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Recensione: La Quinta Stagione di N. K. Jemisin

La Quinta Stagione

Reduci da questo lunedì in cui abbiamo dato l’addio a Game of Thrones (alla serie, almeno), cerco di consolarmi e di consolarvi con una nuova saga che personalmente spero possa essere presto adattata in una serie TV: sto parlando de La Quinta Stagione di N. K. Jemisin, primo capitolo della trilogia della Terra Spezzata edita in Italia da Mondadori.


Scheda del libro

Titolo: La Quinta Stagione (La Terra Spezzata #1)
Autore: N. K. Jemisin
Editore: Mondadori
Prima pubblicazione: Aprile 2019
Genere: Fantascienza
Pagine: 490
Prezzo: Cartaceo 15€ | eBook 7,99 €

Voto: ★ ★ ★ ★ ★

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A quanti devono combattere
per ottenere quel rispetto
che agli altri è garantito. 

Trama

Nel mondo immaginato da N. K. Jemisin esiste un unico grande continente, l’Immoto, percorso da una lunga frattura al centro che periodicamente provoca una cosiddetta Quinta Stagione, o anche Stagione della Morte. Questo perché le Stagioni sono caratterizzate da violenti cataclismi, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Non abbiamo una madre Terra feconda e accogliente, bensì un Padre Terra violento e rancoroso, che rende l’ambiente circostante ostile. Ad arricchire l’aria di mistero ci pensano gli obelischi, colossi di pietra rossastra che volano in cielo senza alcuna apparente direzione.

Questo continente è abitato da esseri umani, gli Immoti, e dai cosiddetti Orogeni (o rogga, per utilizzare un termine dispregiativo), esseri umani con l’abilità di sentire, anzi sensire, la terra, placare scosse o addirittura provocare eruzioni. Per questo motivo, gli orogeni sono evitati e temuti dagli immoti, ma anche utilizzati come vere e proprie armi per contenere ed evitare le Stagioni. Individuati fin da piccolini dai Custodi, vengono reclutati dal Fulcro, un centro di addestramento speciale situato nella capitale Yumenes. Qui, dopo anni di duro allenamento quasi militare, possono diventare degli Orogeni Imperiali suddivisi in classi in base agli Anelli che gli vengono assegnati e che vanno da 1 a 10 in base alla grandezza del loro potere e all’abilità di controllarlo. Infine, ci sono i temibili Mangiapietra, esseri terribili e spietati in grado non solo di mangiare la pietra ma anche di spostarsi al suo interno.

La società è strutturata in Com (più simili a dei villaggi piuttosto che a delle vere e proprie città) e secondo un sistema di caste: Ferrigni, Resistenti, Innovatori, Riproduttori, Elite. Al vertice di tutto c’è l’Imperatore, discendente dell’antica famiglia dei Sanzi.

A chi manca qualcosa che non ha mai e poi mai nemmeno immaginato? Non è nella natura umana. Che fortuna, dunque, che al mondo ci siano persone che non appartengono alla specie umana.

Personaggi

Ci siete fin qui? Era importante chiarire questi punti perché, lo avrete capito, il worldbuilding strutturato dalla Jemisin è imponente, complesso e pazzesco! La prima parte del romanzo è sicuramente più lenta perché molto descrittiva, ma vi assicuro che le ultime 300 pagine si divorano nel giro di poche ore e alla fine vorreste leggerne ancora e ancora… Il ritmo è ansioso, l’ambiente ostile fa perennemente da sfondo e l’Apocalisse sembra essere all’ordine del giorno, ma lo stile estremamente scorrevole riuscirà a non farvelo pesare più di tanto. Il tempo è scandito dalla storia delle 3 protagoniste:

Damaya una giovanissima rogga scovata in un villaggio sperduto da Schaffa, un Custode. Attraverso i suoi occhi avremo modo di capire come si svolgono la vita e le lezioni all’interno del Fulcro;

Syenite, un’orogena imperiale Quattroanelli, inviata in missione con Alabaster, l’unico Diecianelli vivente. Il loro scopo non sarà solo quello di abbattere la barriera corallina che ostruisce il porto di Allia, ma anche quello di procreare, non importa se in maniera rude e asettica, per poter sfornare altri potenti bambini orogeni.

Infine, c’è Essun, un’orogena adulta sposata e con due figli che vive nel villaggio di Tirimo. Con lei e la sua disperazione facciamo la conoscenza quasi subito: suo marito, Jija, ha scoperto che il figlio Uche è un orogeno e lo ha ucciso a colpi di botte per poi fuggire con Nassun, l’altra figlia.

Casa sono le persone. Casa è ciò che porti con te, non ciò che ti lasci alle spalle.

Temi trattati e parere personale

La storia si andrà sviluppando proprio intorno alla disperata ricerca di Essun, che spera di trovare ancora viva sua figlia e che riesce a farsi forza unicamente sul desiderio di vendetta nei confronti di Jija. Tanti i temi importanti affrontati: prigionia, libertà, senso di appartenenza, dovere, ribellione, cambiamenti climatici e famiglia. Non manca un parallelismo di tipo religioso, nel culto di un Padre Terra infuriato con l’umanità per aver ucciso il proprio figlio. La Quinta Stagione è un romanzo profondo, a tratti anche pesante, ma che sicuramente si fa specchio di tante difficoltà e vicissitudini subite in primis dalla scrittrice: non dimentichiamo che N. K. Jemisin è stata la prima autrice afroamericana a vincere il Premio Hugo per il miglior romanzo, non una volta sola, ma per ben tre volte (nel 2016, nel 2017 e nel 2018) per tutti e tre i capitoli de La Terra Spezzata.

Personalmente non ho nessun dubbio nell’affermare che questo libro rientra tra i migliori libri mai letti nella mia vita. Ve lo stra-consiglio e non vedo assolutamente l’ora di leggerne il seguito. Anzi, per la qualità della storia e per la ricchezza dei dettagli, non ho timore nell’affermare che ne gradirei follemente l’adattamento in una serie TV!


L’autrice

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de La Terra Spezzata nel 2016, 2017 e 2018.


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Stefania