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Guida completa a LinkedIn

Linkedin

Qualche anno fa, magari ascoltando il consiglio di un amico, hai deciso di iscriverti a LinkedIn. Ma non avendo capito bene come utilizzarlo, il tuo profilo è rimasto inattivo o incompleto. Niente paura: questa guida ti aiuterà a capire come funziona LinkedIn per utilizzarlo al massimo delle sue potenzialità e scoprire nuove opportunità professionali!

Che cos’è LinkedIn

LinkedIn è un social network site, cioè un servizio web di rete sociale gratuito lanciato nel maggio del 2003 da Reid Hoffman. Il suo obiettivo è lo sviluppo di contatti professionali e la diffusione di contenuti relativi al mercato del lavoro. È l’unico social finalizzato alla strutturazione di relazioni di tipo professionale. I rapporti tra i vari utenti sono di tipo simmetrico perché, come le richieste di amicizia di Facebook, il contatto va ricambiato (diversamente da Twitter e Instagram dove si possono seguire gli altri utenti senza reciprocità).

LinkedIn guida completa

Diamo un po’ i numeri

Al momento LinkedIn conta circa 630 milioni di utenti registrati (dato aggiornato a giugno 2019), di cui il 40% afferma di usarlo regolarmente ogni giorno. L’azienda ha dichiarato che attualmente l’engagement rate del social network è in costante aumento (+60% ogni anno).

Secondo la fonte AxiCom, in Italia l’82% degli intervistati ha un profilo LinkedIn, di cui il 60% lo usa regolarmente. Il 66% lo utilizza come fonte di contenuti e per trovare spunti per la propria attività, il 39% lo usa per fare networking e avere visibilità dai propri contatti professionali, mentre il 28% lo utilizza per cercare lavoro.

Registrazione e accesso

Il primo passo per ottimizzare al meglio il tuo profilo è effettuare l’accesso a LinkedIn. Ti basterà effettuare il login con la tua email e la password. Probabilmente è da tanto che non ci entri, vero? Non preoccuparti se non ricordi la password, la procedura per il recupero è semplice e immediata.

Nel caso in cui non ti fossi ancora iscritto, puoi effettuare la registrazione a LinkedIn gratuitamente. Inserisci nome, cognome, email e una password sicura e quando ti viene chiesto inserisci anche il tuo paese e la tua città e scegli se attivare o meno le notifiche per le offerte di lavoro. LinkedIn, infatti, non è solo un social network per professionisti, ma anche un portale per cercare nuove opportunità lavorative o crearne di nuove se hai un’azienda!

Iscrizione a LinkedIn

Collegamenti

A questo punto LinkedIn ti chiederà di aggiungere le persone che già conosci e che sono iscritte sulla piattaforma (tramite l’email che hai utilizzato per l’iscrizione). Non si chiamano Amici come nel caso di Facebook, bensì Collegamenti. Questi possono essere di 3 tipologie:

  • 1° grado: tutte le persone con le quali ti sei collegato direttamente, tramite invito mandato o ricevuto.
  • 2° grado: tutte le persone collegate ai tuoi collegamenti di primo grado, ma non ancora collegate con te.
  • 3° grado: tutte le persone collegate ai tuoi collegamenti di terzo grado e non ancora collegate con te. Prima era possibile aggiungere queste persone solo grazie all’intermediazione di un collegamento in comune, ma adesso non è più così.
Collegamenti LinkedIn

Qual è il numero di collegamenti ottimale?

Uno dei parametri utilizzati da LinkedIn per verificare che un profilo sia completo al 100% è l’aggiunta di almeno 50 collegamenti. Ovviamente più il numero è alto, più aumentano le opportunità lavorative e di collaborazione, nonché la percezione di un’autorevolezza maggiore da parte delle persone che visitano il tuo profilo. Ma, diversamente da Instagram e dai suoi 10.000 followers per ottenere l’ambito Swipe up, qui non esiste uno scalino per accedere a nuove funzionalità (se non passare al piano Premium a pagamento, ma lo vedremo più avanti). L’unica cosa possibile è raggiungere e superare i 500 collegamenti perché a quel punto verranno sempre e comunque visualizzati sul profilo come 500+. Questo è tutto.

Quali sono i parametri necessari affinché un profilo risulti completo al 100%?

LinkedIn raccomanda di completare tutte le sezioni del profilo e in particolare:

  • Foto del profilo;
  • Nome e cognome;
  • Paese/Area geografica, CAP e località;
  • Formazione e titoli posseduti;
  • Ultima posizione lavorativa ricoperta;
  • Esperienze lavorative passate;
  • Settore di competenza;
  • Avere almeno 50 collegamenti;
  • Inserire un Sommario;
  • Aggiungere almeno 5 Competenze.

Sezioni

La pagina principale di LinkedIn è la Home e, proprio come Facebook, in questa sezione potrai vedere e interagire con gli aggiornamenti di stato dei tuoi collegamenti, scrivere un post e rimanere aggiornato sulle notizie delle pagine o degli hashtag che scegli di seguire.

Nella sezione Rete puoi vedere tutti i tuoi collegamenti e quelli suggeriti, le persone che segui (ma che non sono tra i tuoi collegamenti), le pagine e gli hashtag seguiti e le richieste di contatto inviate e ricevute. Cliccando sul pulsante “Collegati” hai la possibilità di aggiungere persone alla tua rete inviando una richiesta di contatto. Da qui puoi anche nascondere persone suggerite (cliccando sulla X in alto a destra sulla scheda del contatto) o rimuovere collegamenti dalla tua rete.

La sezione Lavoro è dedicata alla ricerca di offerte di lavoro, filtrate in base alla città. Da qui è possibile anche gestire le offerte di lavoro salvate, le candidature inviate e i cosiddetti “Interessi di carriera”, cioè le tue qualifiche professionali, le località in cui sei disponibile a lavorare o a spostarti e i tipi di contratto. Se hai un’azienda puoi anche pubblicare un’offerta di lavoro da qui, per cercare dipendenti o collaboratori.

Le ultime sezioni sono dedicate ai Messaggi privati, alle Notifiche e alla visualizzazione del Profilo.

Foto profilo

Foto profilo LinkedIn

Per ottenere il massimo dal tuo profilo, è importante utilizzare una fotografia nitida e professionale, come quella che utilizzeresti per un curriculum. Meglio evitare di usare la stessa foto che hai su Facebook! Lo sfondo deve essere omogeneo, magari bianco o di un colore chiaro. Non occorre farsi fare una foto da un fotografo professionista, va bene anche un muro casalingo, ricordandosi di curare bene anche l’illuminazione. Scegli degli abiti consoni, ma non troppo seriosi, e assumi una posizione naturale. Niente di troppo artefatto, un bel sorriso e una semplice t-shirt nera andranno più che bene!

Formazione ed esperienza

Compila tutti i campi relativi alla tua Formazione, cercando di inserire più dettagli possibili. Dai maggiore risalto alla più recente o alla più importante per il tuo percorso e se vuoi aggiungi anche una foto dei tuoi attestati e certificati, nonché il titolo di studio conseguito e gli anni in cui hai frequentato la scuola/università.

Aggiungi poi la tua Posizione lavorativa attuale o l’ultima che hai ricoperto. Molto importante è l’aggiunta di due o più esperienze pregresse, con le date di inizio e fine e un breve riepilogo delle principali mansioni svolte.

Infine aggiungi 5 o più Competenze (per un massimo di 28), che possono essere di tipo generico (es. scrittura, comunicazione) o più specifiche e legate all’utilizzo di programmi come Microsoft Word, Power Point, Photoshop, ecc.

Se vuoi puoi continuare ad aggiungere nuove sezioni, cliccando sul pulsante a destra nel tuo profilo. Potrai ad esempio aggiungere le lingue che conosci, eventuali certificazioni, esperienze di volontariato, pubblicazioni e traguardi professionali raggiunti.

Riepilogo

Il Riepilogo è una sorta di abstract che funziona come una lettera di presentazione. Sul tuo profilo viene indicato come la sezione Informazioni subito sotto i tuoi dati principali e la foto profilo. In questa parte del profilo devi presentarti in maniera sintetica, come una sorta di biografia, riassumendo le tue esperienze e skills principali, cercando di attirare l’attenzione di chi legge.

Ti consiglio di prendere carta e penna e di pensare e ripensare a una presentazione di 6-7 righe. Leggi, rileggi e appallottola il foglio se non ti convince. Quando sarai pienamente soddisfatto, potrai passare alla tastiera e digitare il tuo riepilogo perfetto!

Nella stesura del Sommario puoi utilizzare la SEO inserendo delle keywords che permettano al profilo di essere trovato più facilmente sia su LinkedIn che su Google. Utilizza parole chiave conosciute e semplici, coerenti con il settore in cui lavori o in cui vorresti lavorare.

Sommario

Il Sommario, o headline, è quella piccola porzione di testo sotto la tua foto profilo. Appare praticamente ovunque su LinkedIn, soprattutto nelle ricerche, e per questo capirai la sua importanza.

