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Viaggio nella sognante dilogia di Laini Taylor

Dilogia Laini Taylor

Dilogia Laini Taylor.

Sul vecchio blog avevo scritto due recensioni separate per questi libri, ovviamente con il massimo dei voti. Ora ho pensato di unire entrambe in un unico articolo che renda omaggio a quello che considero un vero e proprio capolavoro del genere!


Schede dei libri

Il Sognatore

Titolo: Il Sognatore
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Prima pubblicazione: Luglio 2018
Genere: Fantasy, Young adult
Pagine: 524
Prezzo: Cartaceo 14.50€ | eBook 6.99€

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La Musa degli Incubi

Titolo: La Musa degli Incubi
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Prima pubblicazione: Febbraio 2019
Genere: Fantasy, Young adult
Pagine: 523
Prezzo: Cartaceo 15€ | eBook 7.99€

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Il Sognatore

Questo è stato il primo libro che io abbia mai letto di Laini Taylor ed è stata una piacevole scoperta. Dopo l’enorme successo già riscosso all’estero, il libro è stato a lungo atteso anche sul mercato italiano e subito dopo l’uscita ho iniziato a vederlo praticamente ovunque. Decisa a fidarmi delle recensioni positive e ottimistiche degli altri book blogger che seguo, ho acquistato e letto questo libro verso la fine del 2018 e mai decisione è stata più saggia perché in questo modo l’attesa del seguito è stata notevolmente ridotta.

Brevemente e senza anticipare niente a chi non ha ancora letto il libro, vorrei spendere due parole sulla trama. Lazlo è un timido e impacciato bibliotecario della città di Zosma. Il suo cognome è Strange perché è un orfano ed è stato cresciuto dai monaci che lo hanno soprannominato “il sognatore” a causa della sua passione per le storie e le fiabe, nonché per la sua testa perennemente tra le nuvole. Sua nemesi è l’alchimista Theon Nero, il figlioccio d’oro, il prediletto della regina. Ma tra i sogni di Lazlo la fama e gli onori non sono contemplati. Il suo più grande sogno è visitare la leggendaria e misteriosa città di Pianto, il cui vero nome è stato cancellato per magia circa duecento anni prima e dove ancora riecheggia la fama dei guerrieri Tizerkane. Incredibilmente, quando il cosiddetto Massacratore degli Dèi giunge a Zosma proprio da Pianto, a Lazlo verrà presentata l’occasione della vita. Chi sono i Mesarthim? E i serafini? C’è un modo per lavorare il misterioso metallo blu chiamato “mesarzio”? Ma soprattutto, chi è davvero Lazlo Strange?

Temi trattati e parere personale

Quello che mi ha subito colpito è stato lo stile della Taylor, così vivo, colorato e mai banale, assolutamente innovativo rispetto al piattume che siamo ormai abituati a vedere in giro, almeno in questo genere. Le descrizioni sono ricchissime di dettagli, sia per quanto riguarda le ambientazioni orientaleggianti e magiche, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, così diversi tra loro eppure tutti così veri, con la propria personalità, i propri sogni e le proprie paure. La storia di fondo poi è estremamente originale, ricca di sottotrame e vicende parallele, ma nulla viene lasciato al caso e alla fine tutti i fili andranno a ricongiungersi, in un finale da far girare la testa.

Attraverso una storia fantastica e giovanissimi protagonisti, Laini Taylor ci parla di coraggio, amore e sacrificio, ma anche di odio, di paura e di inutili guerre. E lo fa con un linguaggio chiaro, semplice, ma estremamente appassionato e appassionante. I suoi personaggi sono così vivi che quasi schizzano fuori dalle pagine! È un libro che mi ha emozionato tantissimo, mi ha fatto sorridere, mi ha fatto piangere e poi ancora ridere di gusto, mi ha fatto odiare alcuni personaggi e poi mi ci ha fatto riflettere su. Ho davvero amato questo libro alla follia così come non succedeva da tempo (dai tempi di Harry Potter, azzarderei) e ne consiglio la lettura a tutti gli appassionati del genere fantasy, soprattutto ragazzi e ragazze.

La Musa degli Incubi

Il capitolo precedente della storia si era concluso con un finale da urlo: Lazlo ha scoperto di essere anche lui un dio dalla pelle blu, Sarai è caduta dalla fortezza trasformandosi in un fantasma e gli abitanti di Pianto hanno alla fine scoperto che la fortezza è ancora abitata dalla cosiddetta “feccia degli dei”. Minya sembra più che mai decisa ad impiegare anima, corpo e fantasmi nella realizzazione della propria vendetta e Lazlo verrà posto davanti ad una drammatica scelta: salvare la donna che ama o tutti gli altri? E a che prezzo?

Se pensavate che non fosse possibile amare di più la storia e i personaggi de Il Sognatore, bhe questo libro è qui per dimostrarvi che vi sbagliavate di grosso! Finalmente molti nodi vengono al pettine e tutti i misteri saranno svelati, tra cui anche l’antico nome di Pianto, cancellato per magia dalla memoria e dalla storia circa duecento anni prima degli avvenimenti narrati. L’evoluzione di tutti i personaggi viene portata a compimento, senza tralasciare alcun dettaglio e ricordando alcuni particolari, semmai il lettore li avesse dimenticati. Anche in questo, Laini Taylor si è dimostrata magistrale, non solo per la sua narrazione coinvolgente e ricca di dettagli, ma anche per l’attenzione al suo pubblico. Un’autrice fantasiosa e attenta, che ha portato una ventata di novità al genere, una vera e propria boccata d’aria fresca.

Evoluzione dei personaggi

L’evoluzione del personaggio che mi è piaciuta di più è sicuramente quella dell’alchimista Theon Nero, che finalmente riesce ad uscire dai suoi rigidi schemi. Alla fine riesce a rendersi conto che l’impostazione che gli è stata data, e che aveva continuato ad auto-imporsi nel corso degli anni, non lo rendeva veramente felice e che ciò gli ha fatto perdere davvero troppe occasioni nella vita. Ma avrà modo di recuperare il tempo perso.

Anche la tanto detestata Minya avrà dei risvolti molto interessanti per quanto riguarda il suo passato e il suo carattere così irruente. Legate a lei da un filo invisibile, come quello che tiene i suoi fantasmi, ci sono due nuovi personaggi, Kora e Nova: la loro storia sembra essere apparentemente secondaria, ma si rivelerà invece di fondamentale importanza!

E infine c’è la parte di storia dedicata a Sarai, quella più consistente e infatti il titolo del libro è dedicato proprio a lei. La ragazza dovrà affrontare la sua nuova condizione di fantasma, ma anche una nuova quotidianità con il ragazzo che ama, un eventuale incontro con suo padre nonché “il massacratore degli dei” e una nuova minaccia incombente… Capire gli altri, se stessa e il suo nuovo potere la spingerà oltre i propri limiti per dimostrare di voler essere una musa sì, ma dei sogni, non degli incubi.

Fan art

Citazioni

Leggeva mentre camminava. Leggeva mentre mangiava. Gli altri bibliotecari sospettavano che leggesse anche nel sonno, oppure che non dormisse affatto. Nelle occasioni in cui alzava davvero gli occhi dalla pagine, sembrava che si svegliasse da un sogno.

