno straordinario lettering e da una palette di colori tetra ma al contempo estremamente vivida, tipica del maestro dell’horror.

Consiglio questo volume sia ai fan dell’autore, sia a chi si avvicina per la prima volta ai suoi racconti: vi ritroverete in ogni caso con un gioiellino tra le mani e la voglia di leggere altri racconti di Edgar Allan Poe.


L’autore

Nino Cammarata

Nino Cammarata, classe 1983, è un artista, illustratore e visual designer siciliano. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte ed una breve parentesi all’Accademia di Belle Arti di Catania lascia gli studi per dedicarsi alla pittura e parallelamente inizia il lavoro di grafico in tipografia. Intorno al 2009, completamente da autodidatta, muove i primi passi nell’editoria disegnando le prime copertine di libri per piccoli editori. Nel 2017 l’editore inglese SST Publications pubblica la sua graphic novel The Black Cat, adattamento del celebre racconto di Edgar Allan Poe. Dallo stesso anno collabora attivamente con Edizioni NPE come colorista, illustratore di numerose copertine e disegnatore e autore di graphic novel. In questi anni, oltre a realizzare svariate copertine di libri per editori italiani ed esteri, ha curato l’artwork delle copertine dei dischi di artisti del panorama musicale nazionale e internazionale. Nino è anche pittore: dipinge da quasi vent’anni e le sue opere sono state acquistate da collezionisti privati di tutto il mondo.


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Stefania
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Recensione: La Quinta Stagione di N. K. Jemisin

La Quinta Stagione

Reduci da questo lunedì in cui abbiamo dato l’addio a Game of Thrones (alla serie, almeno), cerco di consolarmi e di consolarvi con una nuova saga che personalmente spero possa essere presto adattata in una serie TV: sto parlando de La Quinta Stagione di N. K. Jemisin, primo capitolo della trilogia della Terra Spezzata edita in Italia da Mondadori.


Scheda del libro

Titolo: La Quinta Stagione (La Terra Spezzata #1)
Autore: N. K. Jemisin
Editore: Mondadori
Prima pubblicazione: Aprile 2019
Genere: Fantascienza
Pagine: 490
Prezzo: Cartaceo 15€ | eBook 7,99 €

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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A quanti devono combattere
per ottenere quel rispetto
che agli altri è garantito. 

Trama

Nel mondo immaginato da N. K. Jemisin esiste un unico grande continente, l’Immoto, percorso da una lunga frattura al centro che periodicamente provoca una cosiddetta Quinta Stagione, o anche Stagione della Morte. Questo perché le Stagioni sono caratterizzate da violenti cataclismi, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Non abbiamo una madre Terra feconda e accogliente, bensì un Padre Terra violento e rancoroso, che rende l’ambiente circostante ostile. Ad arricchire l’aria di mistero ci pensano gli obelischi, colossi di pietra rossastra che volano in cielo senza alcuna apparente direzione.

Questo continente è abitato da esseri umani, gli Immoti, e dai cosiddetti Orogeni (o rogga, per utilizzare un termine dispregiativo), esseri umani con l’abilità di sentire, anzi sensire, la terra, placare scosse o addirittura provocare eruzioni. Per questo motivo, gli orogeni sono evitati e temuti dagli immoti, ma anche utilizzati come vere e proprie armi per contenere ed evitare le Stagioni. Individuati fin da piccolini dai Custodi, vengono reclutati dal Fulcro, un centro di addestramento speciale situato nella capitale Yumenes. Qui, dopo anni di duro allenamento quasi militare, possono diventare degli Orogeni Imperiali suddivisi in classi in base agli Anelli che gli vengono assegnati e che vanno da 1 a 10 in base alla grandezza del loro potere e all’abilità di controllarlo. Infine, ci sono i temibili Mangiapietra, esseri terribili e spietati in grado non solo di mangiare la pietra ma anche di spostarsi al suo interno.

La società è strutturata in Com (più simili a dei villaggi piuttosto che a delle vere e proprie città) e secondo un sistema di caste: Ferrigni, Resistenti, Innovatori, Riproduttori, Elite. Al vertice di tutto c’è l’Imperatore, discendente dell’antica famiglia dei Sanzi.

A chi manca qualcosa che non ha mai e poi mai nemmeno immaginato? Non è nella natura umana. Che fortuna, dunque, che al mondo ci siano persone che non appartengono alla specie umana.

Personaggi

Ci siete fin qui? Era importante chiarire questi punti perché, lo avrete capito, il worldbuilding strutturato dalla Jemisin è imponente, complesso e pazzesco! La prima parte del romanzo è sicuramente più lenta perché molto descrittiva, ma vi assicuro che le ultime 300 pagine si divorano nel giro di poche ore e alla fine vorreste leggerne ancora e ancora… Il ritmo è ansioso, l’ambiente ostile fa perennemente da sfondo e l’Apocalisse sembra essere all’ordine del giorno, ma lo stile estremamente scorrevole riuscirà a non farvelo pesare più di tanto. Il tempo è scandito dalla storia delle 3 protagoniste:

Damaya una giovanissima rogga scovata in un villaggio sperduto da Schaffa, un Custode. Attraverso i suoi occhi avremo modo di capire come si svolgono la vita e le lezioni all’interno del Fulcro;

Syenite, un’orogena imperiale Quattroanelli, inviata in missione con Alabaster, l’unico Diecianelli vivente. Il loro scopo non sarà solo quello di abbattere la barriera corallina che ostruisce il porto di Allia, ma anche quello di procreare, non importa se in maniera rude e asettica, per poter sfornare altri potenti bambini orogeni.

Infine, c’è Essun, un’orogena adulta sposata e con due figli che vive nel villaggio di Tirimo. Con lei e la sua disperazione facciamo la conoscenza quasi subito: suo marito, Jija, ha scoperto che il figlio Uche è un orogeno e lo ha ucciso a colpi di botte per poi fuggire con Nassun, l’altra figlia.

Casa sono le persone. Casa è ciò che porti con te, non ciò che ti lasci alle spalle.

Temi trattati e parere personale

La storia si andrà sviluppando proprio intorno alla disperata ricerca di Essun, che spera di trovare ancora viva sua figlia e che riesce a farsi forza unicamente sul desiderio di vendetta nei confronti di Jija. Tanti i temi importanti affrontati: prigionia, libertà, senso di appartenenza, dovere, ribellione, cambiamenti climatici e famiglia. Non manca un parallelismo di tipo religioso, nel culto di un Padre Terra infuriato con l’umanità per aver ucciso il proprio figlio. La Quinta Stagione è un romanzo profondo, a tratti anche pesante, ma che sicuramente si fa specchio di tante difficoltà e vicissitudini subite in primis dalla scrittrice: non dimentichiamo che N. K. Jemisin è stata la prima autrice afroamericana a vincere il Premio Hugo per il miglior romanzo, non una volta sola, ma per ben tre volte (nel 2016, nel 2017 e nel 2018) per tutti e tre i capitoli de La Terra Spezzata.

Personalmente non ho nessun dubbio nell’affermare che questo libro rientra tra i migliori libri mai letti nella mia vita. Ve lo stra-consiglio e non vedo assolutamente l’ora di leggerne il seguito. Anzi, per la qualità della storia e per la ricchezza dei dettagli, non ho timore nell’affermare che ne gradirei follemente l’adattamento in una serie TV!


L’autrice

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de La Terra Spezzata nel 2016, 2017 e 2018.


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Stefania