Esempio di sommario su LinkedIn

La maggior parte delle persone, utilizza la headline per descrivere la propria posizione lavorativa. Un’ottima idea, invece, è quella di vedere la headline come una sorta di annuncio pubblicitario: inserisci il tuo ruolo, ma descrivendo cosa puoi fare concretamente per chi guarda il tuo profilo, perché un’azienda dovrebbe scegliere proprio te e inserisci qualche tuo risultato degno di nota.

Roberto Verde su LinkedIn
Un ottimo esempio: Roberto Verde, insieme a Luca Barboni, è l’autore del libro How to be a LinkedIn hero. Puoi partecipare gratuitamente alla MasterClass con 5 ore di lezione estrapolate dal libro.

Contenuti

Dopo aver messo a punto tutte le varie sezioni del tuo profilo, è ora di pensare ai contenuti. Ma cosa condividere su un social network così particolare?

Puoi postare messaggi di testo, link, video, foto e anche documenti, proprio come su Facebook. Ma diversamente da quest’ultimo, su LinkedIn è meglio condividere contenuti attinenti al proprio settore lavorativo, che possano interessare la nostra rete di collegamenti.

Cerca di variare sempre i tipi di contenuto e di formato per rendere la tua esperienza sulla piattaforma il più multimediale possibile. Ti consiglio di fare qualche esperimento con il formato PDF, molto apprezzato dall’algoritmo di LinkedIn, le cui pagine si trasformano in comode slide.

Quando scrivi un contenuto testuale, invece, scrivi in blocchi di testo di 1 o massimo 2 righe e intervalla i paragrafi con un spazio. In questo modo renderai molto più piacevole la lettura per i tuoi collegamenti. Alla fine del post, puoi inserire anche degli hashtag, ma ti sconsiglio di usarne più di 3 alla volta.

Se vuoi condividere un link, ti consiglio di inserirlo sotto al post, nel primo commento. Ma evita categoricamente di inserire link esterni al altri social!

Come funziona l’algoritmo di LinkedIn?

I post di LinkedIn possono essere ricondivisi dagli utenti oppure “consigliati”. L’azione Consiglia corrisponde al classico Mi piace su Facebook, ma l’algoritmo di LinkedIn funziona in modo eccentrico. Quanto un tuo collegamento consiglia o commenta un tuo contenuto, questa piccolissima azione ne moltiplica esponenzialmente la visibilità, mostrando il tuo contenuto anche a tutta la rete del tuo collegamento.

Pensa che al momento LinkedIn gode di una possibilità di reach organica superiore rispetto a quella di qualsiasi altra piattaforma. Un’ottima occasione, vero?

LinkedIn Premium

LinkedIn offre anche la possibilità di passare a un piano a pagamento, con offerte dedicate a disoccupati, aziende o recruiter. I piani Premium sono di 4 tipologie:

  • Career: permette di inviare messaggi diretti ai recruiter, essere visualizzato come candidato in primo piano per le offerte di lavoro, acquisire competenze con videocorsi online, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni e confrontare le proprie competenze con quelle degli altri candidati. Il costo di questo piano è di 30,23€ al mese.
  • Business: permette di inviare fino a 15 messaggi InMail al giorno (anche a persone che non sono tra i collegamenti), ottenere informazioni dettagliate sui trend dell’azienda, acquisire competenze con videocorsi online, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni e una ricerca dei profili illimitata. Il costo di questo piano è di 45,36€ al mese.
  • Sales: permette di inviare fino a 20 messaggi InMail al giorno, ottenere informazioni dettagliate sulle vendite, ricerca con filtri avanzati, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni, ricerca dei profili illimitata e segnalazione di lead. Il costo di questo piano è di 60,49€ al mese.
  • Recruiter Lite: permette di inviare fino a 30 messaggi InMail al giorno, ricerca avanzata con suggerimenti intelligenti, sezione dedicata per la gestione dei candidati, ricerca profili illimitata, scoprire chi ha visitato il tuo profilo negli ultimi 90 giorni e ottimizzazione del design per la selezione del personale. Il costo di questo piano è di 90,73€ al mese.
LinkedIn Premium

Quando ti iscrivi a LinkedIn, hai la possibilità di provare Premium gratis per 30 giorni. Puoi scegliere di disattivarlo in qualsiasi momento, anche prima della scadenza, senza perdere alcun dato. Per disattivare LinkedIn Premium ti basterà cliccare in alto nella Home sull’icona con la tua foto, selezionare Impostazioni dell’abbonamento Premium dal menù a tendina, in Gestisci account Premium a destra cliccare su Annulla abbonamento e poi su Continua per annullare. Premium rimarrà comunque attivo fino alla data di scadenza, ma il rinnovo automatico non verrà effettuato.

Consigli extra

URL personalizzato

Sul tuo profilo, sulla destra, troverai un’opzione per modificare il link e creare un URL personalizzato che rimandi univocamente al tuo profilo. È importante che sia chiaro e semplice, quindi ti consiglio di modificarlo in questo modo: www.linkedin.com/in/nomecognome

Monitora gli insight

LinkedIn mette a disposizione dei dati statistici sulle visualizzazioni del tuo profilo negli ultimi 90 giorni. È importante analizzarle periodicamente per capire se il tuo profilo rende bene e che tipo di persone ti trovano.

Insight profilo LinkedIn

Conferma le competenze

Le competenze che hai inserito possono essere confermate dai tuoi collegamenti. Invita i tuoi amici a confermare le abilità in cui sanno che sei bravo e ricambia! È un ottimo modo per aumentare la percezione di autorevolezza che possono avere gli altri guardando il tuo profilo.

Puoi anche provare a sostenere un quiz per confermare le tue competenze. Si tratta di domande a risposta multipla che ti faranno ottenere dei badge da mostrare sul profilo. Allettante, ma non credere che sia facile superarli! Se fallisci un quiz, puoi sostenerlo nuovamente dopo 90 giorni.

Ricevi e scrivi segnalazioni

Come per le competenze, puoi invitare amici e colleghi a scrivere una segnalazione per te, ovviamente ricambiando il favore! Si tratta di brevi descrizioni di un lavoro svolto insieme, che magari facciano cenno a particolari doti organizzative o di leadership, ecc.

Segui aziende e hashtag di settore

Lo scopo di LinkedIn è quello di fare networking, creare reti di professionisti. Sii attivo in questo senso e inizia a seguire le aziende che ti piacciono, le aziende situate nel tuo territorio e gli hashtag di settore grazie ai quali trovare nuovi contenuti interessanti. Puoi anche entrare a far parte di Gruppi di discussione, sempre in relazione al tuo settore professionale.

Stampa il CV

LinkedIn mette a disposizione una comoda funzionalità per stampare il proprio curriculum vitae. Vai sul tuo profilo, clicca su Altro a destra della tua foto profilo e poi su Salva come PDF.

Stampa il CV da LinkedIn

LinkedIn per studenti

Sono uno studente, ha senso aprire un profilo su LinkedIn?

Se sei uno studente, un neodiplomato o un neolaureato, puoi iniziare ad aprire un profilo LinkedIn per dare un’occhiata in giro e iniziare a farti notare. Metti a punto tutte le sezioni del profilo e, non potendo ancora puntare sull’esperienza, enfatizza le tue doti, le tue capacità e i tuoi interessi.

Inizia a sperimentare con i contenuti e crea qualcosa che possa essere interessante per il settore in cui hai scelto di lavorare per essere notato dai recruiter!

Le app LinkedIn per mobile

LinkedIn ha sviluppato delle applicazioni, disponibili sia per Android che per iOS, per sfruttare anche su mobile tutte le funzioni della versione desktop. Puoi effettuare il download cliccando sui seguenti pulsanti:

Scarica dal Play Store
Scarica dal Play Store
Scarica da App Store
Scarica da App Store

Cancellarsi da LinkedIn

E se nulla di tutto questo dovesse funzionare o se non hai più interesse a rimanere sulla piattaforma, ti spiego brevemente come cancellare l’account LinkedIn.

Nella Home, clicca sulla tua foto profilo in alto a destra e apri il menù a tendina. Clicca su Impostazioni e privacy e seleziona la scheda Account. Clicca su Gestione account dal menù a sinistra e poi su Chiusura dell’account LinkedIn in fondo alla pagina.


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Stefania
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Guest blogger: Isabella Sanfilippo

Isabella Sanfilippo

Oggi vi presento la nuova collaboratrice del blog per quanto riguarda la sezione fantasy: Isabella Sanfilippo. Non avendo più molto tempo a disposizione per leggere e dedicandomi ormai principalmente al ramo del digital marketing, la sua proposta mi ha reso davvero molto felice.

Isabella mi ha contattata qualche settimana fa via email e il suo stile di scrittura mi è piaciuto molto: nei suoi articoli riesce a presentare le letture in modo molto chiaro e conciso, approfondendo diversi aspetti, e inoltre è una bravissima illustratrice! Di seguito una sua piccola presentazione e i link ai suoi account social.

Isabella Sanfilippo

“Ciao! Sono Isabella Sanfilippo, vivo a Bergamo ma sono originaria delle nostre Isole Maggiori. Da dieci anni restauratrice di tessuti antichi, illustratrice, produco colori per artisti e opero all’interno di castelli medievali della mia zona.