Non era né un alchimista, né un eroe. Era soltanto un bibliotecario, e un sognatore. Era un lettore e il misconosciuto esperto di una città perduta che non interessava più a nessuno.

«Tu sei un narratore. Sogna qualcosa di selvaggio e improbabile», lo implorò. «Qualcosa di bello e pieno di mostri». «Bello e pieno di mostri?». «Tutte le storie migliori li hanno.»

È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario.

C’era un uomo che amava la luna ma, ogni volta che tentava di abbracciarla, lei si frantumava in mille pezzi e lo lasciava fradicio, e con le braccia vuote. Sathaz aveva alla fine imparato che se entrava nello stagno e rimaneva immobile, la luna sarebbe andata da lui e lo avrebbe lasciato avvicinare. Soltanto avvicinare, senza mai toccarla. Lui non poteva toccarla senza mandarla in frantumi e così – come Lazlo aveva detto a Sarai – aveva fatto pace con l’impossibile. Prendeva quello che poteva avere.

La biblioteca conosce la sua stessa mente… Quando rapisce un bambino, glielo lasciamo tenere.

Ho trasformato i miei incubi in lucciole e li ho chiusi in un barattolo.

Non era la frustrazione che si prova al risveglio da un sogno dolce. Era la desolazione di aver trovato il luogo giusto, l’unico e il vero, e di aver sperimentato il primo inebriante sospiro di adeguatezza prima di venire strappati via e rigettati in una casuale, solitaria dispersione.

Si rese conto che per tutto quel tempo aveva visto il Massacratore degli Dèi come un eroe, non come un uomo, ma che gli eroi, qualsiasi altra cosa siano, sono anche uomini – e donne – e preda dei problemi umani come chiunque altro.

I desideri non si avverano. Sono soltanto il bersaglio che dipingi intorno a quello che vuoi. Il centro devi sempre colpirlo da sola.

Una falena di Sarai

L’autrice

Laini Taylor

Laini Taylor è nata nel 1971 a Chico, in California. Con la trilogia La chimera di Praga ha conquistato migliaia di lettori e convinto la critica più esigente, affermandosi come la più raffinata scrittrice fantasy adult americana. La Musa degli Incubi è il seguito de Il Sognatore (Fazi Editore, 2018), primo capitolo della dilogia. Laini Taylor vive a Portland, in Oregon, con il marito, l’illustratore Jim Di Bartolo, e la figlia Clementine.


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In approfondimenti/ articoli

Nosferatu: una sinfonia di splendore attraverso i disegni di Paolo D’Onofrio

Nosferatu

Grazie alla Nicola Pesce Editore, ad agosto ho avuto il piacere di leggere questo splendido volume illustrato da Paolo D’Onofrio. La figura del vampiro ha sempre suscitato il mio interesse, dal Dracula di Bram Stoker al Lestat di Anne Rice, ma stavolta ho potuto approfondire Nosferatu, personaggio di cui non sapevo molto.


Scheda del libro

Nosferatu

Titolo: Nosferatu
Autore: Paolo D’Onofrio
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Dicembre 2018
Genere: Fumetto, Horror
Pagine: 79
Prezzo: Cartaceo 19,90€

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La figura del vampiro nella storia

Nel cinema il vampiro ha sempre avuto un rapporto molto particolare con la cinepresa, alla quale si è mostrato per quello che è, nelle sue innumerevoli sfaccettature. Ce lo illustra molto bene Ornella Balsamo del blog Horror Vacui, che nella prefazione di questo volume traccia un quadro schematico ma completo dell’evoluzione della figura del vampiro, dai romanzi di fine Ottocento alla cultura contemporanea.

I perni inorno ai quali girano queste rappresentazioni sono due: il libro Dracula di Bram Stoker (1897) e il film muto Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau (1922), considerato uno dei capisaldi del cinema horror ed espressionista, di cui consiglio la visione per poter apprezzare a pieno i disegni di questo fumetto.

Dracula
Copertina della prima edizione di Dracula di Bram Stoker (1897)

La storia di questi prodotti artistici eterogenei si intreccia in modo indissolubile quando, per il suo film, Murnau decise di ispirarsi liberamente al libro di Stoker, modificando titolo, luoghi e nomi dei personaggi. Ecco allora che il Conte Vlad diventa il Conte Olok, che Van Helsing diventa il professor Bulwer e Mina diventa Ellen, tanto per citare i più importanti. Tuttavia, il regista fu comunque denunciato dagli eredi di Stoker e perse la causa mandando sul lastrico la casa di produzione del film, la Prana-Film che era stata creata ad hoc per il lancio della pellicola. Oltre al pagamento del contenzioso sui diritti d’autore, il film venne anche condannato alla cosiddetta “damnatio memoriae“, con la distruzione di tutte le copie fisiche della pellicola. Ma per fortuna una copia è arrivata fino ai giorni nostri, salvata illegalmente dal regista.

Nosferatu
Una pellicola che sembra dannata quanto il suo protagonista.

Ma dove finisce Dracula e inizia Nosferatu?

Tra il libro e la pellicola, ci sono in realtà parecchie differenze. Partiamo proprio con la figura del Conte Olok il cui nome, Nosferatu, significa “non spirato” o anche “portatore di peste” proprio come la malattia che porta con se sulla nave assieme ai topi, contrariamente al libro. Ellen viene elevata fin da subito al ruolo di moglie e la storia di Lucy non viene lontanamente accennata. Ma la pellicola di Murnau risente soprattutto del suo tempo: la guerra, la paura dell’invasore straniero e un certo antisemitismo che si concentra nella rappresentazione del Conte Olok come caricatura estrema di peculiarità fisiche tipiche degli ebrei (come ad esempio un grosso naso acquilino). Totalmente assente è invece l’aspetto sessuale che ruota intorno alla figura del vampiro, su cui pone invece l’accento il Dracula di Stoker, con il suo aspetto affascinante e le sue numerose mogli. Nosferatu è invece calvo, curvo, con occhiaie profonde e denti aguzzi, non ha consorte e, anzi, la solitudine sembra essergli preziosa: per tutte queste caratteristiche, il personaggio è diventato uno dei più iconici della cultura dell’orrore, così terrificante che difficilmente riuscirete a sbarazzarvi della sua visione!

Cardine di tutta la storia diventa Ellen, l’eroina che compie il sacrificio finale attirando il vampiro con il proprio sangue e distraendolo per tutta la notte, fino al primo canto del gallo e al sorgere del sole, letale per i vampiri e anche per il mitico Nosferatu. Il vampiro in grado di trasformarsi in qualsiasi cosa, rappresenta il male dilagante nel suo aspetto più insidioso, sconfitto solo dall’amore: ad esso si abbandona nel Dracula di Stoker e sempre dall’amore viene ingannato nel Nosferatu di Murnau.

Nosferatu
La celebre ombra di Nosferatu nel film di Murnau.

