Recensione: La Corte di Nebbia e Furia di Sarah J. Maas


Finalmente grazie alla Mondadori quest'anno abbiamo potuto apprezzare la serie di ACOTAR della scrittrice statunitense Sarah J. Maas, già famosa in tutto il mondo. A febbraio avevo letto il primo libro, La Corte di Rose e Spine, che però non mi aveva del tutto convinta (ve ne avevo parlato qui). Questo secondo volume, intitolato La Corte di Nebbia e Furia, sarà riuscito a farmi tornare sui miei passi?



Titolo: La Corte di Nebbia e Furia (A Court Of Mist And Fury)
Autore: Sarah J. Maas
Editore: Mondadori
Prima pubblicazione: Giugno 2019
Genere: Fantasy
Pagine: 622
Prezzo: Cartaceo 17,90€ / eBook 8,99€

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Voto:


Il primo libro di questa saga non mi aveva per nulla convinta: avevo trovato troppo rapida e molto forzata la love story tra Feyre e Tamlin nonché numerosi, troppi, punti di contatto con la saga di Twilight. Ma ho deciso di ascoltare il parere entusiastico di chi aveva già letto i libri in inglese e che considerava il secondo il migliore di tutti. Ammetto subito di non essere rimasta per nulla delusa, con mia grande sorpresa perché raramente il secondo volume di una saga riesce a superare il primo!

La storia riprende proprio lì dove era terminata: la minaccia di Amarantha ha avuto finalmente fine e il regno di Prythian è fuori pericolo grazie a Feyre, che ha avuto salva la vita grazie al sacrificio dei sette Signori Supremi, i quali l'hanno trasformata in una Fae Maggiore. La nostra eroina può così fare ritorno alla Corte di Primavera insieme all'amato Tamlin e all'amico Lucien per preparare il matrimonio che i sudditi attendono con tanta commozione e riconoscenza.

Un lieto fine con i fiocchi, no? In realtà non è proprio così: una volta tornata a "casa" Feyre riscopre una se stessa profondamente cambiata. Qualcosa si è lacerato dentro di lei sotto quella montagna, qualcosa che forse non potrà più risanarsi. Anche il rapporto con Tamlin andrà degenerando perché lui diventerà sempre più possessivo e iperprotettivo, arrivando a chiuderla in casa pur di evitare qualsivoglia pericolo. Neanche l'amata pittura di Feyre riuscirà a curare il suo animo poiché non tollera più la vista di alcuni colori e nella mente continuato a materializzarsi immagini orribili di quella esperienza...

Quando passi tanto tempo intrappolata nell'oscurità, Lucien, scopri che l'oscurità comincia a guardarti a sua volta.

Ma un matrimonio non si organizza da solo e, nonostante tutto, i preparativi procedono insieme all'aiuto di Ianthe, una delle somme sacerdotesse di Prythian e amica di vecchia data di Tamlin (che praticamente decide tutto al posto di Feyre). Così, il giorno tanto atteso arriva inesorabile, e altrettanto inesorabilmente farà la sua ricomparsa anche una vecchia conoscenza, per fare valere un patto stretto sotto la montagna: Rhysand, che reclama la presenza di Feyre alla Corte della Notte per una settimana al mese.

Lo scenario si allarga, quindi, e l'ambientazione si sposta nella parte più a nord della mappa (presente all'inizio del volume): visiteremo la Corte degli Incubi e la Corte dei Sogni, inclusa la magnifica Velaris! Faremo la conoscenza di nuovi e complessi personaggi, CassianAzrielMor, Amren, ognuno con la propria storia e con il proprio carattere, e approfondiremo anche la conoscenza di Nesta ed Elaine, le due sorelle di Feyre. La Corte della Notte si rivelerà essere tutt'altro rispetto al luogo di torture e morte di cui si dice in giro e avremo l'opportunità di far luce anche sul suo Signore Supremo, Rhysand, costretto ad apparire quello che non è per difendere la propria casa e i propri amici.

Riuscirà la cara Feyre a guarire la propria anima, a governare i poteri che ha ricevuto quando è stata trasformata in una creatura immortale e a salvare Prythian, ancora una volta?

Rispetto al primo volume, più veloce ma che ho considerato anche molto più "trash", stavolta il ritmo narrativo può apparire più lento perché avremo modo di approfondire gli intrecci politici, il passato dei personaggi, le alleanze e gli intrighi di corte. Considero un punto a favore questa maggiore calma nello sviluppo dell'intreccio perché in questo modo anche il lato romance appare più naturale e ci viene dato il tempo per capire e affezionarci ai nuovi personaggi, ma anche per rivalutare i vecchi. Ammetto che Tamlin non mi è mai stato particolarmente simpatico, l'ho odiato durante la lettura di questo volume, ma riflettendoci alcune sue scelte si possono spiegare con un'eccessiva voglia di protezione e, apprendendo il suo passato e la storia della sua famiglia, possiamo trovargli una giustificazione, per così dire. Tanti i temi importanti trattati stavolta: la libertà, la fiducia in se stessi, la fame e la povertà, l'importanza dei libri e della cultura per la realizzazione personale, l'amore, l'amicizia e la famiglia. Tuttavia, non me la sono sentita di assegnare 5 stelle piene a questo libro a causa della presenza di alcuni elementi che, di nuovo, mi hanno fatto storcere un po' il naso: il "vincolo di coppia" mi ha ricordato molto l'imprinting dei lupi mannari di Twilight, mentre l'allenamento di Feyre e Rhysand per schermare la mente mi ha ricordato molto Harry e Piton che si esercitano con il Legilimens! E poi... non importa che tu sia una creatura fatata o meno: il giorno prima delle nozze lo sposo non può vedere la sposa!

Se non avete ancora iniziato questa serie, fatelo assolutamente perché ne vale davvero la pena. Io attendo con ansia il terzo volume previsto per settembre e intanto cercherò di recuperare l'altra serie fantasy dell'autrice, Il Trono di Ghiaccio!

Alle stelle che ascoltano, e ai sogni che si avverano.


Sarah J. Maas, laureata in Scrittura creativa, è una scrittrice americana di fantasy. Ha esordito nel 2010 con Il trono di ghiaccio, primo romanzo della saga omonima, scritto quando aveva sedici anni e inizialmente pubblicato in una piattaforma di self-publishing, dove divenne in breve tempo un vero e proprio fenomeno di popolarità. Per Mondadori ha pubblicato anche La Corona di mezzanotte.

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