Stando sempre a contatto con la storia non potevo che rimanere legata al mondo antico e con una fortissima passione per i racconti popolari più misteriosi, personaggi magici e leggende di cui vado a caccia.

Leggo per lo più narrativa fantasy per cercare sempre qualcosa di stimolante, a volte possono essere poco conosciuti ma si nascondono dei piccoli capolavori.

Ciò che farò sarà scrivere approfondimenti speciali ogni volta che leggerò un libro, cercando di arricchirlo in modo da renderlo ancor più stuzzicante per le vostre letture.”

Instagram: https://www.instagram.com/isabellasanfilippo_illustrator
Facebook: https://www.facebook.com/IsabellaSanfilippoAutrice


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Anteprima: Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon

Il priorato dell'albero delle arance

Un emozionante epic fantasy che narra di draghi, di un mondo sull’orlo della rovina, e delle donne che lottano per salvarlo. Da quando The Priory of the Orange Tree è stato pubblicato per la prima volta in lingua originale nel febbraio di quest’anno, sui social non si parla d’altro. Già amatissimo a livello internazionale, Il priorato dell’albero delle arance verrà pubblicato anche in Italia per Mondadori, all’interno della collana Oscar Fantastica. Ma vale davvero la pena acquistare e leggere questo bestione?


Scheda del libro

Titolo: Il priorato dell’albero delle arance
Autore: Samantha Shannon
Editore: Mondadori
Prima pubblicazione: 26 Novembre 2019
Genere: Fantasy
Pagine: 816
Prezzo: Cartaceo 26 € | eBook 10,99 €

[Acquistalo su Amazon al 15% di sconto]

[Non ancora disponibile in biblioteca]


Giove onnipotente! Questo libro è fantastico. (Jay Kristoff)

Un’autentica scorribanda narrativa. Il mio nuovo epic fantasy favorito. (Laini Taylor)

Ipnotico! (The Washington Post)

Un world building ricchissimo e affascinante. Un sontuoso epic fantasy femminile che apre nuovi sentieri della narrativa. (The New York Review of Books)


Trama

Un mondo diviso. Un regno senza eredi. Un antico nemico che si risveglia.

La Casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini.

A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà un’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana.

Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys.

Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita.

In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Tra draghi, lotte per il potere e indimenticabili protagoniste femminili, un romanzo sontuoso e inarrestabile, rivelazione epic fantasy del nuovo millennio.


Parere personale

Definito un Game of Thrones tutto al femminile, questo romanzo è un high fantasy autoconclusivo dalla mole consistente (800 e più pagine) e dal prezzo ovviamente più elevato. Vorrei quindi fare degli appunti personali per tutti coloro che stanno cercando di decidere se acquistarlo o meno.

Si tratta di un’opera sicuramente molto complessa: nonostante la prosa scorrevole dell’autrice, la prima parte del romanzo risulta molto lenta perché densa di descrizioni e particolari, i personaggi sono molto numerosi e sono presenti 8 diverse casate. Il world building è davvero ricchissimo, un mondo diviso dall’eterna lotta tra Oriente e Occidente, e la storia è raccontata dal punto di vista di 4 personaggi: Ead, dama di compagnia della regina Sabran, Tanè, aspirante cavalcatrice di draghi, Loth, un nobile della corte della regina Sabran e suo amico, e il vecchio alchimista Niclays.

Sono presenti tutti gli elementi tipici del genere, come la lotta contro il male, un mondo disciplinato da precise regole magiche, fitte trame politiche, alleanze e tradimenti. Ma l’elemento che ha destato maggiormente la mia curiosità è stata la presenza dei draghi, la mia creatura fantastica preferita, che è qui presente in un modo davvero speciale e fuori dal comune. Un punto a favore anche per l’importante presenza femminile in questo romanzo, tanto da essere stato definito un “fantasy femminista”.

Personalmente mi sta piacendo tantissimo e lo considero una ventata di novità come poche all’interno del genere. Superate le prime 100 pagine circa, è un romanzo che rapisce ed emoziona. Lo consiglio in particolare a tutti coloro che hanno apprezzato i libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin, ma anche a tutti coloro che non hanno mai letto libri high fantasy. Essendo un volume unico e non una serie composta da settordici libri, credo che rappresenti un ottimo primo approccio.


L’autrice

La stella nascente del fantasy inglese.

Giovanissima eppure già affermata (è nata a Londra l’8 novembre del 1991), Samantha Shannon è uno degli autori di punta della casa editrice Bloomsbury, per la quale ha già scritto cinque romanzi. Ha esordito nel 2013, all’età di ventidue anni, con The Bone Season, primo episodio di una serie distopica ambientata a Oxford che si svilupperò in sette romanzi: i primi tre sono già stati pubblicati, il quarto uscirà nel settembre del 2020. Con Il priorato dell’albero delle arance Samantha Shannon esordisce nel fantasy raccogliendo un plauso unanime tanto in patria quanto all’estero.


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Stefania
In Blog/ Guide

Blogger o WordPress: qual è il migliore? Guida alla scelta.

Blogger o Wordpress

Ho deciso di scrivere questo articolo per tutti coloro che vogliono aprire un blog di successo senza commettere errori. Come me, anche tu ti sarai ritrovato a fare milioni di ricerche sul web per capire se scegliere Blogger o WordPress. In questa guida ti aiuto a scoprirlo analizzando pro e contro di entrambi, raccontandoti la mia esperienza e facendo chiarezza su alcuni punti.

Da Blogger a WordPress: la mia esperienza

Ho aperto Elven Library nel 2018 e l’ho fatto su Blogger. All’inizio era un semplice blog letterario come tanti, che utilizzavo per scrivere le mie recensioni di libri. Blogger era gratuito, mi permetteva di mettere mano al codice HTML ed era integrato con AdSense e tutti gli altri servizi di Google. Da neofita mi era sembrata la scelta migliore per me a quel tempo, non avendo ancora le idee ben chiare. Con il tempo e tanto studio, il blog è cresciuto: ho acquistato un nome di dominio e ho iniziato a parlare di diversi argomenti oltre ai libri. Mi sono quindi resa conto che Blogger non era più il luogo adatto a me. Dopo tantissime ricerche, ho deciso quindi di far le valigie e di spostarmi su WordPress. Adesso Elven Library è diventato a tutti gli effetti il mio angolino personale nello sconfinato marasma del web, grazie al quale riesco anche a mettere in tasca qualche soldino alla fine del mese.

Prima di proseguire nell’epico scontro di Blogger vs WordPress, credo sia opportuno fare delle precisazioni su dei punti che non sono a conoscenza di tutti.

Che cos’è un CMS?

Blogger e WordPress non sono altro che due CMS, tra i più famosi e utilizzati da chi decide di aprire un proprio spazio web. Un CMS (Content Managment System o sistema di gestione dei contenuti in italiano) è uno strumento software che, installato su un server per il web hosting, permette di gestirne i contenuti, come testi, immagini e video, svincolando il webmaster da approfondite conoscenze tecniche. In pratica, sono come dei programmi preinstallati su un sito, che offrono gratuitamente delle funzioni facilitate e spazi personalizzati accessibili da un dominio di terzo livello (ad esempio www.tuonome.blogspot.com oppure www.tuonome.wordpress.com).

Ma Blogger e WordPress non sono gli unici CMS esistenti. Altri esempi, molto utilizzati, sono Magento, Joomla e Drupal. La scelta dell’uno piuttosto che dell’alto varia sempre in base alle esigenze, a quello che hai in mente di realizzare e ai tuoi obiettivi. Prossimamente analizzeremo nel dettaglio anche questi.

Magento, Joomla, Drupal

Differenza tra hosted e self-hosted

All’interno dei discorsi su blog e spazi web, spesso si parla di siti hosted o self-hosted. Ma cosa significa e qual è la differenza?

Uno spazio web hosted, cioè ospitato, si appoggia a una piattaforma di pubblicazione. In genere si tratta di piattaforme che offrono ai propri utenti un servizio gratuito e di facile utilizzo a discapito però di controllo e personalizzazione. Blogger e WordPress rientrano all’interno questa categoria, ma quando dico WordPress intendo WordPress.com (più avanti vedremo la differenza con il .org). Queste piattaforme rappresentano un’ottima soluzione per chi non ha troppe competenze informatiche e vuole iniziare a creare contenuti senza preoccuparsi di trovare un servizio di hosting, acquistare un nome di dominio o installare un CMS via FTP.

Un sito self-hosted, invece, è gestito in prima persona e senza alcuna limitazione. Per creare un blog di questo tipo dovrai acquistare uno spazio su un server da un provider (come ad esempio Aruba, SiteGround, Netsons o GoDaddy), acquistare un nome di dominio (spesso compreso nei pacchetti di hosting), scaricare il software che hai scelto per la gestione dei tuoi contenuti e installarlo da solo sul tuo spazio web. Capirai che questa è una soluzione più dispendiosa in termini di tempo e soldi, ma che soprattutto richiede delle competenze avanzate.

WordPress.com e WordPress.org sono la stessa cosa?