I disegni

Le tavole di questo volume, con cui Paolo D’Onofrio ha esordito come fumettista, rappresentano scena per scena il film del 1922, didascalie incluse. Il gioco di luci e ombre realizzato da Murnau con la pellicola e gli effetti anche difficili da realizzare per quegli anni (come le dissolvenze) sono ben resi dal disegnatore, che sceglie di rielaborare il montaggio sincopato del regista attraverso l’alternanza di un tratto leggermente abbozzato e di uno più marcato. I protagonisti sono immortalati nei loro tratti distintivi ed è onnipresente l’ombra, quella di Nosferatu, nelle scene più iconiche ma anche in quelle meno conosciute, sempre con il tocco personale dell’autore.

Il volume pubblicato dalla NPE, in una splendida edizione cartonata, è impreziosito da numerosi dettagli, come il lettering tipico delle pellicole mute e una carta color seppia ingiallita e invecchiata ad hoc, che sembra essere giunta a noi direttamente dalla Transilvania! Ne consiglio l’acquisto agli amanti dei fumetti e a tutti gli appassionati del genere horror che abbiano voglia di approfondire la storia dei vampiri e il personaggio di Nosferatu. Consiglio vivamente anche la visione del film di Murnau, obbligatoria se volete gustare a pieno i disegni di questo volume! Potete guardare il film completo su YouTube cliccando qui (legalmente perché stavolta i diritti d’autore sono decaduti!)

Nosferatu

Nosferatu

Non pronunciatelo mai forte.
La sua figura si insinua nelle strade,
tra geometrie di costruzioni fredde e desolanti,
in cerca di una cosa sola: sangue.
È come una lenta minaccia fiorita dal buio,
trascinata dalle acque, trasformata in un morbo… la peste!
Una presenza infestante nella vita di Hutter,
un’ombra che si allunga fino alla sua adorata Ellen.
Non pronunciatelo, Nosferatu.
Non pronunciatelo mai forte.

L’ombra di Nosferatu, dal cinema degli anni Venti si è allungata fino al fumetto contemporaneo, facendo così diventare il vampiro veramente immortale! 


L’autore

Paolo D’Onofrio vive a Cassino, dove ha frequentato i primi corsi sui linguaggi del fumetto e sul disegno. Stimolato da alcune letture di estetica, si laurea in filosofia. Negli ultimi anni lavora ad una ricerca espressiva tra segno grafico e letteratura. Si avvicina così al minimalismo, espandendo le proprie possibilità espressive, mentre lavora a progetti di design. Ha stretto collaborazioni come disegnatore freelance per storie brevi e per il web (e-book). Affascinato da sempre dai personaggi dei fumetti, ha da sempre coltivato il sogno di lavorare per la nona delle arti. Nosferatu è la sua prima opera edita in Italia.


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Stefania
In approfondimenti/ articoli

Gli Incubi di H. P. Lovecraft prendono vita nei disegni di Michele Penco

Incubi

Incubi di Michele Penco.

Come riporta il vocabolario Treccani, l’incubo può essere inteso sia come un sogno spaventoso e terrificante, particolarmente intenso, caratterizzato da sensazioni negative, sia come un essere demoniaco o un genio malefico che opprime la persona nel sonno, dandole un senso di soffocamento e congiungendosi carnalmente con lei. E tu, sei pronto ad affrontare i tuoi incubi?


Scheda del libro

Titolo: Incubi
Autore: Michele Penco
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Aprile 2019
Genere: Graphic novel, Horror
Pagine: 80
Prezzo: Cartaceo 19,90€

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Il terrore cosmico di H. P. Lovecraft

Howard Phillips Lovecraft, meglio conosciuto come H. P. Lovecraft (1890-1937), scrittore, poeta, saggista nonché critico letterario statunitense, insieme ad Edgar Allan Poe è oggi universalmente riconosciuto come uno dei maggiori scrittori di letteratura horror. E “universalmente” non vuole essere un termine casuale perché un altro dei grandi meriti dello scrittore è anche quello di aver concepito la filosofia letteraria del cosmicismo o terrore cosmico. Secondo i principi di questa filosofia, l’uomo rappresenta una presenza insignificante nell’universo ed è destinato a scomparire da un momento all’altro, senza essere neppure notato. Gli esseri umani sono visti come una specie senza scopo alcuno e dall’indole arrogante, che si illude di avere un ruolo di spicco nello schema dell’universo. Una concezione, questa, che ha parecchi punti di contatto con il nichilismo, ma con la sostanziale differenza che l’accento viene posto sull’insignificanza piuttosto che sulla mancanza di significato.

Con questa terrificante filosofia, Lovecraft è conosciuto per le sue opere caratterizzate da una brillante commistione tra fantasy, fantascienza e horror. Queste sono state fonte d’ispirazione per artisti di tutto il mondo, dalla letteratura al cinema e alla musica. Come non citare John Carpenter tra i registi (HalloweenFogLa cosa) e Alberto Breccia per il mondo del fumetto, con le sue storie ispirate a I Miti di Cthulhu.

Gli Incubi di Michele Penco

Proprio all’interno di quest’ultima categoria rientra Incubi, la graphic novel di Michele Penco realizzata in puro stile lovecraftiano e pubblicata dalla Edizioni NPE nell’aprile del 2019. Lo splendido volume cartonato ospita una piccola introduzione a cura di Patricio Valladares, regista e sceneggiatore cileno, e quattro storie brevi realizzate con tecnica mista (in bianco e nero, a china e pennello e anche a trattopen).

Mossi da un sentimento perenne di terrore e angoscia, faremo la conoscenza di un pittore impegnato nella realizzazione del proprio Autoritratto, un viaggiatore che si ritrova per caso in una Città sull’oceano, troveremo per caso una fotografia con un Modello davvero fuori dal comune e infine ci ritroveremo a pensare all’orribile Essere del sogno dell’ultimo protagonista.

Il tratto dell’autore è sempre estremamente evocativo e molto preciso: gli esseri, i personaggi e le atmosfere sembrano davvero provenire da terribili incubi fin troppo realistici. Se sei un amante del genere non puoi lasciarti sfuggire questo volume, ma ti consiglio di non leggerlo a tarda notte. Non si sa mai…


L’autore

Michele Penco

Michele Penco nasce a Pisa nel 1982. Si forma artisticamente disegnando dal vero, frequentando un corso di disegno tenuto da Gipi, tra i più grandi autori della storia recente del fumetto italiano. Ha disegnato per Lo Scarabeo Editore di Torino due mazzi di tarocchi, di cui uno ispirato al mondo di Lovecraft, e illustrato due libri per Purple Press. Incubi (2009), il suo primo libro come autore unico, viene pubblicato per la prima volta da Associazione Culturale Double Shot: in pochi mesi la tiratura è esaurita, ricevendo numerosi riconoscimenti da parte della critica e del pubblico. Seguirà l’anno dopo, per lo stesso editore, Racconti Azzurri, una raccolta di storie brevi che bisserà il successo della sua opera prima. Artista a tutto tondo, dal tratto meticoloso e naturalistico, oltre ad essere autore di fumetti è prima ancora pittore e illustratore, riuscendo a padroneggiare i pennelli con la delicatezza dei grandi maestri e una freschezza unica nel suo genere.


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Stefania
In guide/ social media

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica

aumentare i followers su instagram

Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica.