Assolutamente no: come accennavo nel paragrafo precedente, WordPress.com è il sito di riferimento per creare un blog in modalità hosted (gratuito ma molto limitato), mentre su WordPress.org è possibile scaricare il software open source da installare sul proprio sito self-hosted.

Nel confronto che faremo adesso con Blogger, mi riferirò a WordPress esclusivamente nella sua forma hosted, fruibile quindi gratuitamente su WordPress.com. Tieni sempre presente che si tratta di un confronto a parità di gratuità.

Analisi: Blogger

Blogger è il servizio di blogging creato nel 1999 da una piccola società di San Francisco, la Pyra Labs, acquistata da Google nel 2003. Oggi si stima che i blog ospitati da questa piattaforma siano circa 20 milioni. Chiunque può aprire un blog su Blogger, a patto che abbia già un account Google e Gmail.

Pro

  • Semplice da utilizzare, con un menù laterale chiaro e sintetico;
  • Non ci sono banner pubblicitari, se non quelli che decidi di inserire tu con AdSense per monetizzare;
  • I template sono gratuiti, semplici e responsive;
  • Pieno accesso al codice HTML;
  • Possibilità di acquistare o configurare un nome di dominio di terze parti;
  • Pienamente integrato con tutti gli altri servizi di Google.

Contro

  • Solo 1 GB di spazio a disposizione;
  • Nessun tema premium;
  • Non si possono aggiungere altri widget a quelli esistenti;
  • Nessuna ottimizzazione SEO;
  • Google diventa proprietario di ciò che pubblichi;
  • Probabilmente gli aspetta la stessa fine di Google+.

Analisi: WordPress

WordPress.com è una piattaforma di blogging lanciata nel 2005 dalla società Automatic di Matt Mullenweg. Nel 2003, invece, era stata rilasciata la primissima versione del software open source di WordPress.org. Al momento l’ultima versione è la 5.2 disponibile da maggio 2019.

Pro

  • È il CMS più utilizzato al mondo;
  • Ricca community di supporto;
  • Temi premium e plugin sempre nuovi (con i piani a pagamento);
  • Ottimizzazione SEO;
  • Aspetto e funzionalità più professionali.

Contro

  • Presenza di banner pubblicitari se non si effettua l’upgrade a un piano a pagamento;
  • Dominio modificabile solo con un piano personale;
  • Non si può modificare il codice HTML;
  • È possibile installare altri plugin solo con un piano business;
  • Con la sola versione gratuita non è possibile fare praticamente nulla se non scrivere e pubblicare.

Per iniziare

Se vuoi entrare a far parte del mondo del blogging, ma non hai alcun budget a disposizione né particolari competenze informatiche, il mio consiglio è quello di scegliere Blogger. Più avanti, se il tuo progetto continuerà e si svilupperà, probabilmente sentirai l’esigenza di passare a qualcosa di più professionale. A quel punto ti consiglio di registrarti su WordPress.com e di fare pratica per un po’ con il nuovo CMS. Sia Blogger che WordPress offrono delle funzioni per Importare/Esportare contenuti, quindi non temere, non perderai nulla nel passaggio!

Infine, con qualche soldino da parte, ti consiglio di passare a un piano mensile a pagamento su WordPress.com. Oppure (meglio ancora) ti consiglio di passare alla soluzione seguente, che considero la migliore.

La soluzione migliore

Per me, la soluzione migliore, è acquistare uno spazio web con nome di dominio e caricarci sopra la versione open source di WordPress. Con una piccola spesa economica e un po’ di tempo in più da dedicare all’installazione e ai successivi aggiornamenti, sarai ricompensato con una personalizzazione completa e funzionalità potenzialmente infinite.

Potrai avere accesso al codice HTML, installare temi premium, plugin, fare ottimizzazione SEO e tanto altro. Niente di più professionale e stimolante per la creatività di qualsiasi blogger!

Soluzioni intermedie

Accanto alla precedente, ho individuato un paio di soluzioni intermedie, dai costi meno elevati e di più facile utilizzo per chi non è molto pratico.

La prima è quella che utilizzo anche io: un blog in WordPress su Altervista, la piattaforma di blogging di proprietà della Mondadori. Ho scelto questa soluzione per i seguenti motivi: il blog è gratuito, è facile monetizzare grazie al “pilota automatico”, si può fare ottimizzazione SEO, c’è un tool molto comodo e semplice per la Privacy e Cookie Policy, tantissimi temi professionali e possibilità di caricarne di nuovi, nessuna limitazione per i plugin, possibilità di personalizzazione del dominio, massima integrazione con i social, aggiornamenti, backup e statistiche.

La seconda soluzione intermedia che ho individuato è l’acquisto di uno spazio web su Aruba con CMS preinstallato. Potrai scegliere tra WordPress, Magento, Joomla, Drupal e altri. Il servizio con WordPress ha un costo di 24,99€ + Iva annui, ma comprende la registrazione di un dominio, 5 caselle email e spazio su disco illimitato.


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Stefania
In Approfondimenti/ Articoli/ Citazioni

Viaggio nella sognante dilogia di Laini Taylor

Dilogia Laini Taylor

Dilogia Laini Taylor.

Sul vecchio blog avevo scritto due recensioni separate per questi libri, ovviamente con il massimo dei voti. Ora ho pensato di unire entrambe in un unico articolo che renda omaggio a quello che considero un vero e proprio capolavoro del genere!


Schede dei libri

Il Sognatore

Titolo: Il Sognatore
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Prima pubblicazione: Luglio 2018
Genere: Fantasy, Young adult
Pagine: 524
Prezzo: Cartaceo 14.50€ | eBook 6.99€

[Acquistalo su Amazon al 15% di sconto]
oppure
[Chiedilo in prestito in biblioteca]

La Musa degli Incubi

Titolo: La Musa degli Incubi
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Prima pubblicazione: Febbraio 2019
Genere: Fantasy, Young adult
Pagine: 523
Prezzo: Cartaceo 15€ | eBook 7.99€

[Acquistalo su Amazon al 15% di sconto]
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Il Sognatore

Questo è stato il primo libro che io abbia mai letto di Laini Taylor ed è stata una piacevole scoperta. Dopo l’enorme successo già riscosso all’estero, il libro è stato a lungo atteso anche sul mercato italiano e subito dopo l’uscita ho iniziato a vederlo praticamente ovunque. Decisa a fidarmi delle recensioni positive e ottimistiche degli altri book blogger che seguo, ho acquistato e letto questo libro verso la fine del 2018 e mai decisione è stata più saggia perché in questo modo l’attesa del seguito è stata notevolmente ridotta.

Brevemente e senza anticipare niente a chi non ha ancora letto il libro, vorrei spendere due parole sulla trama. Lazlo è un timido e impacciato bibliotecario della città di Zosma. Il suo cognome è Strange perché è un orfano ed è stato cresciuto dai monaci che lo hanno soprannominato “il sognatore” a causa della sua passione per le storie e le fiabe, nonché per la sua testa perennemente tra le nuvole. Sua nemesi è l’alchimista Theon Nero, il figlioccio d’oro, il prediletto della regina. Ma tra i sogni di Lazlo la fama e gli onori non sono contemplati. Il suo più grande sogno è visitare la leggendaria e misteriosa città di Pianto, il cui vero nome è stato cancellato per magia circa duecento anni prima e dove ancora riecheggia la fama dei guerrieri Tizerkane. Incredibilmente, quando il cosiddetto Massacratore degli Dèi giunge a Zosma proprio da Pianto, a Lazlo verrà presentata l’occasione della vita. Chi sono i Mesarthim? E i serafini? C’è un modo per lavorare il misterioso metallo blu chiamato “mesarzio”? Ma soprattutto, chi è davvero Lazlo Strange?

Temi trattati e parere personale

Quello che mi ha subito colpito è stato lo stile della Taylor, così vivo, colorato e mai banale, assolutamente innovativo rispetto al piattume che siamo ormai abituati a vedere in giro, almeno in questo genere. Le descrizioni sono ricchissime di dettagli, sia per quanto riguarda le ambientazioni orientaleggianti e magiche, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, così diversi tra loro eppure tutti così veri, con la propria personalità, i propri sogni e le proprie paure. La storia di fondo poi è estremamente originale, ricca di sottotrame e vicende parallele, ma nulla viene lasciato al caso e alla fine tutti i fili andranno a ricongiungersi, in un finale da far girare la testa.

Attraverso una storia fantastica e giovanissimi protagonisti, Laini Taylor ci parla di coraggio, amore e sacrificio, ma anche di odio, di paura e di inutili guerre. E lo fa con un linguaggio chiaro, semplice, ma estremamente appassionato e appassionante. I suoi personaggi sono così vivi che quasi schizzano fuori dalle pagine! È un libro che mi ha emozionato tantissimo, mi ha fatto sorridere, mi ha fatto piangere e poi ancora ridere di gusto, mi ha fatto odiare alcuni personaggi e poi mi ci ha fatto riflettere su. Ho davvero amato questo libro alla follia così come non succedeva da tempo (dai tempi di Harry Potter, azzarderei) e ne consiglio la lettura a tutti gli appassionati del genere fantasy, soprattutto ragazzi e ragazze.