Instagram è un social network che negli ultimi anni sta crescendo tantissimo. Con il numero di utenti e di contenuti, aumentano anche le possibilità di guadagno. Ma come fare per emergere e farsi notare tra la miriade di account apparentemente tutti uguali?

In questa guida troverai 10 consigli utili ed affidabili, che personalmente utilizzo sul mio profilo (@elvenlibrary), per aumentare i followers su Instagram in maniera organica.

Ma cosa si intende per crescita organica? La crescita organica di un profilo su un social network consiste in una crescita di tipo numerico che avviene in modo sano, senza l’utilizzo di scorciatoie (bot e follow/unfollow per intenderci). In questo modo, i followers guadagnati saranno utenti reali e attivi, interessati ai contenuti pubblicati e che interagiranno con essi portando a un’ulteriore crescita futura.

Come faccio ad avviare questo tipo di crescita? Sarò subito molto chiara: non esiste un’unica ricetta che vada bene per tutti e soprattutto diffidate sempre da coloro che vi promettono numeri da capogiro in poco tempo (ovviamente a pagamento). Impegno, costanza e qualità dei contenuti sono un must, ma oltre a questo c’è tanto altro su cui riflettere e lavorare.

Vediamo quindi insieme 10 metodi affidabili che ho individuato e che personalmente utilizzo per crescere su Instagram in maniera organica.


1. Organizzazione e pianificazione

Se porti avanti un progetto sul web utilizzando anche Instagram, oppure stai pensando di farlo, tieni presente che l’organizzazione e la pianificazione sono dei fattori importantissimi. Prima di tutto devi scegliere il settore di riferimento, la tua nicchia, e identificare il pubblico a cui ti rivolgerai, cioè le persone, studiandone i bisogni e indovinandone i desideri.

Di cosa vuoi parlare? Che cosa vuoi offrire?
A quali persone vuoi rivolgerti (genere, età, luogo)?
A cosa sono interessate quelle persone? In che modo tu puoi essergli utile?

Una volta che avrai risposto a tutte queste domande, potrai iniziare a realizzare un piano editoriale, cioè la programmazione dei contenuti che pubblicherai nel tempo. Un’ottima strategia è quella di adottare un piano editoriale generale mensile e al suo interno piccoli piani editoriali settimanali: post diversi per tipologia in base al giorno della settimana, rubriche mensili o settimanali, come ad esempio booktag, bookhaul, TBR, ecc. nel caso di un profilo dedicato ai libri.

2. Utilizzare tutti gli strumenti a disposizione

Instagram mette a disposizione dei propri utenti diversi strumenti per poter comunicare principalmente con un pubblico giovane e dinamico. Tra questi, quello di maggior immediatezza e impatto, che purtroppo in molti trascurano, sono le storie: utilizzarle quotidianamente, inserendo domande, adesivi cliccabili e informazioni utili, aiuterà a creare fidelizzazione, aspettativa e partecipazione tra i followers.

Molto utile è anche il passaggio all’account aziendale: passando da un profilo di tipo personale a un profilo aziendale, potrai beneficiare di numerosi vantaggi tra cui i pulsanti “Email”, “Chiama” e “Indirizzo”, nel tuo profilo, e l’accesso ai famosi Insight, i dati statistici relativi alla nostra attività sul social network e al nostro bacino di utenza.

3. Analisi degli Insight

Analizzare periodicamente i dati statistici del tuo profilo ti aiuterà a capire meglio il pubblico al quale ti stai rivolgendo: quali sono gli orari e i giorni di maggior affluenza, il genere, l’età, il paese di provenienza, i post più apprezzati e quelli meno interessanti. In questo modo avrai la possibilità di tenere sotto controllo il pubblico,  estremamente volubile nel tempo, e di migliorare i contenuti futuri in base anche alle preferenze dei followers.

Per esempio, parleresti di romanzi rosa ad un pubblico prettamente maschile di un età compresa tra i 55-64 anni? Magari utilizzando emoji floreali e cuoricini rosa? Se l’obiettivo è quello di distruggere il profilo, allora la risposta è ovviamente sì.

4. Scattare belle foto

Instagram è il social network fotografico per eccellenza. Di conseguenza le foto pubblicate dovrebbero essere particolarmente belle e accattivanti o almeno decenti. Da evitare assolutamente foto e immagini prese da Internet. Perché una persona dovrebbe seguire il tuo profilo se al suo interno trova le stesse foto che troverebbe anche su Google?

Non occorre però avere una macchina fotografica professionale, basta un semplice smartphone e prestare attenzione ad alcune variabili: luci e ombre, colori, sfondo e composizione.

Di vitale importanza per avere successo è trovare il proprio stile: uno specifico angolo di visuale, un stesso filtro, una cornice colorata. In questo modo creerai un feed armonico e le tue foto saranno immediatamente riconoscibili.

Un ultimo consiglio: evita la firma sulle foto, perché da fastidio e può essere eliminata in ogni caso.

5. Contenuti interessanti

Non tutti leggono le cosiddette caption, cioè le didascalie delle foto, ma questo non vuol dire che puoi trascurarle. Delle caption brevi e interessanti, graficamente ordinate e rilassanti per l’occhio, suddivise ad esempio in piccoli paragrafi, possono fare la differenza.

6. Attenzione alla lingua

Questa attenzione non riguarda solo l’uso della corretta grammatica e ortografia, ma anche la scelta della lingua. Se ti rivolgi ad un pubblico italiano, sarebbe bene scegliere la maggior parte degli hashtag in italiano e scrivere bio del profilo e caption delle foto nella stessa lingua. Diversamente, se ti senti in grado di ampliare il tuo pubblico, potresti fare un mix sintetico di italiano e inglese.

7. Cura dei dettagli

Perché le persone dovrebbero seguirti?
Qual è il tuo tratto distintivo? Cosa ti distingue dalla massa?

Di solito tutti puntano sui propri pregi e qualità, ma sarebbe bene prestare attenzione anche ai difetti e a tutti quei tratti distintivi e peculiari che ti rendono diverso da tanti profili tutti uguali. Approfondire un argomento specifico di una determinata nicchia e rapportarsi con i followers come persone e non numeri, potrebbe essere già un buon inizio, che spingerà in futuro le persone a tornare sul tuo profilo e a interagire con i tuoi contenuti.

La cura dei dettagli è importantissima: feed ordinato, caption sintetiche, foto profilo ben visibile, bio simpatica ma sintetica, storie in evidenza ordinate e con copertine uguali, la presenza di almeno un pulsante per le Email. Questi sono tutti segnali di un profilo curato e aggiornato che salteranno subito all’occhio delle persone e di eventuali aziende interessate a una collaborazione.

8. Fare community

Per avere successo sui social, bisogna davvero essere social! Questo vuol dire anche entrare nell’ottica del dare e non solo del ricevere.

Perché dovresti ottenere followers dal nulla se tu per primo non ti interessi agli altri profili?
Perché dovresti volere like e commenti come se piovesse se tu per primo non ne lasci mai?

Spulciare i profili simili tuo, appartenenti alla tua stessa nicchia, e lasciare like e commenti rappresenta un doppio vantaggio: da un lato ti fai conoscere e interagisci, dall’altro lato permetti all’algoritmo di Instagram di capire quali profili ti interessano e a quali profili puoi interessare tu. In pratica, targettizzi il profilo.