La Musa degli Incubi

Il capitolo precedente della storia si era concluso con un finale da urlo: Lazlo ha scoperto di essere anche lui un dio dalla pelle blu, Sarai è caduta dalla fortezza trasformandosi in un fantasma e gli abitanti di Pianto hanno alla fine scoperto che la fortezza è ancora abitata dalla cosiddetta “feccia degli dei”. Minya sembra più che mai decisa ad impiegare anima, corpo e fantasmi nella realizzazione della propria vendetta e Lazlo verrà posto davanti ad una drammatica scelta: salvare la donna che ama o tutti gli altri? E a che prezzo?

Se pensavate che non fosse possibile amare di più la storia e i personaggi de Il Sognatore, bhe questo libro è qui per dimostrarvi che vi sbagliavate di grosso! Finalmente molti nodi vengono al pettine e tutti i misteri saranno svelati, tra cui anche l’antico nome di Pianto, cancellato per magia dalla memoria e dalla storia circa duecento anni prima degli avvenimenti narrati. L’evoluzione di tutti i personaggi viene portata a compimento, senza tralasciare alcun dettaglio e ricordando alcuni particolari, semmai il lettore li avesse dimenticati. Anche in questo, Laini Taylor si è dimostrata magistrale, non solo per la sua narrazione coinvolgente e ricca di dettagli, ma anche per l’attenzione al suo pubblico. Un’autrice fantasiosa e attenta, che ha portato una ventata di novità al genere, una vera e propria boccata d’aria fresca.

Evoluzione dei personaggi

L’evoluzione del personaggio che mi è piaciuta di più è sicuramente quella dell’alchimista Theon Nero, che finalmente riesce ad uscire dai suoi rigidi schemi. Alla fine riesce a rendersi conto che l’impostazione che gli è stata data, e che aveva continuato ad auto-imporsi nel corso degli anni, non lo rendeva veramente felice e che ciò gli ha fatto perdere davvero troppe occasioni nella vita. Ma avrà modo di recuperare il tempo perso.

Anche la tanto detestata Minya avrà dei risvolti molto interessanti per quanto riguarda il suo passato e il suo carattere così irruente. Legate a lei da un filo invisibile, come quello che tiene i suoi fantasmi, ci sono due nuovi personaggi, Kora e Nova: la loro storia sembra essere apparentemente secondaria, ma si rivelerà invece di fondamentale importanza!

E infine c’è la parte di storia dedicata a Sarai, quella più consistente e infatti il titolo del libro è dedicato proprio a lei. La ragazza dovrà affrontare la sua nuova condizione di fantasma, ma anche una nuova quotidianità con il ragazzo che ama, un eventuale incontro con suo padre nonché “il massacratore degli dei” e una nuova minaccia incombente… Capire gli altri, se stessa e il suo nuovo potere la spingerà oltre i propri limiti per dimostrare di voler essere una musa sì, ma dei sogni, non degli incubi.

Fan art

Citazioni

Leggeva mentre camminava. Leggeva mentre mangiava. Gli altri bibliotecari sospettavano che leggesse anche nel sonno, oppure che non dormisse affatto. Nelle occasioni in cui alzava davvero gli occhi dalla pagine, sembrava che si svegliasse da un sogno.

Non era né un alchimista, né un eroe. Era soltanto un bibliotecario, e un sognatore. Era un lettore e il misconosciuto esperto di una città perduta che non interessava più a nessuno.

«Tu sei un narratore. Sogna qualcosa di selvaggio e improbabile», lo implorò. «Qualcosa di bello e pieno di mostri». «Bello e pieno di mostri?». «Tutte le storie migliori li hanno.»

È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario.

C’era un uomo che amava la luna ma, ogni volta che tentava di abbracciarla, lei si frantumava in mille pezzi e lo lasciava fradicio, e con le braccia vuote. Sathaz aveva alla fine imparato che se entrava nello stagno e rimaneva immobile, la luna sarebbe andata da lui e lo avrebbe lasciato avvicinare. Soltanto avvicinare, senza mai toccarla. Lui non poteva toccarla senza mandarla in frantumi e così – come Lazlo aveva detto a Sarai – aveva fatto pace con l’impossibile. Prendeva quello che poteva avere.

La biblioteca conosce la sua stessa mente… Quando rapisce un bambino, glielo lasciamo tenere.

Ho trasformato i miei incubi in lucciole e li ho chiusi in un barattolo.

Non era la frustrazione che si prova al risveglio da un sogno dolce. Era la desolazione di aver trovato il luogo giusto, l’unico e il vero, e di aver sperimentato il primo inebriante sospiro di adeguatezza prima di venire strappati via e rigettati in una casuale, solitaria dispersione.

Si rese conto che per tutto quel tempo aveva visto il Massacratore degli Dèi come un eroe, non come un uomo, ma che gli eroi, qualsiasi altra cosa siano, sono anche uomini – e donne – e preda dei problemi umani come chiunque altro.

I desideri non si avverano. Sono soltanto il bersaglio che dipingi intorno a quello che vuoi. Il centro devi sempre colpirlo da sola.

Una falena di Sarai

L’autrice

Laini Taylor

Laini Taylor è nata nel 1971 a Chico, in California. Con la trilogia La chimera di Praga ha conquistato migliaia di lettori e convinto la critica più esigente, affermandosi come la più raffinata scrittrice fantasy adult americana. La Musa degli Incubi è il seguito de Il Sognatore (Fazi Editore, 2018), primo capitolo della dilogia. Laini Taylor vive a Portland, in Oregon, con il marito, l’illustratore Jim Di Bartolo, e la figlia Clementine.


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Stefania
In Approfondimenti/ Articoli

Nosferatu: una sinfonia di splendore attraverso i disegni di Paolo D’Onofrio

Nosferatu

Grazie alla Nicola Pesce Editore, ad agosto ho avuto il piacere di leggere questo splendido volume illustrato da Paolo D’Onofrio. La figura del vampiro ha sempre suscitato il mio interesse, dal Dracula di Bram Stoker al Lestat di Anne Rice, ma stavolta ho potuto approfondire Nosferatu, personaggio di cui non sapevo molto.


Scheda del libro

Nosferatu

Titolo: Nosferatu
Autore: Paolo D’Onofrio
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Dicembre 2018
Genere: Fumetto, Horror
Pagine: 79
Prezzo: Cartaceo 19,90€

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La figura del vampiro nella storia

Nel cinema il vampiro ha sempre avuto un rapporto molto particolare con la cinepresa, alla quale si è mostrato per quello che è, nelle sue innumerevoli sfaccettature. Ce lo illustra molto bene Ornella Balsamo del blog Horror Vacui, che nella prefazione di questo volume traccia un quadro schematico ma completo dell’evoluzione della figura del vampiro, dai romanzi di fine Ottocento alla cultura contemporanea.

I perni inorno ai quali girano queste rappresentazioni sono due: il libro Dracula di Bram Stoker (1897) e il film muto Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau (1922), considerato uno dei capisaldi del cinema horror ed espressionista, di cui consiglio la visione per poter apprezzare a pieno i disegni di questo fumetto.

Dracula
Copertina della prima edizione di Dracula di Bram Stoker (1897)

La storia di questi prodotti artistici eterogenei si intreccia in modo indissolubile quando, per il suo film, Murnau decise di ispirarsi liberamente al libro di Stoker, modificando titolo, luoghi e nomi dei personaggi. Ecco allora che il Conte Vlad diventa il Conte Olok, che Van Helsing diventa il professor Bulwer e Mina diventa Ellen, tanto per citare i più importanti. Tuttavia, il regista fu comunque denunciato dagli eredi di Stoker e perse la causa mandando sul lastrico la casa di produzione del film, la Prana-Film che era stata creata ad hoc per il lancio della pellicola. Oltre al pagamento del contenzioso sui diritti d’autore, il film venne anche condannato alla cosiddetta “damnatio memoriae“, con la distruzione di tutte le copie fisiche della pellicola. Ma per fortuna una copia è arrivata fino ai giorni nostri, salvata illegalmente dal regista.

Nosferatu
Una pellicola che sembra dannata quanto il suo protagonista.

Ma dove finisce Dracula e inizia Nosferatu?

Tra il libro e la pellicola, ci sono in realtà parecchie differenze. Partiamo proprio con la figura del Conte Olok il cui nome, Nosferatu, significa “non spirato” o anche “portatore di peste” proprio come la malattia che porta con se sulla nave assieme ai topi, contrariamente al libro. Ellen viene elevata fin da subito al ruolo di moglie e la storia di Lucy non viene lontanamente accennata. Ma la pellicola di Murnau risente soprattutto del suo tempo: la guerra, la paura dell’invasore straniero e un certo antisemitismo che si concentra nella rappresentazione del Conte Olok come caricatura estrema di peculiarità fisiche tipiche degli ebrei (come ad esempio un grosso naso acquilino). Totalmente assente è invece l’aspetto sessuale che ruota intorno alla figura del vampiro, su cui pone invece l’accento il Dracula di Stoker, con il suo aspetto affascinante e le sue numerose mogli. Nosferatu è invece calvo, curvo, con occhiaie profonde e denti aguzzi, non ha consorte e, anzi, la solitudine sembra essergli preziosa: per tutte queste caratteristiche, il personaggio è diventato uno dei più iconici della cultura dell’orrore, così terrificante che difficilmente riuscirete a sbarazzarvi della sua visione!

Cardine di tutta la storia diventa Ellen, l’eroina che compie il sacrificio finale attirando il vampiro con il proprio sangue e distraendolo per tutta la notte, fino al primo canto del gallo e al sorgere del sole, letale per i vampiri e anche per il mitico Nosferatu. Il vampiro in grado di trasformarsi in qualsiasi cosa, rappresenta il male dilagante nel suo aspetto più insidioso, sconfitto solo dall’amore: ad esso si abbandona nel Dracula di Stoker e sempre dall’amore viene ingannato nel Nosferatu di Murnau.

Nosferatu
La celebre ombra di Nosferatu nel film di Murnau.

I disegni

Le tavole di questo volume, con cui Paolo D’Onofrio ha esordito come fumettista, rappresentano scena per scena il film del 1922, didascalie incluse. Il gioco di luci e ombre realizzato da Murnau con la pellicola e gli effetti anche difficili da realizzare per quegli anni (come le dissolvenze) sono ben resi dal disegnatore, che sceglie di rielaborare il montaggio sincopato del regista attraverso l’alternanza di un tratto leggermente abbozzato e di uno più marcato. I protagonisti sono immortalati nei loro tratti distintivi ed è onnipresente l’ombra, quella di Nosferatu, nelle scene più iconiche ma anche in quelle meno conosciute, sempre con il tocco personale dell’autore.

Il volume pubblicato dalla NPE, in una splendida edizione cartonata, è impreziosito da numerosi dettagli, come il lettering tipico delle pellicole mute e una carta color seppia ingiallita e invecchiata ad hoc, che sembra essere giunta a noi direttamente dalla Transilvania! Ne consiglio l’acquisto agli amanti dei fumetti e a tutti gli appassionati del genere horror che abbiano voglia di approfondire la storia dei vampiri e il personaggio di Nosferatu. Consiglio vivamente anche la visione del film di Murnau, obbligatoria se volete gustare a pieno i disegni di questo volume! Potete guardare il film completo su YouTube cliccando qui (legalmente perché stavolta i diritti d’autore sono decaduti!)

Nosferatu

Nosferatu

Non pronunciatelo mai forte.
La sua figura si insinua nelle strade,
tra geometrie di costruzioni fredde e desolanti,
in cerca di una cosa sola: sangue.
È come una lenta minaccia fiorita dal buio,
trascinata dalle acque, trasformata in un morbo… la peste!
Una presenza infestante nella vita di Hutter,
un’ombra che si allunga fino alla sua adorata Ellen.
Non pronunciatelo, Nosferatu.
Non pronunciatelo mai forte.

L’ombra di Nosferatu, dal cinema degli anni Venti si è allungata fino al fumetto contemporaneo, facendo così diventare il vampiro veramente immortale! 


L’autore

Paolo D’Onofrio vive a Cassino, dove ha frequentato i primi corsi sui linguaggi del fumetto e sul disegno. Stimolato da alcune letture di estetica, si laurea in filosofia. Negli ultimi anni lavora ad una ricerca espressiva tra segno grafico e letteratura. Si avvicina così al minimalismo, espandendo le proprie possibilità espressive, mentre lavora a progetti di design. Ha stretto collaborazioni come disegnatore freelance per storie brevi e per il web (e-book). Affascinato da sempre dai personaggi dei fumetti, ha da sempre coltivato il sogno di lavorare per la nona delle arti. Nosferatu è la sua prima opera edita in Italia.


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Stefania
In Approfondimenti/ Articoli

Gli Incubi di H. P. Lovecraft prendono vita nei disegni di Michele Penco

Incubi

Incubi di Michele Penco.

Come riporta il vocabolario Treccani, l’incubo può essere inteso sia come un sogno spaventoso e terrificante, particolarmente intenso, caratterizzato da sensazioni negative, sia come un essere demoniaco o un genio malefico che opprime la persona nel sonno, dandole un senso di soffocamento e congiungendosi carnalmente con lei. E tu, sei pronto ad affrontare i tuoi incubi?


Scheda del libro

Titolo: Incubi
Autore: Michele Penco
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Aprile 2019
Genere: Graphic novel, Horror
Pagine: 80
Prezzo: Cartaceo 19,90€

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Il terrore cosmico di H. P. Lovecraft

Howard Phillips Lovecraft, meglio conosciuto come H. P. Lovecraft (1890-1937), scrittore, poeta, saggista nonché critico letterario statunitense, insieme ad Edgar Allan Poe è oggi universalmente riconosciuto come uno dei maggiori scrittori di letteratura horror. E “universalmente” non vuole essere un termine casuale perché un altro dei grandi meriti dello scrittore è anche quello di aver concepito la filosofia letteraria del cosmicismo o terrore cosmico. Secondo i principi di questa filosofia, l’uomo rappresenta una presenza insignificante nell’universo ed è destinato a scomparire da un momento all’altro, senza essere neppure notato. Gli esseri umani sono visti come una specie senza scopo alcuno e dall’indole arrogante, che si illude di avere un ruolo di spicco nello schema dell’universo. Una concezione, questa, che ha parecchi punti di contatto con il nichilismo, ma con la sostanziale differenza che l’accento viene posto sull’insignificanza piuttosto che sulla mancanza di significato.

Con questa terrificante filosofia, Lovecraft è conosciuto per le sue opere caratterizzate da una brillante commistione tra fantasy, fantascienza e horror. Queste sono state fonte d’ispirazione per artisti di tutto il mondo, dalla letteratura al cinema e alla musica. Come non citare John Carpenter tra i registi (HalloweenFogLa cosa) e Alberto Breccia per il mondo del fumetto, con le sue storie ispirate a I Miti di Cthulhu.

Gli Incubi di Michele Penco

Proprio all’interno di quest’ultima categoria rientra Incubi, la graphic novel di Michele Penco realizzata in puro stile lovecraftiano e pubblicata dalla Edizioni NPE nell’aprile del 2019. Lo splendido volume cartonato ospita una piccola introduzione a cura di Patricio Valladares, regista e sceneggiatore cileno, e quattro storie brevi realizzate con tecnica mista (in bianco e nero, a china e pennello e anche a trattopen).

Mossi da un sentimento perenne di terrore e angoscia, faremo la conoscenza di un pittore impegnato nella realizzazione del proprio Autoritratto, un viaggiatore che si ritrova per caso in una Città sull’oceano, troveremo per caso una fotografia con un Modello davvero fuori dal comune e infine ci ritroveremo a pensare all’orribile Essere del sogno dell’ultimo protagonista.

Il tratto dell’autore è sempre estremamente evocativo e molto preciso: gli esseri, i personaggi e le atmosfere sembrano davvero provenire da terribili incubi fin troppo realistici. Se sei un amante del genere non puoi lasciarti sfuggire questo volume, ma ti consiglio di non leggerlo a tarda notte. Non si sa mai…


L’autore

Michele Penco

Michele Penco nasce a Pisa nel 1982. Si forma artisticamente disegnando dal vero, frequentando un corso di disegno tenuto da Gipi, tra i più grandi autori della storia recente del fumetto italiano. Ha disegnato per Lo Scarabeo Editore di Torino due mazzi di tarocchi, di cui uno ispirato al mondo di Lovecraft, e illustrato due libri per Purple Press. Incubi (2009), il suo primo libro come autore unico, viene pubblicato per la prima volta da Associazione Culturale Double Shot: in pochi mesi la tiratura è esaurita, ricevendo numerosi riconoscimenti da parte della critica e del pubblico. Seguirà l’anno dopo, per lo stesso editore, Racconti Azzurri, una raccolta di storie brevi che bisserà il successo della sua opera prima. Artista a tutto tondo, dal tratto meticoloso e naturalistico, oltre ad essere autore di fumetti è prima ancora pittore e illustratore, riuscendo a padroneggiare i pennelli con la delicatezza dei grandi maestri e una freschezza unica nel suo genere.


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Stefania
In Guide/ Social media

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica

aumentare i followers su instagram

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica.

Instagram è un social network che negli ultimi anni sta crescendo tantissimo. Con il numero di utenti e di contenuti, aumentano anche le possibilità di guadagno. Ma come fare per emergere e farsi notare tra la miriade di account apparentemente tutti uguali?

In questa guida troverai 10 consigli utili ed affidabili, che personalmente utilizzo sul mio profilo (@elvenlibrary), per aumentare i followers su Instagram in maniera organica.

Ma cosa si intende per crescita organica? La crescita organica di un profilo su un social network consiste in una crescita di tipo numerico che avviene in modo sano, senza l’utilizzo di scorciatoie (bot e follow/unfollow per intenderci). In questo modo, i followers guadagnati saranno utenti reali e attivi, interessati ai contenuti pubblicati e che interagiranno con essi portando a un’ulteriore crescita futura.