Del resto, non si tratta del tuo profilo personale e talvolta bisogna anche “sforzarsi” e lasciare qualche like e commento in più, sempre coerenti e attinenti con i contenuti degli altri. Da evitare assolutamente frasi preimpostate del tipo “Ehi bella foto” o messaggi in Direct come “Complimenti, bel profilo! Ti va se ci seguiamo a vicenda?”. In questo modo otterrai l’effetto opposto e magari anche una segnalazione per spam, garantito.

9. Collegare il profilo ad altri account

Collegare il profilo Instagram ad altri account social come Facebook e Twitter non è indispensabile, ma di certo potrà aiutarti ad ampliare il tuo pubblico, soprattutto all’inizio.

10. Evitare scorciatoie

Scorciatoie e trucchetti come il famoso follow/unfollow, l’utilizzo di bot o entrare a far parte dei cosiddetti Instagram Pods (gruppi di scambio like e follow), non solo non ti sarà di alcun aiuto sul lungo periodo, ma anzi potrebbe danneggiarti.

Senza contare le ovvie motivazioni di tipo etico, i rischi principali sono un drastico calo dell’ER (Engagement Rate, tasso di coinvolgimento) se non addirittura lo shadowban.


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Aumentare i followers su Instagram: 10 consigli per una crescita organica
In guide

2 app per ricevere buoni Amazon gratis

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Oggi voglio suggerirvi due utilissime applicazioni per riscattare buoni Amazon gratis, che personalmente utilizzo per leggere gratuitamente. Esistono tantissime applicazioni di questo tipo, ma credo che le seguenti siano le più affidabili e oneste in termini di guadagno effettivo. Si tratta di applicazioni molto utili per tutti coloro che trascorrono tanto tempo sui social, per lavoro o per semplice divertimento. È possibile così monetizzare questo tempo trasformandolo in crediti virtuali da convertire poi in buoni e ricariche telefoniche.


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La prima app è anche la più famosa: Friendz è una startup italiana fondata nel 2016 da un gruppo di studenti. L’obiettivo è quello di risolvere uno dei problemi principali per le aziende, ovvero quello di mettere in contatto i brand con i clienti. Tramite il cosiddetto influence marketing tutti possono creare contenuti e diventare veri e propri ambassador di un marchio, generando un “guadagno” per entrambe le parti. 

Per iniziare a guadagnare crediti, basta scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegarsi con i propri account Facebook e Instagram. Una volta scaricata l’app, puoi inserire il mio codice amico e guadagnare 100 crediti extrastefaniapadmecaliendo467324

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Scarica da App Store

Nella home dell’app saranno visibili le cosiddette Campagne, ovvero le missioni di volta in volta disponibili. Cliccando su quella di tuo interesse, potrai leggerne le regole, visualizzare delle foto di esempio e ovviamente partecipare.

Nella pagina dedicata al nostro Profilo è possibile visualizzare alcune informazioni personali, le campagne a cui abbiamo partecipato (ma è possibile anche renderle private), il numero di Crediti raccolti e i Trofei che abbiamo guadagnato. Le Stelline possono essere assegnate dagli altri membri della community quando apprezzano una foto. La Qualità è invece assegnata dal team di Friendz a ogni foto con cui si partecipa a una determinata campagna. Raggiungendo il livello 5 vincerai un apposito trofeo e la schermata del profilo diventerà color arcobaleno.

Friendz
Friendz

Le campagne possono essere di diverso tipo:
– Fun, prettamente fotografiche;
– Brand, promosse appunto dai brand e con un numero di crediti di solito più alto;
– Boost, di solito prevedono di compiere un’azione come mettere mi piace, condividere un video o una storia;
– Survey, le campagne questionario;
– Special, campagne speciali attivate in occasioni particolari.

Nell’apposita sezione dell’app è possibile convertire i crediti guadagnati in buoni spendibili in negozio e su diverse piattaforme online. In linea di massima, 900 crediti corrispondono a 5€, ma più si risparmia più il cambio diventa conveniente e 45€ corrisponderanno a 5800 crediti invece che 8100. È possibile anche convertire i crediti in Friendz Coin e ottenere delle agevolazioni come lo sblocco anticipato di una campagna o la prenotazione di un posto.

Friendz
Friendz

Per ulteriori informazioni su Friendz e sul suo funzionamento, ti rimando all’apposita sezione che puoi trovare sul sito ufficiale.


LovBY

La seconda applicazione che utilizzo è molto simile alla prima, ma con delle piccole differenze. Anche LovBY è una piattaforma italiana di influence marketing nata nel 2016 per mettere in contatto aziende e creatori di contenuti, trasformando concretamente in denaro il tempo che passiamo sui social.

Come per Friendz, anche in questo caso basterà scaricare l’applicazione dal Play Store Android o dall’App Store Apple e collegare i propri account Facebook e Instagram, ma anche Twitter e Youtube. Inserendo il mio codice amico in fase di registrazione potrai ottenere subito 40 crediti2a3qc

Scarica dal Play Store
Scarica da App Store

Nella home sono presenti tutte le missioni che è possibile svolgere, diverse per tipologia e dal numero di crediti variabile. Le più importanti sono le Training Mission che vanno a costituire il nostro curriculum da brand lover, visualizzabile all’interno del profilo. Questa è la sezione sulla quale i brand fanno affidamento per decidere a chi affidare le campagne future, in base alla qualità delle foto e alla capacità di fare un minimo storytelling. Inoltre, per ogni Training Mission c’è la possibilità di guadagnare crediti extra: il martedì e il giovedì sul gruppo Facebook di LovBY viene organizzata una premiazione con 1°, 2° e 3° posto sul podio più alcuni premi di consolazione.

LovBY
LovBY

Molto simpatica la presenza di numerosi Trofei da sbloccare, suddivisi per categoria, che offrono anche un premio in Lovies, cioè crediti da convertire in buoni: 1€ corrisponde a 125 lovies.

Nella sezione dedicata alla conversione dei crediti in buoni, ci sono tantissime opzioni tra cui scegliere: ricariche telefoniche, buoni utilizzabili sia nei negozi fisici che sui relativi store online (Coin, Zara, Feltrinelli, Mondadori, Zalando, Chicco e tantissimi altri). Ma il più ambito è sicuramente il buono Amazon digitale con importo a scelta da 1€ a 500€.

LovBY
LovBY

Queste app funzionano davvero?

Utilizzo queste due applicazioni ormai da qualche mese e posso affermare che, se il tempo che passi sui social è tanto, se hai tanti amici/followers e sei abbastanza bravo a scattare foto, le ricompense sono reali e anche abbastanza soddisfacenti.

In questi mesi sono riuscita ad acquistare diversi libri, un cd, un film in blu-ray e una cassa bluetooth, utilizzando solo i buoni e aggiungendoci al massimo qualche euro quando ad esempio generavo un buono da 15€ per un importo da 17€. Un esempio concreto? L’ultimo libro che ho acquistato, La Corte di Nebbia e Furia, l’ho pagato solo 0.21 centesimi.