Come faccio ad avviare questo tipo di crescita? Sarò subito molto chiara: non esiste un’unica ricetta che vada bene per tutti e soprattutto diffidate sempre da coloro che vi promettono numeri da capogiro in poco tempo (ovviamente a pagamento). Impegno, costanza e qualità dei contenuti sono un must, ma oltre a questo c’è tanto altro su cui riflettere e lavorare.

Vediamo quindi insieme 10 metodi affidabili che ho individuato e che personalmente utilizzo per crescere su Instagram in maniera organica.


1. Organizzazione e pianificazione

Se porti avanti un progetto sul web utilizzando anche Instagram, oppure stai pensando di farlo, tieni presente che l’organizzazione e la pianificazione sono dei fattori importantissimi. Prima di tutto devi scegliere il settore di riferimento, la tua nicchia, e identificare il pubblico a cui ti rivolgerai, cioè le persone, studiandone i bisogni e indovinandone i desideri.

Di cosa vuoi parlare? Che cosa vuoi offrire?
A quali persone vuoi rivolgerti (genere, età, luogo)?
A cosa sono interessate quelle persone? In che modo tu puoi essergli utile?

Una volta che avrai risposto a tutte queste domande, potrai iniziare a realizzare un piano editoriale, cioè la programmazione dei contenuti che pubblicherai nel tempo. Un’ottima strategia è quella di adottare un piano editoriale generale mensile e al suo interno piccoli piani editoriali settimanali: post diversi per tipologia in base al giorno della settimana, rubriche mensili o settimanali, come ad esempio booktag, bookhaul, TBR, ecc. nel caso di un profilo dedicato ai libri.

2. Utilizzare tutti gli strumenti a disposizione

Instagram mette a disposizione dei propri utenti diversi strumenti per poter comunicare principalmente con un pubblico giovane e dinamico. Tra questi, quello di maggior immediatezza e impatto, che purtroppo in molti trascurano, sono le storie: utilizzarle quotidianamente, inserendo domande, adesivi cliccabili e informazioni utili, aiuterà a creare fidelizzazione, aspettativa e partecipazione tra i followers.

Molto utile è anche il passaggio all’account aziendale: passando da un profilo di tipo personale a un profilo aziendale, potrai beneficiare di numerosi vantaggi tra cui i pulsanti “Email”, “Chiama” e “Indirizzo”, nel tuo profilo, e l’accesso ai famosi Insight, i dati statistici relativi alla nostra attività sul social network e al nostro bacino di utenza.

3. Analisi degli Insight

Analizzare periodicamente i dati statistici del tuo profilo ti aiuterà a capire meglio il pubblico al quale ti stai rivolgendo: quali sono gli orari e i giorni di maggior affluenza, il genere, l’età, il paese di provenienza, i post più apprezzati e quelli meno interessanti. In questo modo avrai la possibilità di tenere sotto controllo il pubblico,  estremamente volubile nel tempo, e di migliorare i contenuti futuri in base anche alle preferenze dei followers.

Per esempio, parleresti di romanzi rosa ad un pubblico prettamente maschile di un età compresa tra i 55-64 anni? Magari utilizzando emoji floreali e cuoricini rosa? Se l’obiettivo è quello di distruggere il profilo, allora la risposta è ovviamente sì.

4. Scattare belle foto

Instagram è il social network fotografico per eccellenza. Di conseguenza le foto pubblicate dovrebbero essere particolarmente belle e accattivanti o almeno decenti. Da evitare assolutamente foto e immagini prese da Internet. Perché una persona dovrebbe seguire il tuo profilo se al suo interno trova le stesse foto che troverebbe anche su Google?

Non occorre però avere una macchina fotografica professionale, basta un semplice smartphone e prestare attenzione ad alcune variabili: luci e ombre, colori, sfondo e composizione.

Di vitale importanza per avere successo è trovare il proprio stile: uno specifico angolo di visuale, un stesso filtro, una cornice colorata. In questo modo creerai un feed armonico e le tue foto saranno immediatamente riconoscibili.

Un ultimo consiglio: evita la firma sulle foto, perché da fastidio e può essere eliminata in ogni caso.

5. Contenuti interessanti

Non tutti leggono le cosiddette caption, cioè le didascalie delle foto, ma questo non vuol dire che puoi trascurarle. Delle caption brevi e interessanti, graficamente ordinate e rilassanti per l’occhio, suddivise ad esempio in piccoli paragrafi, possono fare la differenza.

6. Attenzione alla lingua

Questa attenzione non riguarda solo l’uso della corretta grammatica e ortografia, ma anche la scelta della lingua. Se ti rivolgi ad un pubblico italiano, sarebbe bene scegliere la maggior parte degli hashtag in italiano e scrivere bio del profilo e caption delle foto nella stessa lingua. Diversamente, se ti senti in grado di ampliare il tuo pubblico, potresti fare un mix sintetico di italiano e inglese.

7. Cura dei dettagli

Perché le persone dovrebbero seguirti?
Qual è il tuo tratto distintivo? Cosa ti distingue dalla massa?

Di solito tutti puntano sui propri pregi e qualità, ma sarebbe bene prestare attenzione anche ai difetti e a tutti quei tratti distintivi e peculiari che ti rendono diverso da tanti profili tutti uguali. Approfondire un argomento specifico di una determinata nicchia e rapportarsi con i followers come persone e non numeri, potrebbe essere già un buon inizio, che spingerà in futuro le persone a tornare sul tuo profilo e a interagire con i tuoi contenuti.

La cura dei dettagli è importantissima: feed ordinato, caption sintetiche, foto profilo ben visibile, bio simpatica ma sintetica, storie in evidenza ordinate e con copertine uguali, la presenza di almeno un pulsante per le Email. Questi sono tutti segnali di un profilo curato e aggiornato che salteranno subito all’occhio delle persone e di eventuali aziende interessate a una collaborazione.

8. Fare community

Per avere successo sui social, bisogna davvero essere social! Questo vuol dire anche entrare nell’ottica del dare e non solo del ricevere.

Perché dovresti ottenere followers dal nulla se tu per primo non ti interessi agli altri profili?
Perché dovresti volere like e commenti come se piovesse se tu per primo non ne lasci mai?

Spulciare i profili simili tuo, appartenenti alla tua stessa nicchia, e lasciare like e commenti rappresenta un doppio vantaggio: da un lato ti fai conoscere e interagisci, dall’altro lato permetti all’algoritmo di Instagram di capire quali profili ti interessano e a quali profili puoi interessare tu. In pratica, targettizzi il profilo.

Del resto, non si tratta del tuo profilo personale e talvolta bisogna anche “sforzarsi” e lasciare qualche like e commento in più, sempre coerenti e attinenti con i contenuti degli altri. Da evitare assolutamente frasi preimpostate del tipo “Ehi bella foto” o messaggi in Direct come “Complimenti, bel profilo! Ti va se ci seguiamo a vicenda?”. In questo modo otterrai l’effetto opposto e magari anche una segnalazione per spam, garantito.

9. Collegare il profilo ad altri account

Collegare il profilo Instagram ad altri account social come Facebook e Twitter non è indispensabile, ma di certo potrà aiutarti ad ampliare il tuo pubblico, soprattutto all’inizio.

10. Evitare scorciatoie

Scorciatoie e trucchetti come il famoso follow/unfollow, l’utilizzo di bot o entrare a far parte dei cosiddetti Instagram Pods (gruppi di scambio like e follow), non solo non ti sarà di alcun aiuto sul lungo periodo, ma anzi potrebbe danneggiarti.

Senza contare le ovvie motivazioni di tipo etico, i rischi principali sono un drastico calo dell’ER (Engagement Rate, tasso di coinvolgimento) se non addirittura lo shadowban.


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Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica
In Guide

2 app per ricevere buoni Amazon gratis

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Oggi voglio suggerirvi due utilissime applicazioni per riscattare buoni Amazon gratis, che personalmente utilizzo per leggere gratuitamente. Esistono tantissime applicazioni di questo tipo, ma credo che le seguenti siano le più affidabili e oneste in termini di guadagno effettivo. Si tratta di applicazioni molto utili per tutti coloro che trascorrono tanto tempo sui social, per lavoro o per semplice divertimento. È possibile così monetizzare questo tempo trasformandolo in crediti virtuali da convertire poi in buoni e ricariche telefoniche.


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La prima app è anche la più famosa: Friendz è una startup italiana fondata nel 2016 da un gruppo di studenti. L’obiettivo è quello di risolvere uno dei problemi principali per le aziende, ovvero quello di mettere in contatto i brand con i clienti. Tramite il cosiddetto influence marketing tutti possono creare contenuti e diventare veri e propri ambassador di un marchio, generando un “guadagno” per entrambe le parti. 

Per iniziare a guadagnare crediti, basta scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegarsi con i propri account Facebook e Instagram. Una volta scaricata l’app, puoi inserire il mio codice amico e guadagnare 100 crediti extrastefaniapadmecaliendo467324

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Nella home dell’app saranno visibili le cosiddette Campagne, ovvero le missioni di volta in volta disponibili. Cliccando su quella di tuo interesse, potrai leggerne le regole, visualizzare delle foto di esempio e ovviamente partecipare.