Ma non è tutto: sempre più aziende ormai iniziano ad accettare pagamenti tramite i cosiddetti wallet elettronici, come quelli Apple o Samsung e anche l’Amazon Pay. Si tratta di un vero e proprio portafoglio digitale che consiste nel nostro saldo Amazon, ricaricabile tramite carta, sportelli SisalPay e buoni regalo, per l’appunto. Un esempio è il sito di Trenitalia sul quale si possono acquistare biglietti del treno usufruendo dei buoni regalo guadagnati. Comodo, no?

La Corte di Nebbia e Furia a 0.21 centesimi
Trenitalia con Amazon Pay

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Stefania
In articoli/ recensioni

Recensione: The Black Cat di Edgar Allan Poe illustrato da Nino Cammarata

The Black Cat

The Black Cat è una delle ultimissime uscite della NPE, la casa editrice del fumetto d’autore di cui ultimamente sto scoprendo il catalogo ricco e variegato. Stavolta ho particolarmente apprezzato questa graphic novel ad opera di Nino Cammarata, adattamento di un celebre racconto di Edgar Allan Poe.


Scheda del libro

The Black Cat

Titolo: The Black Cat
Autore: Nino Cammarata
Editore: NPE
Prima pubblicazione: Giugno 2019
Genere: Graphic novel, Horror
Pagine: 96
Prezzo: Cartaceo 19,90€

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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Il racconto di Edgar Allan Poe

Il gatto nero è uno dei più celebri racconti di Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849), pubblicato per la prima volta nel 1843 sul The Sunday Even Post. Come spesso accade nella produzione dell’autore, anche in questo racconto le vicende sono narrate dal punto di vista dell’assassino, in una sorta di confessione prima della condanna a morte. L’uomo, pur sapendo che non verrà mai creduto, decide di alleggerirsi la coscienza raccontando una serie di “eventi domestici” che lo hanno terrorizzato, torturato e distrutto, portandolo a compiere i gesti disumani per i quali è stato condannato.

Il protagonista inizia il suo racconto partendo dalla propria infanzia e affermando di aver sempre avuto una grande passione per gli animali, fin da bambino. Passione condivisa poi anche dalla moglie, la quale era solita recuperane di tutti i tipi: uccelli, pesci, conigli, cani e un gatto nero di nome Pluto.  Inizialmente felice e affabile, il comportamento del protagonista inizierà a mutare ritrovandosi ad affogare nell’oscura spirale dell’abuso di alcol.

Temi trattati

L’intero racconto si configura come una metafora del senso di colpa, ma tratta anche di temi quali la solitudine e il femminicidio, sempre tristemente attuali. Anche qui, proprio come nel racconto originale, troviamo sparpagliati qua e la stralci della sfortunata biografia di Poe: l’assenza della madre, il distacco del padre, la condanna nell’alcol e il destino avverso.

Considerato come il titano iniziatico della letteratura gotica, del terrore, dell’inverosimile e, per alcuni, anche della psicoanalisi (essendo nato prima di Freud), Edgar Allan Poe non aveva filtri con i suoi lettori, proprio come la mente umana non ha filtri con noi stessi. La sua prosa è puro realismo psichico e onirico, e attraverso di essa egli racconta la psiche umana nelle sue mostruose fragilità e nella sua potenza di libero arbitrio.

I disegni di Nino Cammarata

Indubbiamente, occorre una certa abilità nel saper riprodurre, soprattutto nel formato del fumetto, l’aspetto introspettivo psicologico tipico delle opere di Poe. Ma credo che Nino Cammarata ne sia stato perfettamente all’altezza, confezionando un’opera grafica realizzata con un’attenzione minuziosa ai dettagli, arricchita da uno straordinario lettering e da una palette di colori tetra ma al contempo estremamente vivida, tipica del maestro dell’horror.

Consiglio questo volume sia ai fan dell’autore, sia a chi si avvicina per la prima volta ai suoi racconti: vi ritroverete in ogni caso con un gioiellino tra le mani e la voglia di leggere altri racconti di Edgar Allan Poe.


L’autore

Nino Cammarata

Nino Cammarata, classe 1983, è un artista, illustratore e visual designer siciliano. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte ed una breve parentesi all’Accademia di Belle Arti di Catania lascia gli studi per dedicarsi alla pittura e parallelamente inizia il lavoro di grafico in tipografia. Intorno al 2009, completamente da autodidatta, muove i primi passi nell’editoria disegnando le prime copertine di libri per piccoli editori. Nel 2017 l’editore inglese SST Publications pubblica la sua graphic novel The Black Cat, adattamento del celebre racconto di Edgar Allan Poe. Dallo stesso anno collabora attivamente con Edizioni NPE come colorista, illustratore di numerose copertine e disegnatore e autore di graphic novel. In questi anni, oltre a realizzare svariate copertine di libri per editori italiani ed esteri, ha curato l’artwork delle copertine dei dischi di artisti del panorama musicale nazionale e internazionale. Nino è anche pittore: dipinge da quasi vent’anni e le sue opere sono state acquistate da collezionisti privati di tutto il mondo.


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Stefania
In guide/ social media

Instagram: 12 applicazioni per un feed da paura!

Applicazioni per Instagram

Instagram applicazioni.

In questo articolo ho stilato una lista di 12 applicazioni indispensabili e che personalmente utilizzo per Instagram. Dall’editing delle foto e la grafica delle stories, all’organizzazione e progettazione del feed, fino alla pianificazione dei post e l’analisi dei dati.


Editing foto

Per me, lo scatto delle fotografie è sempre direttamente collegato al piano editoriale. Adoro pianificare e scegliere un giorno della settimana da dedicare allo shooting fotografico. Utilizzo sia una fotocamera reflex che lo smartphone, a seconda delle esigenze. Successivamente modifico le foto al computer con Photoshop CC per regolare parametri come colore, esposizione e luminosità. Infine, ripasso le foto sullo smartphone per passare all’ultima fase dell’editing con le seguenti app:

VSCO – La utilizzo nella sua versione free con 10 preset e la possibilità di correggere impostazioni come contrasto, saturazione, nitidezza. La versione a pagamento offre 160 preset al costo di 21,99€ all’anno ( quindi 1,83€ al mese).

Snapseed – È un editor fotografico professionale e gratuito sviluppato da Google che offre 29 strumenti e filtri, con supporto anche al formato RAW. 

Afterlight – Valida alternativa gratuita alle precedenti soluzioni, che offre una valanga di filtri ed effetti davvero per tutti i gusti.

Lightroom – È un’app gratuita e completa che mi è utilissima quando sono in giro e ho necessità di scattare e modificare foto in maniera professionale, ma non ho a portata di mano il PC con Photoshop. 


Grafica stories

Delle grafiche sempre nuove e curate possono fare davvero la differenza nel nostro tipo di comunicazione. Ecco perché sono spesso alla ricerca di app valide che offrano un’ampia scelta di template che poi andrò a personalizzare ulteriormente.

Canva – È la mia preferita e offre numerosi modelli preimpostati per post e storie Instagram, ma anche per Facebook, Twitter, blog e quant’altro. Dopo aver selezionato una grafica, sarà possibile personalizzarne le immagini, i colori e il testo. La versione di prova è già molto completa, ma è possibile acquistare la versione Pro a 4,49€ al mese.

Unfold – Applicazione molto leggera per creare storie dallo stile curato ma estremamente minimalista. Il pacchetto di layout di base è gratuito, mentre gli altri sono a pagamento al costo di 1/2€ al pacchetto.

InShot – Questa è l’app che utilizzo per i video di unboxing perché mi permette di inserire una clip musicale e di aggiungere degli effetti oppure una cornice. Offre tante altre funzioni per tagliare i video, aggiungere testo, sticker, filtri e modificare la velocità. Si possono anche modificare foto e creare dei collage.


Progettazione feed, pianificazione post e analisi dati

Nella cartella delle app indispensabili per Instagram non possono mancare delle applicazioni specifiche per la cura e la gestione del feed sotto diversi aspetti.

Layout – È l’applicazione ufficiale di Instagram per creare dei collage di foto con layout preimpostati, da un minmo di 2 a un massimo di 9 foto. Una volta scelta la composizione, è possibile modificare la proporzione delle foto, capovolgerle o invertirle e aggiungere dei bordi.

Repost – Applicazione che consente il repost di foto da altri account, mantenendone i crediti con un watermark nell’angolo. Basterà copiare il link della foto o del video scelto, aprire l’app Repost e seguire le istruzioni.

Later – Applicazione per la pianificazione e la pubblicazione automatica dei post. La notizia fantastica è che di recente è diventata partner ufficiale Instagram, quindi potete star tranquilli sul fatto che se ne fate uso non verrete boicottati dal temibile algoritmo.

Preview – Anche questa è una delle app approvate da Instagram ed è molto utile soprattutto per vedere in anteprima “come ci starà” la nuova foto all’interno del feed! Con la versione di base è anche possibile modificare le foto con due set di filtri e analizzare alcuni dati, mentre con gli abbonamenti Pro e Premium è possibile avere dei benefici in più.

Reports+ – Un’app che uso per monitorare gli unfollow, ma della quale potrei fare volentieri a meno… Meglio dare importanza alle persone che rimangono.


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Stefania
In articoli/ recensioni

Recensione: La Quinta Stagione di N. K. Jemisin

La Quinta Stagione

Reduci da questo lunedì in cui abbiamo dato l’addio a Game of Thrones (alla serie, almeno), cerco di consolarmi e di consolarvi con una nuova saga che personalmente spero possa essere presto adattata in una serie TV: sto parlando de La Quinta Stagione di N. K. Jemisin, primo capitolo della trilogia della Terra Spezzata edita in Italia da Mondadori.


Scheda del libro

Titolo: La Quinta Stagione (La Terra Spezzata #1)
Autore: N. K. Jemisin
Editore: Mondadori
Prima pubblicazione: Aprile 2019
Genere: Fantascienza
Pagine: 490
Prezzo: Cartaceo 15€ | eBook 7,99 €

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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A quanti devono combattere
per ottenere quel rispetto
che agli altri è garantito. 

Trama

Nel mondo immaginato da N. K. Jemisin esiste un unico grande continente, l’Immoto, percorso da una lunga frattura al centro che periodicamente provoca una cosiddetta Quinta Stagione, o anche Stagione della Morte. Questo perché le Stagioni sono caratterizzate da violenti cataclismi, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Non abbiamo una madre Terra feconda e accogliente, bensì un Padre Terra violento e rancoroso, che rende l’ambiente circostante ostile. Ad arricchire l’aria di mistero ci pensano gli obelischi, colossi di pietra rossastra che volano in cielo senza alcuna apparente direzione.

Questo continente è abitato da esseri umani, gli Immoti, e dai cosiddetti Orogeni (o rogga, per utilizzare un termine dispregiativo), esseri umani con l’abilità di sentire, anzi sensire, la terra, placare scosse o addirittura provocare eruzioni. Per questo motivo, gli orogeni sono evitati e temuti dagli immoti, ma anche utilizzati come vere e proprie armi per contenere ed evitare le Stagioni. Individuati fin da piccolini dai Custodi, vengono reclutati dal Fulcro, un centro di addestramento speciale situato nella capitale Yumenes. Qui, dopo anni di duro allenamento quasi militare, possono diventare degli Orogeni Imperiali suddivisi in classi in base agli Anelli che gli vengono assegnati e che vanno da 1 a 10 in base alla grandezza del loro potere e all’abilità di controllarlo. Infine, ci sono i temibili Mangiapietra, esseri terribili e spietati in grado non solo di mangiare la pietra ma anche di spostarsi al suo interno.

La società è strutturata in Com (più simili a dei villaggi piuttosto che a delle vere e proprie città) e secondo un sistema di caste: Ferrigni, Resistenti, Innovatori, Riproduttori, Elite. Al vertice di tutto c’è l’Imperatore, discendente dell’antica famiglia dei Sanzi.

A chi manca qualcosa che non ha mai e poi mai nemmeno immaginato? Non è nella natura umana. Che fortuna, dunque, che al mondo ci siano persone che non appartengono alla specie umana.

Personaggi

Ci siete fin qui? Era importante chiarire questi punti perché, lo avrete capito, il worldbuilding strutturato dalla Jemisin è imponente, complesso e pazzesco! La prima parte del romanzo è sicuramente più lenta perché molto descrittiva, ma vi assicuro che le ultime 300 pagine si divorano nel giro di poche ore e alla fine vorreste leggerne ancora e ancora… Il ritmo è ansioso, l’ambiente ostile fa perennemente da sfondo e l’Apocalisse sembra essere all’ordine del giorno, ma lo stile estremamente scorrevole riuscirà a non farvelo pesare più di tanto. Il tempo è scandito dalla storia delle 3 protagoniste:

Damaya una giovanissima rogga scovata in un villaggio sperduto da Schaffa, un Custode. Attraverso i suoi occhi avremo modo di capire come si svolgono la vita e le lezioni all’interno del Fulcro;

Syenite, un’orogena imperiale Quattroanelli, inviata in missione con Alabaster, l’unico Diecianelli vivente. Il loro scopo non sarà solo quello di abbattere la barriera corallina che ostruisce il porto di Allia, ma anche quello di procreare, non importa se in maniera rude e asettica, per poter sfornare altri potenti bambini orogeni.

Infine, c’è Essun, un’orogena adulta sposata e con due figli che vive nel villaggio di Tirimo. Con lei e la sua disperazione facciamo la conoscenza quasi subito: suo marito, Jija, ha scoperto che il figlio Uche è un orogeno e lo ha ucciso a colpi di botte per poi fuggire con Nassun, l’altra figlia.

Casa sono le persone. Casa è ciò che porti con te, non ciò che ti lasci alle spalle.