Nella pagina dedicata al nostro Profilo è possibile visualizzare alcune informazioni personali, le campagne a cui abbiamo partecipato (ma è possibile anche renderle private), il numero di Crediti raccolti e i Trofei che abbiamo guadagnato. Le Stelline possono essere assegnate dagli altri membri della community quando apprezzano una foto. La Qualità è invece assegnata dal team di Friendz a ogni foto con cui si partecipa a una determinata campagna. Raggiungendo il livello 5 vincerai un apposito trofeo e la schermata del profilo diventerà color arcobaleno.

Friendz
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Le campagne possono essere di diverso tipo:
– Fun, prettamente fotografiche;
– Brand, promosse appunto dai brand e con un numero di crediti di solito più alto;
– Boost, di solito prevedono di compiere un’azione come mettere mi piace, condividere un video o una storia;
– Survey, le campagne questionario;
– Special, campagne speciali attivate in occasioni particolari.

Nell’apposita sezione dell’app è possibile convertire i crediti guadagnati in buoni spendibili in negozio e su diverse piattaforme online. In linea di massima, 900 crediti corrispondono a 5€, ma più si risparmia più il cambio diventa conveniente e 45€ corrisponderanno a 5800 crediti invece che 8100. È possibile anche convertire i crediti in Friendz Coin e ottenere delle agevolazioni come lo sblocco anticipato di una campagna o la prenotazione di un posto.

Friendz
Friendz

Per ulteriori informazioni su Friendz e sul suo funzionamento, ti rimando all’apposita sezione che puoi trovare sul sito ufficiale.


LovBY

La seconda applicazione che utilizzo è molto simile alla prima, ma con delle piccole differenze. Anche LovBY è una piattaforma italiana di influence marketing nata nel 2016 per mettere in contatto aziende e creatori di contenuti, trasformando concretamente in denaro il tempo che passiamo sui social.

Come per Friendz, anche in questo caso basterà scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegare i propri account Facebook e Instagram, ma anche Twitter e Youtube. Inserendo il mio codice amico in fase di registrazione potrai ottenere subito 40 crediti2a3qc

Scarica dal Play Store
Scarica da App Store

Nella home sono presenti tutte le missioni che è possibile svolgere, diverse per tipologia e dal numero di crediti variabile. Le più importanti sono le Training Mission che vanno a costituire il nostro curriculum da brand lover, visualizzabile all’interno del profilo. Questa è la sezione sulla quale i brand fanno affidamento per decidere a chi affidare le campagne future, in base alla qualità delle foto e alla capacità di fare un minimo storytelling. Inoltre, per ogni Training Mission c’è la possibilità di guadagnare crediti extra: il martedì e il giovedì sul gruppo Facebook di LovBY viene organizzata una premiazione con 1°, 2° e 3° posto sul podio più alcuni premi di consolazione.

LovBY
LovBY

Molto simpatica la presenza di numerosi Trofei da sbloccare, suddivisi per categoria, che offrono anche un premio in Lovies, cioè crediti da convertire in buoni: 1€ corrisponde a 125 lovies.

Nella sezione dedicata alla conversione dei crediti in buoni, ci sono tantissime opzioni tra cui scegliere: ricariche telefoniche, buoni utilizzabili sia nei negozi fisici che sui relativi store online (Coin, Zara, Feltrinelli, Mondadori, Zalando, Chicco e tantissimi altri). Ma il più ambito è sicuramente il buono Amazon digitale con importo a scelta da 1€ a 500€.

LovBY
LovBY

Queste app funzionano davvero?

Utilizzo queste due applicazioni ormai da qualche mese e posso affermare che, se il tempo che passi sui social è tanto, se hai tanti amici/followers e sei abbastanza bravo a scattare foto, le ricompense sono reali e anche abbastanza soddisfacenti.

In questi mesi sono riuscita ad acquistare diversi libri, un cd, un film in blu-ray e una cassa bluetooth, utilizzando solo i buoni e aggiungendoci al massimo qualche euro quando ad esempio generavo un buono da 15€ per un importo da 17€. Un esempio concreto? L’ultimo libro che ho acquistato, La Corte di Nebbia e Furia, l’ho pagato solo 0.21 centesimi.

Ma non è tutto: sempre più aziende ormai iniziano ad accettare pagamenti tramite i cosiddetti wallet elettronici, come quelli Apple o Samsung e anche l’Amazon Pay. Si tratta di un vero e proprio portafoglio digitale che consiste nel nostro saldo Amazon, ricaricabile tramite carta, sportelli SisalPay e buoni regalo, per l’appunto. Un esempio è il sito di Trenitalia sul quale si possono acquistare biglietti del treno usufruendo dei buoni regalo guadagnati. Comodo, no?

La Corte di Nebbia e Furia a 0.21 centesimi
Trenitalia con Amazon Pay

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Stefania
In Articoli/ Recensioni

Recensione: The Black Cat di Edgar Allan Poe illustrato da Nino Cammarata

The Black Cat

The Black Cat è una delle ultimissime uscite della NPE, la casa editrice del fumetto d’autore di cui ultimamente sto scoprendo il catalogo ricco e variegato. Stavolta ho particolarmente apprezzato questa graphic novel ad opera di Nino Cammarata, adattamento di un celebre racconto di Edgar Allan Poe.


Scheda del libro

The Black Cat

Titolo: The Black Cat
Autore: Nino Cammarata
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Giugno 2019
Genere: Graphic novel, Horror
Pagine: 96
Prezzo: Cartaceo 19,90€

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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Il racconto di Edgar Allan Poe

Il gatto nero è uno dei più celebri racconti di Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849), pubblicato per la prima volta nel 1843 sul The Sunday Even Post. Come spesso accade nella produzione dell’autore, anche in questo racconto le vicende sono narrate dal punto di vista dell’assassino, in una sorta di confessione prima della condanna a morte. L’uomo, pur sapendo che non verrà mai creduto, decide di alleggerirsi la coscienza raccontando una serie di “eventi domestici” che lo hanno terrorizzato, torturato e distrutto, portandolo a compiere i gesti disumani per i quali è stato condannato.

Il protagonista inizia il suo racconto partendo dalla propria infanzia e affermando di aver sempre avuto una grande passione per gli animali, fin da bambino. Passione condivisa poi anche dalla moglie, la quale era solita recuperane di tutti i tipi: uccelli, pesci, conigli, cani e un gatto nero di nome Pluto.  Inizialmente felice e affabile, il comportamento del protagonista inizierà a mutare ritrovandosi ad affogare nell’oscura spirale dell’abuso di alcol.

Temi trattati

L’intero racconto si configura come una metafora del senso di colpa, ma tratta anche di temi quali la solitudine e il femminicidio, sempre tristemente attuali. Anche qui, proprio come nel racconto originale, troviamo sparpagliati qua e la stralci della sfortunata biografia di Poe: l’assenza della madre, il distacco del padre, la condanna nell’alcol e il destino avverso.

Considerato come il titano iniziatico della letteratura gotica, del terrore, dell’inverosimile e, per alcuni, anche della psicoanalisi (essendo nato prima di Freud), Edgar Allan Poe non aveva filtri con i suoi lettori, proprio come la mente umana non ha filtri con noi stessi. La sua prosa è puro realismo psichico e onirico, e attraverso di essa egli racconta la psiche umana nelle sue mostruose fragilità e nella sua potenza di libero arbitrio.

I disegni di Nino Cammarata

Indubbiamente, occorre una certa abilità nel saper riprodurre, soprattutto nel formato del fumetto, l’aspetto introspettivo psicologico tipico delle opere di Poe. Ma credo che Nino Cammarata ne sia stato perfettamente all’altezza, confezionando un’opera grafica realizzata con un’attenzione minuziosa ai dettagli, arricchita da uno straordinario lettering e da una palette di colori tetra ma al contempo estremamente vivida, tipica del maestro dell’horror.

Consiglio questo volume sia ai fan dell’autore, sia a chi si avvicina per la prima volta ai suoi racconti: vi ritroverete in ogni caso con un gioiellino tra le mani e la voglia di leggere altri racconti di Edgar Allan Poe.


L’autore

Nino Cammarata

Nino Cammarata, classe 1983, è un artista, illustratore e visual designer siciliano. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte ed una breve parentesi all’Accademia di Belle Arti di Catania lascia gli studi per dedicarsi alla pittura e parallelamente inizia il lavoro di grafico in tipografia. Intorno al 2009, completamente da autodidatta, muove i primi passi nell’editoria disegnando le prime copertine di libri per piccoli editori. Nel 2017 l’editore inglese SST Publications pubblica la sua graphic novel The Black Cat, adattamento del celebre racconto di Edgar Allan Poe. Dallo stesso anno collabora attivamente con Edizioni NPE come colorista, illustratore di numerose copertine e disegnatore e autore di graphic novel. In questi anni, oltre a realizzare svariate copertine di libri per editori italiani ed esteri, ha curato l’artwork delle copertine dei dischi di artisti del panorama musicale nazionale e internazionale. Nino è anche pittore: dipinge da quasi vent’anni e le sue opere sono state acquistate da collezionisti privati di tutto il mondo.


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Stefania