Temi trattati e parere personale

La storia si andrà sviluppando proprio intorno alla disperata ricerca di Essun, che spera di trovare ancora viva sua figlia e che riesce a farsi forza unicamente sul desiderio di vendetta nei confronti di Jija. Tanti i temi importanti affrontati: prigionia, libertà, senso di appartenenza, dovere, ribellione, cambiamenti climatici e famiglia. Non manca un parallelismo di tipo religioso, nel culto di un Padre Terra infuriato con l’umanità per aver ucciso il proprio figlio. La Quinta Stagione è un romanzo profondo, a tratti anche pesante, ma che sicuramente si fa specchio di tante difficoltà e vicissitudini subite in primis dalla scrittrice: non dimentichiamo che N. K. Jemisin è stata la prima autrice afroamericana a vincere il Premio Hugo per il miglior romanzo, non una volta sola, ma per ben tre volte (nel 2016, nel 2017 e nel 2018) per tutti e tre i capitoli de La Terra Spezzata.

Personalmente non ho nessun dubbio nell’affermare che questo libro rientra tra i migliori libri mai letti nella mia vita. Ve lo stra-consiglio e non vedo assolutamente l’ora di leggerne il seguito. Anzi, per la qualità della storia e per la ricchezza dei dettagli, non ho timore nell’affermare che ne gradirei follemente l’adattamento in una serie TV!


L’autrice

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de La Terra Spezzata nel 2016, 2017 e 2018.


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Stefania
In articoli/ collezionismo

Il mattino dei maghi di Jacques Bergier e Louis Pauwels nelle sue principali edizioni italiane

Il mattino dei maghi

La bibbia esoterica, come da molti è conosciuto Il mattino dei maghi, è il volume che ha dato inizio al filone del cosiddetto realismo fantastico. Ma non si tratta né di un romanzo, né di una narrazione fantascientifica, né di un documentario o della divulgazione di insegnamenti ermetici, nonostante presenti un po’ tutte queste cose. È bensì un inno alla speranza umana, che si ricollega a fatti e leggende ormai ben radicate nella cultura popolare.

Il realismo fantastico è la variante letteraria del realismo magico annoverato nelle arti visive. È un filone del quale fanno parte quelle opere di letteratura in cui gli elementi magici sono inseriti in un contesto altrimenti realistico. Il boom del genere è avvenuto alla metà del XX secolo in America Latina con il romanzo Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcìa Màrquez.

Questo famoso e altrettanto misterioso libro, quindi, è stato pubblicato per la prima volta in Francia nel 1960 dall’editore Librairie Gallimard. La primissima tiratura era numerata e composta da soli 36 esemplari. Di questi, un paio possono oggi essere acquistati a un prezzo che si aggira tra i 3.000 euro per l’esemplare numero 8, e i 4.500 euro per l’esemplare numero 1.

Sergio Solmi (1899-1981), scrittore, poeta e saggista italiano, nella sua introduzione a Il mattino dei maghi ricorda come i primi editori francesi del testo ne avessero paragonato la lettura al cavalcare una cometa. La fantasia ha sempre un duplice volto ed aspetto, come afferma Solmi. In effetti in questo caso siamo di fronte a un libro veramente singolare quanto eterogeneo, nonché contraddittorio per forza di cose. Per avventurarci nella sua lettura, occorre aprire al massimo il compasso della nostra mente nel passaggio fra ipotesi fantastiche e coscienza critica.

Edizioni italiane

L’edizione italiana più recente è quella del 2013, con successive ristampe, della collana Oscar Nuovi Misteri della Mondadori, che riprende le precedenti edizioni del 1997 (con copertine leggermente diverse).

Il mattino dei maghi (2013)
Il mattino dei maghi (1997)

Sempre per Mondadori abbiamo poi l’edizione del 1999 della collana Saggi. Successivamente c’è l’edizione del 1971. Infine c’è quella del 1984 della collana Oscar Arcana, con lo stesso disegno in copertina.

Il mattino dei maghi (1999)
Il mattino dei maghi (1971)
Il mattino dei maghi (1984)

Arriviamo infine alla primissima edizione italiana, quella del 1963, sempre per Arnoldo Mondadori editore. Stavolta la copertina è rigida, con una sovraccoperta dal sognante disegno colorato.

Il mattino dei maghi (1963)
Il mattino dei maghi (1963)

È questa l’edizione che sono riuscita a reperire per pochi euro e che ha attualmente un valore di circa 150-170 euro, a seconda delle condizioni. Ho cercato questo libro per tanto tempo, ma ultimamente sembrava essere sparito dalla circolazione. E proprio nel momento in cui avevo smesso di cercarlo, è venuto da me con tutto il fascino e il mistero che da sempre lo circondano.

Gli autori

Louis Powels e Jacques Bergier

Louis Pauwels (1920-1997) è stato un giornalista e scrittore francese, ex occultista ed ex surrealista, allievo di Gurdjieff.

Jacques Bergier (Jakov Michajlovic Berger, 1912-1978) è stato un giornalista, scrittore e ingegnere francese, nato in una famiglia sovietica di origine ebraica. Scienziato e mitografo, in tempo di guerra fu anche agente del controspionaggio alleato e prese parte al raid per la distruzione della base di razzi a Peenemunde, sopravvivendo all’internato a Mauthausen.


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Stefania
In fai da te/ guide

Come creare una book jar per le tue prossime letture

Book jar

Come creare una book jar per le tue prossime letture.

Cos’è una book jar?

Letteralmente, si tratta di un “barattolo di libri”. In pratica, consiste in un barattolo, un vaso o una piccola giara che andrà a contenere tanti piccoli bigliettini con sopra scritti i titoli di tutti i libri che possediamo, ma che non abbiamo ancora letto.

Questa pratica, molto creativa e che sta spopolando all’estero già da molti anni, può rivelarsi un validissimo strumento quando ci ritroviamo invasi dai libri, ma non sappiamo decidere quale sarà la nostra prossima lettura! Perché non affidarsi al caso, allora?

Occorrente

  • Un barattolo, un vasetto, una piccola giara o qualsiasi tipo di contenitore con tappo;
  • Pezzetti o striscioline di carta bianca o colorata;
  • Penne, pennarelli, pastelli o altro per scrivere;
  • La lista di libri da leggere.

Puoi inserire nella book jar sia libri in formato cartaceo che eBook, l’importante è possederli altrimenti rischi di fare confusione con la wishlist, che è invece la lista dei desideri con i libri da acquistare in futuro (ma quanto sarebbe figo farli apparire magicamente in libreria semplicemente sbagliando lista?).

Procedimento

  1. Scegli un barattolo appropriato (anche quello della marmellata può andar bene!);
  2. Con la tua lista dei libri a portata di mano, inizia a trascrivere un titolo su ogni bigliettino (questo sarà il procedimento più lungo);
  3. Inserisci i bigliettini nel barattolo mano a mano, magari variando i colori o piegando la carta in modo particolare a seconda dell’effetto che desideri ottenere;
  4. Per non disperdere i tuoi preziosi bigliettini, scegli un contenitore richiudibile o con tappo;
  5. Et voilà, la tua book jar è pronta (ma ti svelo un ultimo trucchetto: se il libro pescato non ti garba, assicurati di non essere visto e procedi con una nuova estrazione!).

Infine, un’ottima idea è anche quella di inserire nel barattolo i titoli di libri che hai già letto, ma che vorresti rileggere prossimamente. Con un pizzico di creatività si possono creare davvero book jar simpaticissime e di tutti i tipi, variando il tipo di contenitore, la carta utilizzata o i colori!


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Stefania